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CULTURA & SOCIETA'

Giornata contro la violenza sulle donne, il racconto della psicologa

La dottoressa Lucia Lombardi e la sua esperienza presso il punto di ascolto di Forio e la sede di Ischia, dando ascolto a tutte coloro che hanno esigenze di intraprendere un percorso terapeutico

Oggi si celebra un appuntamento importante come quello della giornata internazionale contro a violenza contro le donne. In una giornata così particolare abbiamo raccolto il racconto di una psicologa e la sua esperienza lavorativa  presso il Punto D: Difesa dei Diritti delle Donne, la dottoressa Lucia Lombardi. “La mia esperienza lavorativa e’ iniziata da un mese e mezzo presso il punto di ascolto di Forio (ex municipio) e la sede di Ischia Punto D, in qualita’ di psicologa mi occupo di prestare ascolto a tutte coloro che hanno particolari esigenze di intraprendere un percorso terapeutico, oppure, semplicemente avere un consulto psicologico; si tratta per lo piu’ di violenza psicologia a seguire poi casi anche di violenza fisica. Mi sento orgogliosa di essere entrata a far parte di questo progetto, a me molto a cuore. Da tempo, il tema della disparita’ del genere, e la violenza contro le donne e’ sempre stata dentro di me e nel mio cuore, come obiettivo ultimo di poter fronteggiare questa realta’, purtroppo amara, che e’ diventata un tema di profonda attualita’. Ancora oggi, tale disparita’ e’ un problema di proporzioni globali davvero enormi”. 

“Se oggi vi e’ almeno un timido sforzo nel riconoscimento della parita’ di genere, nel XVII secolo, per esempio, le donne non potevano frequentare nemmeno una bottega d’arte, e a tal proposito che mi sento di fare un riferimento a una grande donna di nome Artemisia, la quale dopo essere stata anche lei vittima di violenza dello stupro, decise di ribellarsi. E grazie al suo talento, Artemia Gentileschi, nel 1618 a 23 anni fu cosi’ la prima donna a  essere ammessa in  un’accademia di disegno, divenendo cosi’, la prima donna artista italiana ad avere una carriera internazionale”. La dottoressa Lombardi poi aggiunge: “Ho fatto una breve parentesi nel citare la storia di questa guerriera, per arrivare ad oggi che le donne che continuano a essere vittime non solo della societa’ ma soprattutto di uomini carnefici, narcisisti, che le trattano come schiave all’interno delle mura domestiche, come oggetti e tuttavia solo alcune riescono ad avere quel coraggio da “guerriera” di ribellarsi a loro e venire in nostro aiuto presso i centri di difesa dei Diritti delle Donne. La donna che subisce una violenza necessita di interventi specialistici complessi e multidimensionali che vedono coinvolte diverse figure, come infatti accade nel nostro centro, nel mio caso, in qualita’ di psicologa accolgo e accompagno la donna lungo tutto il suo percorso di uscita dalla violenza, dai meccanismi di controllo e manipolazione, nonche’ dal trauma. Nell’intervento finalizzato all’autoprotezione e al benessere della donna maltrattata. Il fine di tale intervento e’ quello di far assumere consapevolezza delle proprie risorse e capacita’ nell’uscita della situazione violenta, al fine di non ritrovarsi in situazioni simili o peggiori, come puo’ accadere se non c’e’ rivisitazione critica della propria situazione. In questo caso io non giudico, ma accompagno la donna nel proprio percorso di consapevolezza, in modo che essa stessa possa valutare gli estremi di una possibile denuncia”. 

Poi conclude: “Sono entrata a far parte di questo progetto con l’idea ingenua che avrei avuto a che fare con situazioni patologiche, invece ho constatato un quadro ben piu’ inquietante, di una violenza si orribile , ma quotidiana. Quasi subito ci si rende conto che si tratta di un ambito di intervento, quello sulle donne maltrattate, che non solo rappresenta una sfida professionale per la complessita’ dei bisogni di cui esse sono portatrici, ma comporta anche un messa in discussione totale del personale essere donna in questo mondo, in questa societa’, e in questa dimensione culturale, che coinvolge non solo le donne maltrattate ma anche le donne che lavorano in qualita’ di operatrici, avvocate e psicologhe del centro antiviolenza. Tutte le donne. E prima di salutarvi,  pongo un appello a tutte coloro che non si sono fatte ancora avanti: non abbiate timore, ci pensiamo noi ad aiutarvi, non siete sole!”

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