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Gino Di Meglio: «Sono soddisfatto, non era facile smontare la sentenza del Tar»

Sorride il difensore del senatore Domenico De Siano, che non nasconde il suo ottimismo per l’esito finale favorevole al suo assistito. Pascale: «Resto appassionato di politica e non di carta bollata»

Per il senatore Domenico De Siano, che vede riaprirsi una partita che il Tar aveva deciso di chiudere, parla il suo difensore di fiducia, l’avvocato Gino Di Meglio. Che certo non nasconde la sua soddisfazione per l’esito del risultato arrivato dalla capitale: “E’ evidente che sono soddisfatto – spiega – anche perché la strada era in salita dal momento che bisognava smontare una sentenza del Tar Campania. Io avevo proposto un autonomo motivo di appello chiedendo che il consiglio disponesse una istruttoria perché solo la verifica de visu delle schede contestate avrebbe potuto far comprendere con pienezza quelle che erano state le modalità di esercizio del voto: se lo stesso, ad esempio, poteva rappresentare un segno di riconoscimento, o si trattava di un errore dell’elettore, di una mera incertezza grafica o di altro ancora. Guardando una scheda e solo in questo modo si può capire se la stessa andasse annullata o meno, e questo a scanso di equivoci vale anche per il ricorso incidentale”. Poi il legale fa una significativa sottolineatura: “Bisogna dire anche che la controparte aveva chiesto l’istruttoria ma in via subordinata, quindi solo nel caso il mio appello non fosse stato rigettato. Insomma, si trattava di una difesa, non di un motivo di appello alla sentenza”.

ricorso

A Gino Di Meglio chiediamo quanto è fiducioso sull’epilogo di questa complessa vicenda giudiziaria e lui risponde così: “Noi prepariamo questo tipo di ricorso in base all’esposizione dei fatti che ci viene fatta da candidati o rappresentanti di lista presenti allo spoglio. Sulla base di quello che mi è stato riferito ritengo ci siano ottime possibilità, la cosa importante è che però il Consiglio di Stato con ordinanza istruttoria pone un freno a dubbi e sospetti. Adesso andremo ad accertare la verità, a capire quale fosse realmente la volontà dell’elettore al primo turno”. E anche su questo l’avvocato tiene a fare una significativa precisazione: “Ribadisco, al primo turno, perché il Consiglio di Stato non ha proprio tenuto conto del ballottaggio come invece avrebbe voluto la controparte”. Cosa succederà adesso? Gino Di Meglio spiega che “il Prefetto ci dovrà convocare con un preavviso di cinque giorni, nella data fissata poi si procederà all’apertura dei plichi delle quattro sezioni elettorali, poi si verificheranno le schede limitatamente alle contestazioni fatte dalle parti in causa. Lo stesso Prefetto, poi, farà le fotocopie di tutto il materiale, redigerà una relazione che conterrà anche le osservazioni dei legali e invierà tutto al Consiglio di Stato”. Che l’8 giugno dovrà scrivere la parola fine su una vicenda davvero forse irripetibile sull’isola d’Ischia, e non solo, per le dinamiche complesse che l’hanno caratterizzata.

Il legale: «Io avevo proposto un autonomo motivo di appello chiedendo che il consiglio disponesse una istruttoria perché solo la verifica de visu delle schede contestate avrebbe potuto far comprendere con pienezza quelle che erano state le modalità di esercizio del voto»

Dall’altra parte della barricata, a chiedergli un giudizio sulla decisione del Consiglio di Stato, a onor del vero, non sembra scomporsi più di tanto, né manifestare particolari timori in proiezione futura. Il sindaco Giacomo Pascale si mostra assolutamente tranquillo e con il cronista si esprime così: “Il primo a chiedere l’apertura delle tabelle di scrutinio e delle schede, anche in maniera plateale, sono stato io. Anche il nostro avvocato ha formulato istanze istruttorie e sono state accolte sia quelle del ricorrente che le nostre che avevamo formulato in via incidentale.

Il primo cittadino: «Continuiamo a lavorare con la responsabilità di chi sa di non dover deludere le tante aspettative di un popolo per mano del quale siamo qui. Qualcun altro prova ad arrivarci evidentemente per mano di un giudice ma questa è storia nota. Continuo a riconoscere in politica un solo tribunale: l’urna elettorale»

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La sostanza della sentenza del TAR allo stato non è intaccata e la materiale acquisizione delle schede non sposta le questioni che già sono consacrate dalla stessa sentenza di primo grado. Del resto la descrizione delle schede è stata ampiamente fatta. Non comprendiamo quale sia la novità della questione … ne è un provvedimento che guardiamo particolarmente, ma come normale svolgimento del giudizio che andava fatto già in primo grado, e tra l’altro noi lo avevamo chiesto. Pertanto, non è provvedimento che guardiamo con sfavore. Non cambia nulla, insomma, e quindi si continua e si va avanti”.

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Un concetto, questo, che Pascale vuole poi rimarcare con ancor più forza: “Continuo con la mia squadra eletta ad essere sereno, serenità dettata dall’aver vinto le elezioni democraticamente due volte in 15 giorni! Continuo a credere nella legalità e soprattutto nella democrazia, il dato politico è noto a tutti e non solo sull’isola le elezioni sono state vinte e sono passate. Continuiamo a lavorare con la responsabilità di chi sa di non dover deludere le tante aspettative di un popolo per mano del quale siamo qui. Qualcun altro prova ad arrivarci evidentemente per mano di un giudice ma questa è storia nota. Continuo a riconoscere in politica un solo tribunale: l’urna elettorale. E un solo giudice: il cittadino elettore! Ho fiducia nelle istituzioni e grosso rispetto per la magistratura. Ancora ieri ho ricevuto tante telefonate, messaggi, inviti ad andare avanti, da amministratori pubblici, cittadini di Lacco Ameno, di tutta l’isola e non solo. Sommerso come qualche mese fa da un mare di passione civica e politica, da un affetto spontaneo e sincero di tanta gente comune”. Poi la conclusione: “Tutto questo mi rasserena e gratifica il mio quotidiano impegno nel provare a dare risposte alla comunità in un momento difficile e complicato. Resto appassionato di politica e non di carta bollata”.

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