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Gianpaolo Buono suona la carica: «La battaglia per salvare il tribunale non si ferma»

Lunga intervista al presidente dell’Associazione Forense dell’Isola d’Ischia che spiega le prossime mosse per garantire la sopravvivenza del presidio giudiziario sull’isola. Poi considerazioni anche sui problemi del territorio, sul “gemellaggio” tra Enzo Ferrandino e Gianluca Trani, sul ruolo di Gaudioso e Del Deo e sulle imminenti elezioni serraresi

Dopo il periodo estivo, come di consueto si ritorna a parlare dei problemi della giustizia, legati alla nostra Sezione distaccata. L’impressione è che tuttora si riesca ad ottenere soltanto soluzioni-tampone. È realistico pensare solo ad altre proroghe o è possibile arrivare a un provvedimento legislativo di stabilizzazione definitiva?

«Ho spesso ripetuto che si tratta di un processo lento e laborioso. Non dobbiamo dimenticare che ci siamo trovati a fronteggiare il problema della stabilizzazione dell’Ufficio giudiziario principale in un periodo storico particolarmente difficile per il Paese, innanzitutto a causa della pandemia, che ha bloccato per tutto il primo anno l’azione del nuovo direttivo dell’Assoforense, vista anche l’impossibilità di incontri in presenza: l’agenda del Governo è incentrata prioritariamente su problematiche di carattere sanitario ed economico, cosa che impedisce alle nostre istanze di essere collocate tra le scadenze più urgenti. Il secondo problema è dato dalla natura del Governo stesso, sostanzialmente tecnico, dove tutte le attività e gli obiettivi sono già stati programmati e pianificati nel momento dell’insediamento. Dal punto di vista strategico noi stiamo seguendo la strada che punta a sensibilizzare tutte le forze politiche dell’arco costituzionale, cioè i partiti del centrodestra e centrosinistra su un problema che non dovrebbe determinare contrasti politici, vista la sua “oggettività”. Abbiamo portato esempi concreti come diversi tribunali dell’Italia Centrale a servizio di cittadine di poche migliaia di abitanti, mentre Ischia ha le dimensioni territoriali e la popolazione di una città di medie dimensioni. Lo diciamo sempre: il Pil turistico dell’isola è ragguardevole in ambito regionale. A ciò si aggiunga la mancanza di continuità territoriale. Dunque, penso che di fronte alla nostra richiesta le forze politiche non possano negare il loro consenso».

«L’obiettivo della stabilizzazione del Tribunale richiede un processo lento e laborioso. In questa difficile fase per il Paese il Governo ha priorità di ordine sanitario ed economico, ma prima o poi le forze politiche non potranno negare il consenso viste le oggettive ragioni che esponiamo a favore della nostra istanza»

Come Assoforense non vi siete fermati nemmeno ad agosto.

«Proprio così. Abbiamo partecipato a molti incontri istituzionali, trovando sempre un’ampia convergenza e una grande comprensione verso il nostro problema. E per evitare che si pensasse che le nostre istanze fossero soltanto a favore del settore-giustizia, abbiamo chiarito da subito che si tratta di una problematica molto più generale che riguarda invece anche sanità, scuola, trasporti, cioè l’intera collettività isolana, e per certi aspetti anche le altre realtà insulari, sebbene più piccole rispetto alla nostra. Trattandosi di un problema politico, esso va affrontato, non ci sono alternative. Proprio perché è un percorso laborioso, non era certo una boutade quando abbiamo lanciato l’idea di concepire l’isola in maniera diversa, facendo un salto di qualità passando “insula minor” a “Insula Maior”: si tratta di una proposta seria tendente a convogliare tutte le energie del territorioverso determinati obiettivi. Si tratta di capire cosa vogliamo fare di questa isola: ad esempio, con presenze turistiche fino a 400mila persone, il presidio sanitario deve essere potenziato, senza più fare ricorso a sforzi eroici degli operatori sanitari come accaduto quest’estate. Stessa cosa per le istituzioni scolastiche e in definitiva per la qualità della vita degli isolani, condannati dalla mancanza di adeguati collegamenti efficienti a non poter partecipare ad eventi in terraferma. La perdita dell’ufficio giudiziario sarebbe così grave che forse ci renderemmo conto di tale gravità soltanto dopo il verificarsi dell’evento, sperimentando di persona gli enormi disagi di processi da svolgersi a Napoli, con udienze che si protraggono fino al tardo pomeriggio: immaginiamoci le difficoltà per i cittadini isolani, avvocati, testimoni o imputati».

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«Le problematiche per cui l’Assoforense si batte vanno al di là della giustizia perché riguardano ogni aspetto della vita sociale, dalla sanità alla scuola, dai trasporti alla cultura. Dobbiamo capire cosa vogliamo fare di questa isola»

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Una notizia positiva è data dall’arrivo di nuovi giudici, e a breve dovrebbe arrivare nuovo personale di cancelleria.

«Questi positivi risultati vanno evidenziati, come effetto della nostra continua e quotidiana attività di sollecitazione ai vari livelli istituzionali, fino al Ministero. Siamo riusciti quindi a ottenere un risultato importantissimo: da quando è andato via il giudice Polcari il suo ruolo era stato congelato, e concretamente ciò significava che un cittadino si vedeva negato ogni strumento di giustizia, in quanto anche un semplice decreto ingiuntivo richiedeva mesi e mesi prima di essere applicato. Oggi siamo riusciti ad avere due giudici in sostituzione di Polcari, in attesa della nomina di un giudice stabile, tra cui un ottimo magistrato togato che opera presso il Tribunale di Napoli che ha già introdotto novità importantissime che altrove sono già da tempo realtà, come il processo telematico che velocizza modi e tempi in maniera sostanziale. Nei prossimi giorni dovremmo accogliere almeno due cancellieri di provenienza isolana utilmente collocati in graduatoria, come ci è stato garantito nel corso del recente importantissimo incontro al Ministero. Dunque, il futuro tanto incerto comincia progressivamente ad essere più roseo. Anche per il Giudice di Pace siamo in attesa del concorso per il posto di dirigente apicale, mentre nel frattempo come sappiamo un Comune isolano potrebbe concedere per il momento il distaccamento di un funzionario per far funzionare l’ufficio».

«Le recenti assegnazioni di magistrati e il prossimo arrivo di nuovo personale di cancelleria sono risultati positivi che vanno evidenziati, dopo la continua e incessante attività di interlocuzione col Ministero: il futuro diventa così meno incerto e più roseo»

Lei ovviamente non può conoscere i fatti, ma qual è stata la reazione alla condanna del dottor Capuano, già in forza presso la Sezione di Ischia, con una pena anche superiore a quella richiesta dal pm?

«Per esperienza dico che le valutazioni si fanno soltanto quando si è in presenza di una sentenza passata in giudicato. I tre gradi di giurisdizione previsti dalla Costituzione italiana hanno rilevanza proprio perché deve operare la presunzione di innocenza, che è una regola di civiltà, quindi tale principio non può essere rimodulato arbitrariamente secondo le convenienze. Lo dico nel caso del giudice Capuano ma anche per tutti quelli che sono imputati. In tanti anni di attività professionale ho visto diverse vicende che dopo il primo grado di giudizio hanno conosciuto un’evoluzione in senso completamente opposto. Dunque, bisogna attendere una sentenza definitiva, quindi per adesso mi esimo dal dare una qualsivoglia valutazione».

«Al di là del caso di Serrara, mi preoccupa la situazione del dibattito politico locale, che della società mostra il lato più deteriore, senza voler affrontare tematiche di carattere generale. Confido in una nuova fase in cui le forze sane possano scendere in campo e dare un contributo alla risoluzione di problemi che riguardano l’intera isola»

Tra pochi giorni si vota a Serrara Fontana, ma ci si sta avvicinando a questo appuntamento elettorale tra varie offese incrociate e veleni, con toni alti, con una politica che non riesce più a rimanere nell’alveo di proposte e programmi. Quanto la preoccupa questa deriva, di cui alcuni aspetti si erano visti anche un anno fa nell’elezione a Lacco?

«Sono molto preoccupato, non soltanto per la situazione serrarese. Vedo che l’intera società isolana si sta progressivamente isolando in ogni senso, manifestando il lato più deteriore. Ciò è frutto di una condizione culturale che riguarda non solo il singolo comune, ma che riguarda tutto il territorio. Questa tendenza a non volere affrontare tematiche di carattere generale, la noto non solo all’interno della classe politica, ma dell’intera società. Spero che maturi una nuova fase in cui le forze sane del Paese possano scendere in campo e dare un contributo alla risoluzione di problemi che vanno al di là dei singoli comuni e che riguardano l’isola nella sua interezza. Parlare di un singolo comune non ha senso. Anzi, questa frammentazione secondo me è deleteria…».

«Parlare di Comune unico secondo me ha senso solo fino a un certo punto. L’importante è avere una visione generale, e non particolare, delle tematiche che coinvolgono l’intero territorio, e penso che i vari sindaci ne siano consapevoli»

A proposito: in relazione alle battaglie per la giustizia isolana, Lei pensa che sotto questo aspetto un Comune unico avrebbe avuto più forza per risolvere il problema?

«Credo che in questa fase, parlare di Comune unico abbia senso fino a un certo punto. Io penso che, indipendentemente dall’esistenza di sei Comuni, un’apertura verso i problemi di carattere generale sia doverosa da parte degli amministratori delle sei municipalità, perché consentirebbe il salto di qualità dell’isola. In altre parole, non è la frammentazione dell’isola in sei municipalità ad essere un limite alla risoluzione dei problemi di carattere generale. Se dovesse essere istituito il Comune unico – cosa di cui dubito –esso potrebbe essere una formula positiva per tali problemi, tuttavia nella condizione attuale il fatto che vi siano sei Comuni non credo sia un impedimento (e non deve essere un alibi) a concepire una valutazione che deve necessariamente “unica”, e credo che i sindaci siano consapevoli di ciò. È fondamentale avere una visione generale e non particolare delle tematiche che riguardano l’intero territorio».

«Una “regia baranese” – me compreso – dietro l’accordo Enzo-Gianluca? È un’illazione che non commento: oltre ad essere sminuente per i due protagonisti, io ho già tanto da fare tramite l’Assoforense, per interessarmi a tali vicende»

A Ischia da tempo si è verificata la riconciliazione tra il sindaco Enzo Ferrandino e il suo avversario alle scorse elezioni, Gianluca Trani: spesso si dice che dietro tale accordo ci sia una regia “baranese”, di cui farebbe parte anche Lei.

«Guardi, preferisco non commentare queste illazioni. A stento riesco a fronteggiare con l’Associazione forense i problemi che riguardano l’esercizio della professione, figuriamoci se posso interessarmi di vicende di questo tipo, e tra l’altro sarebbe sminuenti anche nei confronti dei protagonisti di questo episodio. Se hanno compiuto questo passo, vuol dire che da persone mature hanno ritenuto di convergere verso un determinato obiettivo. Poi sarà il tempo a dire se la cosa sarà positiva o negativa, ma di sicuro io sono completamente estraneo a queste dinamiche».

«Giudico positiva l’opera del sindaco Dionigi Gaudioso, che merita apprezzamento per la determinazione e lo spirito di abnegazione»

L’anno prossimo si vota anche a Barano: pensa che l’operato di Dionigi Gaudioso sia da promuovere?

«Facendo una valutazione generale sulle varie iniziative intraprese, a partire dalle tante opere pubbliche, non posso che esprimere un giudizio positivo e lusinghiero sull’operato del sindaco Gaudioso, al quale faccio i miei complimenti soprattutto per la sua determinazione e per lo spirito di abnegazione: un sindaco che è sempre “sul pezzo”, che segue sempre in prima persona i lavori pubblici, che mette a disposizione dell’intera collettività tutto quello che è in grado di esprimere, credo che meriti sicuramente apprezzamento».

«Al sindaco Del Deo va dato atto di aver concretamente sostenuto l’azione dell’Assoforense: da lui mi aspetto ancora molto di più per il ruolo che riveste, e ritengo che egli sia in grado di poterlo dare»

Da quando il sindaco Francesco Del Deo è presidente Ancim, si sta battendo meritoriamente per le note e numerose problematiche che affliggono l’isola, come sanità, giustizia, scuola, trasporti. Bisogna riconoscere il fatto che l’Assoforense, anche scendendo in piazza, su tali temi era già attiva da tempi non sospetti, quindi vestendo quasi il ruolo di precursore.

«Lo dico senza presunzione e con molta umiltà: penso che l’azione dell’Assoforense sia sempre stata un’azione molto concreta che ha guardato alle varie problematiche isolane esclusivamente in termini generali e non settoriali. Ci siamo battuti, e continuiamo a farlo, nell’interesse della collettività, perché non devono esserci cittadini di serie A e cittadini di serie B: perché le opportunità che hanno in terraferma non possiamo averle anche noi, che esprimiamo quei “numeri” di cui parliamo sempre? Abbiamo necessità di una sanità funzionante, di un sistema scolastico con insegnanti di prim’ordine per i nostri ragazzi, di una vita culturale come quella che si può godere in terraferma. In tal senso l’Assoforense è sempre stata attiva, oltre che di pungolo per le varie amministrazioni. Al sindaco Del Deo va dato atto di aver concretamente sostenuto l’azione dell’Assoforense: da lui mi aspetto ancora molto di più per il ruolo che riveste e ritengo che egli sia in grado di poterlo dare».

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