ARCHIVIO

Giardini Poseidon, bilancio di stagione

Gianluca Castagna | Forio – L’acqua e le terme. Intorno, la natura mediterranea. In uno dei luoghi più incantevoli dell’isola, per ritrovare il proprio equilibrio e una serenità difficile da immaginare altrove. Sei ettari di terrazzamenti, più di venti piscine, 500 metri di litorale per 8000 metri quadri di spiaggia, acque termali attinte direttamente da sorgenti termo-minerali sottoposte con regolarità a scrupolosi controlli a garanzia della loro purezza chimica, fisica e batteriologica.
Giardini Poseidon è il più grande parco termale dell’isola d’Ischia. Da aprile a fine ottobre una delle realtà turistiche più solide e attraenti che la Campania possa vantare. Quasi sempre al riparo dall’umore dei flussi, dagli alti e bassi che vive l’isola, dalle scosse, più o meno salutari, che scuotono la fabbrica dell’impresa turistica di casa nostra. Eppure, malgrado le apparenze, oggi Giardini Poseidon non è più un mondo a parte.  Anche il paradiso autarchico della baia di Citara risente della crisi che investe l’isola d’Ischia, le sue difficoltà strutturali, le divisioni interne, il vuoto di progettualità, un malinconico declino tra le destinazioni più appetibili dai viaggiatori di tutto il mondo. A dispetto dei numeri, che guardiamo con fiducia senza davvero leggerli. A pochi giorni dalla chiusura della stagione 2015 abbiamo incontrato Andrea Albano e Bruno Macrì, rispettivamente responsabile amministrativo e responsabile tecnico del celebre parco

Poseidon_GiardiniPoseidonTerme_Ischia_Gallery_091Qual è il bilancio finale della stagione turistica 2015 per una delle realtà imprenditoriali più note e importanti dell’isola d’Ischia?
A.A «Il trend è strano da spiegare; mentre l’anno scorso siamo partiti un po’ a singhiozzo, migliorando con l’avanzare della stagione, quest’anno la partenza è stata buona salvo poi registrare una flessione significativa. Da metà agosto in avanti. Forse attribuibile alle condizioni meteo, settembre e ottobre non sono stati belli, o ad altri fattori come la viabilità e il crollo del mercato russo. Guardando i dati regionali, le presenze sull’isola sembrerebbero in aumento, forse ne giovano gli albergatori, Per noi è diverso, l’indotto isolano è in seria difficoltà. La stagione della svolta è stata quella del 2014, non questa».

Com’è distribuita in percentuale, tra mercato italiano e straniero, la clientela che frequenta i Giardini Poseidon?
A.A. «Non abbiamo ancora completato le statistiche relative alla stagione appena terminata, però il 60 % è mercato italiano. Il rimanente, una fetta del 40 %, è distribuito tra mercato tedesco e quello proveniente da altre nazioni. Il forte calo di presenze russe, per noi clienti preziosi perché di fascia medio alta, ci ha penalizzati, anche se, come numero, sono stati in parte sostituiti dalla clientela italiana. Sono tipologie diverse e la diminuzione di ospiti russi ha certamente influito sul risultato finale ».

C’è un mercato straniero emergente che siete riusciti a intercettare durante questa stagione?
B.M. «Si sono visti turisti stranieri che prima frequentavano poco l’isola d’Ischia. Oggi sono più presenti anche per problemi di politica internazionale che hanno penalizzato destinazioni che tradizionalmente consideravano privilegiate nella scelta delle vacanze. I francesi sono la vera novità di questa stagione. Ma anche molti nordeuropei, olandesi…».
A.A.«Presenza discreta anche per americani e inglesi, mercati sempre più presenti rispetto alle passate stagioni. La loro presenza è collegata con delle richieste specifiche che arrivano soprattutto dalla Costiera amalfitana, sono turisti che chiedono di abbinare un’escursione in barca con le terme. In questo senso, sarebbe vantaggioso rafforzare la sinergia con gli operatori della terraferma, anche perché attualmente il flusso più importante è da Ischia verso la Costiera, non viceversa. Non so se dipende da loro o da noi, gli operatori della Costiera ricercano partner come i Giardini Poseidon, perché riempiono di contenuto – le terme – un soggiorno fatto di altre cose. E’ un tipo di offerta che a loro manca, quindi esistono tutte le condizioni per sviluppare una reciprocità e degli scambi più forti».

Cosa vuol dire gestire una realtà come i Giardini Poseidon? Quali sono le problematiche che andrebbero risolte?
B.M. «La questione è che i mercati più interessanti sono quelli più attenti. In che modo vogliamo convincere i turisti a venire e magari ritornare a Ischia? Una volta arrivati impiegano anche un’ora e mezza per raggiungere il parco oppure, nella migliore delle ipotesi, prendono un taxi e ricevono delle sonore batoste. Come possiamo convincerli se trovano immondizia, traffico, mare sporco, strade dissestate? Oggi la clientela è molto più attenta alla qualità complessiva dell’offerta. Fuori dal nostro parco esiste tutta una serie di problemi strutturali importanti. Se non si risolvono, puoi stringere tutti gli accordi commerciali che vuoi, fare tutta la pubblicità del mondo, ma serve a poco. L’isola non può affrontare il mercato del turismo con piccoli episodi o realtà pregevoli, se queste si rivelano sempre più slegate da un contesto complessivo chiaramente non all’altezza».

Ads

DSCN1342Come sono i rapporti con la politica, con gli amministratori? Quali risposte vi attendete, sempre che arrivino?
A.A. «Credo ci siano delle difficoltà di comunicazione. Ci incontriamo, ma facciamo fatica a creare qualcosa di sinergico. L’isola d’Ischia ha bisogno di una riqualificazione condotta in modo attento che tenga conto delle esigenze dei turisti e degli operatori. Manca un confronto costruttivo, dove anche l’opinione discordante non vada isolata o messa a tacere, perché apporta un contributo a migliorare. Non abbiamo certo prove scientifiche, ma credo ci sia un nesso tra la crisi di questa stagione e la situazione in cui versa Forio. E’ stato difficile spiegare ai nostri clienti il perché di certe scelte, dai lavori stradali ai continui cambi di sensi sulla viabilità. Comprendiamo che esistono ragioni oggettive per intervenire, ma occorrono programmazione e comunicazione. Laddove, invece, regna l’improvvisazione».
B.M. «Va tutto analizzato in un’ottica complessiva. Magari, per non perdere dei finanziamenti importanti, non enormi va detto, si rischia di danneggiare economicamente il settore imprenditoriale e turistico di un’intera comunità anche per cifre superiori. Il traffico poi è diventato mostruoso. I nostri clienti ci chiamavano dall’autobus chiedendoci come fosse possibile ritrovarsi bloccati nel traffico e impiegare così tanto per raggiungerci. Non si tratta di singoli episodi: sono lamentele che provengono da un numero significativo di clienti. Poi, certo, sappiamo che risolvere problemi come la viabilità, l’emergenza rifiuti, la depurazione delle acque non avviene in tempi brevi. Da parte nostra, però, c’è sempre stata una disponibilità totale. La piazzola dove sostano gli autobus è di proprietà dei Giardini Poseidon, è stata da noi ristrutturata con 300.000 euro, uno spazio privato a uso pubblico. Serve noi, ma serve anche tutta la baia. Abbiamo aspettato tre anni per ottenere l’autorizzazione, per colpa di un apparato burocratico pesantissimo. Siamo disponibili pure a mettere mano alla passeggiata crollata che conduce all’ingresso dei Giardini, se servisse, ma ciò che manca è un serio confronto costruttivo».

Ads

Poseidon_GiardiniPoseidonTerme_Ischia_Gallery_083Cosa vuol dire per voi turismo di qualità, responsabile e sostenibile?
A.A. « Qualità elevata dei servizi, anzitutto. Attenzione al dettaglio, alla pulizia, all’ordine, ai desideri della clientela. Capacità di accogliere l’ospite in maniera educata, cortese. Sono aspetti chiari a tutti i nostri collaboratori, li riteniamo fondamentali per lo sviluppo e l’accoglienza di un turismo di qualità. La sostenibilità fa parte della nostra filosofia, facciamo il possibile, pur in un contesto che non aiuta. Evitiamo il consumo di plastica (lo abbiamo eliminato da otto anni), chiediamo ai nostri fornitori di riprendersi i vuoti. I risultati sono tangibili perchè la quantità di rifiuti che produciamo è diminuita moltissimo».
B.M. «Per evitare l’inquinamento del suolo e delle falde, non effettuiamo alcun trattamento chimico sulle piante, sono sei ettari di solo parco e i trattamenti vengono fatti con infusi di ortica. Si tratta di fare delle scelte che innestano un comportamento virtuoso a cui tutti devono partecipare e di cui tutti devono prendersene carico. Quando arriva da noi un cliente non proprio educato, ci pensa due volte prima di gettare a terra una sigaretta o parlare ad alta voce. Si guarda attorno e si adegua. Educare con l’esempio alle piccole azioni che ognuno di noi può fare è più utile di una norma. Inoltre tutto ciò che può essere recuperato a livello energetico, noi lo recuperiamo».

Cosa significa organizzare lo spazio dei Giardini Poseidon? Come trovare un equilibrio tra la forte identità del passato e le sfide della modernità? Come far dialogare il parco con la spiaggia e il mare?
B.M. «Il parco è già un esempio di mimetismo architettonico. Terrazzamenti, pietra e materiali naturali. Anche gli interventi più recenti, penso alla ristrutturazione della piscina coperta, non sono impattanti, pur trattandosi di un fabbricato molto grande. Non è vero che costruire equivale sempre a deturpare il paesaggio, a volta può valorizzarlo. L’antropizzazione non è sempre negativa e noi siamo molto attenti a come organizziamo lo spazio. Soprattutto alla luce di quello che succede al di fuori del parco…».

Quali sono le novità per la prossima stagione, anche in termini di marketing?
A.A. «Sul fronte della comunicazione, abbiamo rinnovato il sito, questo ci ha permesso di farci conoscere di più e meglio dappertutto. Contiamo di potenziare anche l’aspetto social. Abbiamo già pianificato una serie di interventi che possano migliorare i servizi. Pensiamo, ad esempio, al noleggio di aree riservate con servizi dedicati a un clientela esclusiva. Abbiamo la Grotta del Vino, che è una delle location più suggestive del parco e su cui puntiamo molto. Per la prima volta abbiamo partecipato al TTG di Rimini, la più importante fiera italiana del turismo e tra le prime cinque in Europa. Saremo a Stoccarda e Monaco, per noi il mercato tedesco è molto importante, abbiamo clienti dalla Germania che vengono ancora a Ischia solo per i Giardini Poseidon. La partecipazione alle fiere deve essere un momento di aggregazione e unità tra gli operatori turistici isolani, insieme alla pubblica amministrazione e alle associazioni di categoria. Accade spesso che ognuno vada per conto suo, sprecando un’occasione utile per presentare il prodotto Ischia».

La prossima sfida in vista della stagione 2016?
A.A. «Vorremmo intercettare il mercato crocieristico. Il porto di Napoli vanta presenze da record, eppure l’isola d’Ischia viene molto trascurata. E’ un mercato che non riusciamo a penetrare, forse per colpa di certi tour operator che hanno creato dei circuiti chiusi. A Capri, ad esempio, sbarcano quotidianamente molti croceristi provenienti da Napoli. A riprova dell’esistenza di un turismo di massa a cui bisognerebbe guardare con attenzione, perché non necessariamente scadente».

Giardini Poseidon (foto principale)

Articoli Correlati

Rispondi

Back to top button