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Gianni Mattera e le elezioni: «Non ho intenzione di candidarmi, ma darò il mio contributo»

Lei è stato per anni un volto noto della politica foriana, e ha ricoperto vari ruoli all’interno dell’amministrazione comunale. Mancano pochi mesi alla prossima tornata elettorale e già qualcosa si muove. Lo abbiamo visto qualche settimana fa, intervistando un altro personaggio che ha calcato le scene della politica locale, Nicola Monti. Ultimamente si parla molto di lei come possibile candidato: cosa c’è di vero in quello che si dice in paese?

«Sgombriamo subito il campo da tutte le illazioni, da tutte le ipotesi: le posso assicurare, come posso assicurarlo a tutti gli amici e ai concittadini di Forio, che in questo momento non ho nessuna – e sottolineo nessuna – velleità di candidarmi o, per meglio dire, di ricandidarmi. E questo per tutta una serie di motivi che non sto qui ad elencare. Oltre ai motivi personali, c’è anche una mancanza di stimolo a intraprendere una nuova avventura elettorale. Dopo dieci anni, e dopo aver ricoperto le massime cariche a livello amministrativo del mio paese – ho fatto il consigliere, l’assessore e per quattro anni il vicesindaco – sono arrivato ai vertici della vita amministrativa di Forio. Pertanto – lo ripeto – ora come ora non ho intenzione di ricandidarmi».

Eppure c’è chi parla di lei come candidato alla carica di sindaco, un passo che le consentirebbe di completare il suo cursus honorum. Non c’è davvero nessuna volontà da parte sua di rimettersi in gioco?

«Penso che nella vita le occasioni vanno prese al volo, il treno passa soltanto una volta per determinate occasioni. Probabilmente cinque anni fa avrei dovuto essere il naturale candidato sindaco come eredità della passata amministrazione. Non ci sono state le possibilità per una serie di motivi che molti già conoscono, e in quell’occasione noi dell’amministrazione uscente decidemmo di fare tutti un passo indietro per lasciare il campo agli altri, com’è giusto che sia. Non bisogna dimenticare, infatti, che noi eravamo reduci da due mandati completi. Sotto un certo profilo, è stato anche giusto passare il testimone ad altre persone. Voglio cogliere l’occasione per ringraziare Nicola per le belle parole che ha avuto nei miei confronti, ma ribadisco che non ho ambizioni elettorali. Tengo tuttavia a precisare che la vecchia amministrazione ha avuto il merito di contribuire a rinsaldare i rapporti tra i suoi membri: ho un ottimo rapporto con Mario Russo, Luigi Patalano, Nello Di Maio eccetera. Quell’esperienza politica è servita a rafforzare un rapporto, anche a livello familiare. Spesso tra di noi ci vediamo, usciamo con le famiglie, andiamo a cena, ma questo non vuol dire che si stia organizzando qualcosa. È vero anche che probabilmente tra questi miei amici ci sono alcuni che hanno velleità di volersi ricandidare. Ho detto loro che l’amicizia è una cosa, la politica è un’altra. Però una cosa è certa: non li abbandonerò e darò loro una mano, ma non candidandomi».

Sia Nicola Monti sia Franco Regine hanno lasciato una porta aperta: addirittura si parla di un possibile accordo con il sodalizio di Francesco Del Deo. Cosa ne pensa di questo scenario?

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«Non ho niente contro nessuno, e tutti mi possono dare atto che alla fine della mia esperienza politica sono uscito di scena, ritornando un comune cittadino. In questi cinque anni non mi sono mani permesso di fare un appunto, una polemica, una critica o di sollevare un polverone nei confronti dell’amministrazione attualmente in carica, anche se i suoi membri ci hanno punzecchiati a più riprese. Personalmente ritengo che una persona, una volta completato il proprio mandato, debba essere giudicato dai posteri, dal popolo. Sono sempre stato sulle mie, e questa è la prima volta dopo cinque anni che parlo della politica foriana con un giornalista. Nell’ultimo lustro non ho mai espresso giudizi su niente. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Monti e Regine, le posso dire che sono lusingato dalle loro parole, ma sottolineo ancora una volta che faccio semplicemente parte di un gruppetto di amici, alcuni dei quali hanno voglia di rimettere al servizio del paese la propria disponibilità e competenza. Io li rispetto, sono liberi di fare quello che vogliono. Per quanto mi riguarda, se lo riterrò opportuno li appoggerò e darò loro una mano, ma dall’esterno. Non penso neanche al ruolo di consigliere».

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Tra i suoi amici qual è, a suo avviso, il più papabile per il ruolo di sindaco? Insomma, chi è l’anti-Del Deo?

«Ammesso che ce ne sia uno, non so chi sarà l’anti-Del Deo. Tutti gli scenari sono aperti: non è esclusa neanche l’ipotesi che questi miei amici accettino di candidarsi alla carica di consigliere con l’attuale sindaco, con Francesco Del Deo. A tavola parliamo sì di politica, ma devo dire che le recenti ricostruzioni fatte da certa stampa sono alquanto fantasiose».

Secondo lei Franco Regine, dopo un lustro di pausa, potrebbe riproporsi all’elettorato? Se sì, ha speranze di vincere contro Francesco Del Deo?

«Perché no, dopotutto Franco ha amministrato per dieci anni, e quello che abbiamo fatto con l’amministrazione è sotto gli occhi di tutti. Ad ogni modo, come sempre accade alle comunali, i giochi si faranno alla fine…».

Sono trascorsi cinque anni dal vostro addio all’agone politico. I tempi sono dunque maturi per fare un bilancio della vostra esperienza amministrativa, che è durata ben dieci anni. Mi elencherebbe i top e i flop di quell’avventura?

«In tutta onestà credo che quei dieci anni non siano stati caratterizzati da una cattiva amministrazione. Infatti, molte persone che incontro per strada mi dicono: “Quando c’eravate voi avete fatto questo, avete fatto quello”. Dovranno essere sempre i posteri a giudicare se abbiamo operato bene o abbiamo operato male. Tra i “top” della nostra amministrazione ci sono sicuramente il palazzetto dello sport, l’ammodernamento del campo sportivo “Salvatore Calise”, l’avvio dei lavori al “San Leonardo”, il centro storico di Forio e di Panza, il porto. Ritengo che queste opere abbiano contribuito a dare una svolta al paese. Per quanto riguarda i “flop”, molto probabilmente non siamo riusciti a risolvere in maniera definitiva la gestione dei rifiuti, ovvero trovare un’area di trasferenza idonea. Negli ultimi due anni di mandato, pur di non tenere gli automezzi a Cava dell’isola lungo la strada per Citara, decidemmo di portarli a Zaro».

Ma purtroppo i camion sono tornati alle Pietre Rosse…

«Non so come siano andate le cose, ci sono state delle denunce, delle diatribe, dei sequestri, e ci sono ancora delle pendenze penali attualmente in corso. Francesco (Del Deo, ndr) è stato tirato in ballo dalla magistratura, e questo mi dispiace molto. In ogni caso, anche l’attuale amministrazione ha avuto i suoi problemi nel tentare di risolvere la questione dello stazionamento dei mezzi».

Nicola Monti ha recentemente riproposto l’istituzione non di una singola area ecologica, bensì di più aree. A suo avviso è una soluzione praticabile?

«Penso che il problema sia ancora più difficile. Se non riusciamo a trovarne una – anche di dimensioni ridotte – non vedo come sia possibile reperirne altre. Ormai una cosa è risaputa: i rifiuti vicino casa non li vuole nessuno. Purtroppo il territorio di Forio è questo: l’urbanizzazione ha raggiunto un po’ tutte le zone del Comune. Le uniche aree potenzialmente disponibili sono situate in zone pedemontane, che in molti casi sono impervie e quindi di difficile accesso per gli automezzi. C’è qualche situazione che potrebbe essere presa in esame, e noi ci avevamo pure provato con alcune iniziative, che poi sono morte. La nuova amministrazione, dopo essersi insediata, si è dovuta confrontare con i nostri stessi problemi. Con Zaro avevamo risolto il problema all’80%, e i camion erano finalmente lontani dalle zone frequentate dai turisti».

Parlando di turismo, c’è chi sostiene l’utilità di pedonalizzare una parte del Comune – dal bar “La Lucciola” a Citara – e creare così una sorta di via Caracciolo per liberare Forio dalle auto e dallo smog.

«È un’esperienza che abbiamo fatto. Ricordo perfettamente che con la nostra amministrazione, durante il periodo estivo e in una determinata fascia oraria – abbiamo pedonalizzato tutta la zona di via Marina, dove ci sono tutti i locali. Sebbene qualcuno si sia lamentato, è stata un’ottima esperienza anche dal punto di vista commerciale. L’amministrazione mise a disposizione il parcheggio del piazzale “Marinai d’Italia”: pertanto i turisti potevano lasciare tranquillamente la macchina lì. Fu un’esperienza davvero molto positiva, che ritengo debba essere riproposta. Non ho mai visto in giro per l’Italia – e non solo per l’Italia – località ad alta vocazione turistica che convivono con le auto: sono tutte zone pedonali. È chiaro, comunque, che si deve dare la possibilità alle persone di parcheggiare agevolmente».

Tra le mission che Forio deve portare a termine, quindi, c’è anche la pedonalizzazione del paese, che merita di essere vissuto a piedi: lasciare ogni tanto la macchina a casa sarebbe forse opportuno…

«Penso che su questo punto i miei concittadini e anche tutti gli isolani dovrebbero farsi un esame di coscienza. Voglio ricordare che una delle prime attività che fu messa in campo dalla nostra amministrazione nel 1998 fu quella di limitare l’uso delle macchine – una per ogni nucleo familiare – attraverso il cosiddetto “bollino blu”. L’iniziativa fu intrapresa insieme alle altre amministrazioni comunali dell’isola d’Ischia. A mio avviso è giusto andare a limitare l’uso dell’auto ai residenti e favorire invece il turista, che ti porta il guadagno. Purtroppo quell’iniziativa non fu benaccolta, e credo che da questo punto di vista gli isolani dovrebbero maturare un po’».

Facciamo finta che lei decida di candidarsi, e ipotizziamo inoltre la vittoria della sua compagine: quali sono le prime iniziative che mettereste in campo per migliorare il paese?

«Oltre alla risoluzione della problematica dei rifiuti di cui abbiamo già parlato, è essenziale parlare del depuratore, di cui non possiamo fare più a meno. Bisogna esercitare una pressione costante sugli enti preposti affinché si dia quantomeno inizio ai lavori. Da quello che mi risulta i progetti sono già pronti e, se non erro, ho sentito dire che i fondi ci sono. Inoltre, l’amministratore di una località turistica come la nostra deve pensare anche alla manutenzione quotidiana del territorio: mantenere in ordine i giardini, le strade eccetera. Questi sono i tre principali obiettivi che perseguirei qualora tornassi ad amministrare».

E per i giovani? Sarebbe opportuno dare loro la possibilità di entrare nel mondo del lavoro, magari attraverso la promozione di attività sul territorio e la creazione di nuovi mercati.

«Guardi, ho condiviso tantissimo la scelta dell’attuale amministrazione – ripresa da un nostro atto deliberativo – di creare pedane. Dare servizi ai turisti creando posti di lavoro è un’iniziativa lodevole e giusta. Io fui il fautore di quel famoso progetto “Il mare di tutti”: all’epoca, come di certo ricorderanno in molti, realizzammo alla Chiaia una spiaggia a misura di diversamente abile. Un progetto che l’attuale amministrazione, per motivi che non saprei spiegare, ha ritenuto opportuno non portare avanti. Nel creare quella spiaggia, non ho avuto alcun problema a realizzarla nei pressi della mia attività. Ritengo infatti che quando fai l’amministratore di un paese non devi pensare al tuo tornaconto, ma agli interessi della popolazione».

 Francesco Castaldi

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