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CULTURA & SOCIETA'

Gianni e Luana insieme a New York per la maratona delle maratone

Due stili di vita diversi due obiettivi diversi, ma un motto condiviso “chi l’avrebbe mai detto?!”, il prossimo 3 novembre porteranno Ischia nella grande Mela

2,195 metri attraverso i cinque grandi distretti della grande mela, è la maratona più partecipata al mondo, con i suoi 43 545 atleti arrivati al traguardo nel 2009 è la maratona di New York e vedrà, il prossimo 3 novembre, due ischitani prendere parte a questo grande evento. Loro sono il nostro campione paralimpico Gianni Sasso e la marketing manager del Sorriso Resort, Luana Pezzuto. Due stili di vita diversi due obiettivi diversi, ma un motto condiviso “chi l’avrebbe mai detto?!”.

Sono sette mesi che si allenano insieme per le strade dell’isola, all’alba, di notte, al mattino, ogni momento è buono per sfidare i propri limiti, perché sì, è prima di tutto una sfida contro se stessi e poi il taglio di un traguardo che rappresenta l’inizio di un nuovo modo di approcciarsi alla vita.«L’idea di partecipare alla maratona di New York, – ci racconta Luana – non è nata all’improvviso, ma grazie alla conoscenza con Gianni Sasso. Spesso ci siamo trovati a parlare delle sue imprese, ho visto i suoi video, le sue gioie, il suo entusiasmo nell’attraversare i traguardi e ci siamo confrontati sulla corsa. Mi sono resa conto che anche io corro tutti i giorni, in realtà corriamo tutti, appena apriamo gli occhi al mattino, ma ho pensato di voler provare a raggiungere un traguardo per dare un senso alla mia corsa e così è nata la sfida di New York». E’ senza ombra di dubbio la maratona delle maratone, una festa grandissima per partecipazione ed entusiasmo e sarà lì che Luana e Gianni, da Ischia, manifesteranno la loro capacità di correre.

«La maratona di New York – ha detto ancora Luana – non è solo il giorno della gara, ma mesi di preparazione. Ti prende completamente, ti cambia lo stile di vita e per una giusta partecipazione sono almeno 7 mesi che ci alleniamo. È iniziata in maniera soft, piacevole, con lunghe passeggiate a Ischia godendo dei bellissimi panorami. Allenamenti tranquilli di un’ora o poco più a cui, poi, abbiamo integrato la corsa per vedere che ritmi sostenevo. Quando ho fatto i 500 m è stato il giorno più brutto di tutto l’allenamento, continuavo a chiedermi come sarebbe stato possibile fare 42 km».

Gradualmente gli allenamenti di Luana e Gianni sono diventati sempre più intensivi: 6 giorni a settimana per 7 mesi, un’ alimentazione fatta in un certo modo, riposo obbligato e un cambio di stile di vita necessario.«Sono rimasta ferma 3 settimane per un periodo di degenza, ora sono in fase di recupero, devo arrivare preparata per affrontare tutto il percorso. La maratona è tutto quello che viene prima di quel giorno e la cosa più bella deldoversi allenare nei mesi estivi è che devi pretendere dalla tua vita un cambio radicale:si corre alle 4 del mattino, si rinuncia alle cene, alle feste, all’estate, ma tutto questo lo sto facendo con piacere».Di quello che sarà la maratona di New York Luana non ha voluto vedere nessun’anteprima, «calcolo fin troppo la mia vita, – ha aggiunto – quel giorno mi riservo la sorpresa. E’ la maratona delle maratone, e voglio sorprendermi come ho fatto fin ora».

Ha lo sguardo fiero Gianni, lui che di limiti ne ha abbattuti tantissimi. Guarda Luana con ammirazione: è lei l’obiettivo nell’obiettivo: prepararsi a raggiungere l’ultimo record della sua carriera sportiva. «Per me – ci racconta – è la seconda partecipazione alla maratona di New York. Nel 2008 tagliai il traguardo in 5 ore e 05 conquistando il record del mondo, quest’anno il mio obiettivo è portare gente che possa finire la maratona in quelle 5 ore. Lavoro per Roberto Cerè come mental coach e la maratona di New York rappresenta la prova d’esame per gli studenti del suo corso». Quella maratona del 2008 ha rappresentato per Gianni un trampolino di lancio per il suo curriculum sportivo e a giorni, alla soglia dei 50 anni, ci ritorna con uno spirito completamente diverso. «Luana sta facendo un capolavoro, non sapeva di avere un fisico importante. Sono contento di tornare con lei nella grande mela, sarà una grande emozione e finirla in un tempo tranquillo sarebbe positivo.

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La maratona questa volta rappresenta per me un allenamento per l’ultima gara importante della mia carriera: il 24 novembre, proverò a raggiungere un altro record del mondo a Firenze, con le stampelle».Sono 70 le persone che parteciperanno alla maratona sotto la supervisione di Gianni Sasso, a ognuna a seconda dell’età e del sesso è stato affidato un tempo.

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«Le maratone più importanti le ho sempre preparate a Ischia, un territorio complesso dove i 37 km corrispondono a 45. Il mio obiettivo per Luana è vivere la gioia della maratona dove, ogni 5km, trovi gruppi che cantano, suonano e ti accolgono nella festa. Ecco: vivere la festa senz’ansia di finirla. E’ la gara maratona più difficile, ma è anche la più bella».L’obiettivo di Gianni per il futuro è quello di creare una piattaforma, non per atleti, ma per persone che mai si sono approcciate allo sport, per pigrizia o perchè pensano di non potercela fare. «Vorrei creare questo gruppo a livello nazionale e poi, se riesco, per i miei 50 anni, mi regalerò il record tanto ambito e che ritardo da tempo».L’emozione è tanta e il traguardo è vicino anche per Luana, «questa maratona è per me una medaglia alla vita. Mi farebbe piacere se questa attività potesse ispirare tante persone come me: i limiti sono spesso solo mentali.

Nel mondo manageriale leggiamo spesso dei libri per capire come gestire il nostro tempo, quando corri però devi capire quanto il tuo corpo ti permette di andare avanti, devi centellinare le tue energie per arrivare a quell’obiettivo. La corsa ti insegna quanto il tuo corpo è disposto a dare per arrivare la sera felice di essere riuscito a fare tutto. Spero di essere d’ispirazione a queste persone che magari attraverso Gianni possono continuare il percorso iniziato da me. Una volta terminata la maratona di New York penso proprio che potrò fare tante cose senza più farmi fermare dai miei limiti».

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