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Giornata mondiale della povertà: l’isola d’Ischia non è poi così ricca

di Isabella Puca

Ischia – «Anche se non siamo arrivati ai livelli tragici del Nord Italia, dove i suicidi sono all’ordine dei giorni, parlo degli imprenditori che hanno dovuto chiudere, la crisi c’è ed è subdola; ci fa apparire tutto bello perché ci troviamo in un’isola turistica e dobbiamo dare un’immagine che conforti. Però, le povertà, ci sono. Anche nel mondo alberghiero, tra i lavoratori stagionali stanno aumentando i disoccupati. Se non si riesce a trovare una soluzione che vada incontro a questi bisogni non so dove si andrà a finire. Ma comunque noi non dobbiamo mai scoraggiarci». Fu questa la dichiarazione di Don Gioacchino Trani, che dal  2008 è responsabile della Caritas diocesana; a dargli l’incarico fu il vescovo Strofaldi dopo che, direttore dell’ufficio missionario dal 1979, gli venne chiesto di occuparsi non più dei “lontani”, ma degli ischitani. Era il 2014 e orientativamente il numero degli ischitani che si rivolgeva alla Caritas era all’incirca di 480 famiglie, circa 1500 poveri. Dati orientativi; due anni fa non esisteva un osservatorio sulla povertà che però viene toccata con mano da Don Giacchino, le Vincenziane, da quelli del centro Giovanni Paolo II di Forio e, non ultima, dall’associazione Catena Alimentare Casamicciola che, operante sul territorio da circa due anni è ormai un punto di riferimento per molti. «Allo sportello Caritas mentre prima erano soprattutto gli extracomunitari ora sono soprattutto i nostri, gli ischitani». Fu questa un’altra frase dell’intervista rilasciataci per un’inchiesta sulla povertà, una considerazione che oggi trova conferma nel rapporto povertà emanato nella giornata di ieri dalla Caritas.  Secondo il rapporto, da quando erano soprattutto gli stranieri a chiedere aiuto ai centri di Ascolto della Caritas, per la prima volta, nel 2015, al Sud la percentuale degli italiani ha superato di gran lunga quella degli immigrati. I centri Caritas sono 1.649, dislocati su 173 diocesi, una di queste è quella di Ischia e la tendenza annunciata ieri dal Rapporto 2016 Caritas trova conferma già da due anni sulla nostra isola. Causa di tutto questo è la crisi che sta mettendo in ginocchio tante famiglie; tra queste c’è chi prima lavorava e ora non prende più nemmeno la disoccupazione, o chi pur lavorando non percepisce da mesi lo stipendio che gli spetta perché ormai “tutte le aziende fanno così”; entrambe non riescono ad arrivare alla fine mese. Il vecchio modello italiano di povertà, inoltre, quello che vedeva gli anziani più indigenti, non è più valido: oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all’età, cioè diminuisce all’aumentare di quest’ultima. La persistente crisi del lavoro ha infatti penalizzato e sta ancora penalizzando soprattutto i giovani e giovanissimi in cerca di occupazione e gli adulti rimasti senza impiego. «Rispetto a due anni fa – ha dichiarato Don Gioacchino Castaldi – la situazione è peggiorata. La povertà qui sull’isola d’Ischia è aumentata, sia per i migranti stanziati ormai sul nostro territorio sia per gli ischitani. La difficoltà è sempre quella di arrivare a fine mese, quella di pagare le utenze, l’affitto di casa, non sanno dove sbattere la testa». Ogni mese il banco alimentare con cui è collegata la Caritas dà alle famiglie che ne fanno richiesta una spesa mensile; molte di queste si rivolgono ogni settimana anche alla Catena Alimentare Casamicciola. «Noi per quanto possiamo andiamo incontro ai loro bisogni. Sono 1150, orientativamente, le persone in tutta l’isola che si rivolgono al banco alimentare che ha chiesto, per ogni nucleo familiare, l’isee – indicatore della situazione economica equivalente – per poter usufruire di questo aiuto. Lo abbiamo dovuto fare per concentrare le nostre forze su chi realmente aveva bisogno». Tre volte a settimana, il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 10:00 alle 12:00, presso gli uffici Caritas di Ischia Ponte è aperto uno sportello di ascolto che, presto, sarà spostato nei locali del Polifunzionale dove sabato scorso è stato inaugurato il nuovo centro dedicato alla figura di Papa Francesco; anche lì la porta sarà sempre aperta a chi ne avrà bisogno.

 

 

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