CULTURA & SOCIETA'

Giornata nazionale per la Sicurezza: formazione e prove di evacuazione all’IC “V. Mennella” di Lacco Ameno

Con l’aiuto dei Volontari Protezione civile C.B. di Forio, gli studenti imparano a maturare maggiore consapevolezza sui rischi e la prevenzione. Perché la missione della scuola è formare cittadini responsabili, capaci di fronteggiare pericoli ed emergenze dentro e fuori dalle aule

Nessuna coincidenza fu più opportuna. Nella Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole, la doppia faccia di una realtà multiforme, spesso contraddittoria, emerge con nitidezza cristallina: da una parte, la sede del Liceo Scientifico a Lacco Ameno, si procede alla chiusura dopo l’inagibilità accertata dai Vigili del Fuoco; dall’altra, al plesso della Fundera dell’IC “Vincenzo Mennella”, si fa formazione e si simulano prove di evacuazione.

La sicurezza scolastica, dunque, non smette di essere un’emergenza. Basterebbe dare un’occhiata ai numeri degli “incidenti” nazionali per rendersene conto. Decenni di mancata manutenzione ordinaria in luoghi come aule, corridoi, laboratori, palestre, servizi igienici, giardini sottoposti a usura e flussi intensi di fenomeni meteo di crescente intensità, hanno prodotto ovunque situazioni “al limite”. E il terremoto, non solo quello che ha colpito l’isola d’Ischia oltre due anni fa, ha dimostrato oltre alla fragilità di un territorio, anche la fragilità di un sistema. Dove non si investe abbastanza per prevenire le tragedie.

La Giornata nazionale per la Sicurezza nelle scuole, istituita dall’articolo1 della legge n.107/2015 intende appunto promuovere, valorizzare e condividere le attività e le iniziative realizzate dalle scuole sui temi della sicurezza e della prevenzione dei rischi. Una giornata istituita per ricordare tutte le vittime della scuola e in particolare il tragico evento avvenuto nella città di Rivoli presso il Liceo scientifico statale ‘Darwin’ il 22 novembre 2008, quando perse la vita un ragazzo di 17 anni, vittima di un crollo del controsoffitto.
Tutte le scuole sono perciò invitate a riflettere sul valore della sicurezza e della prevenzione, a promuovere le giuste pratiche per una puntuale conoscenza dei rischi legati al proprio territorio e alla creazione di una corretta cultura della sicurezza e della formazione. Non solo alunni e dirigenti scolastici, ma anche tutto il personale della scuola e le famiglie. D’altro canto la missione fondamentale della scuola è formare cittadini responsabili. Possibilmente in luoghi sicuri. Dove per ‘sicurezza’ va intesa non solo una certa solidità strutturale (meno diffusa di quanto si creda, data la vetustà del patrimonio immobiliare scolastico), ma anche altri aspetti ugualmente importanti. Sicurezza non è solo un tetto che regge o una via di fuga spaziosa, ma anche un’aula ampia, illuminata con luci che non siano dannose per la vista. O un bagno decoroso, un vetro antirumore, un muro pulito. Come si fa a crescere bene in un edificio sporco, freddo, umido e buio? Che senso ha educare i nostri studenti a uno stile di vita sano se le palestre sono fatiscenti o non ci sono affatto?

Intanto, anche grazie alla collaborazione con la Protezione Civile, e in particolare con i volontari dell’Associazione C.B. di Forio, ieri sono state effettuate diverse prove di evacuazione nei plessi ‘Pannella’, ‘Fundera’ e ‘Circumvallazione’ dell’Istituto Comprensivo “Vincenzo Mennella” di Lacco Ameno. E già in mattinata, ancora prima dell’ingresso degli studenti a scuola, tutta la comunità scolastica del “Mennella” (docenti, personale amministrativo e ausiliari) ha partecipato a un momento di formazione e informazione per conoscere dati, azioni e buone pratiche per la promozione della cultura della sicurezza e per la gestione del rischio all’interno di ogni plesso dell’istituto. È fondamentale che si parta proprio dalle scuole per promuovere in positivo iniziative per la condivisione della conoscenza dei rischi legati al proprio territorio, diffondendo un messaggio concreto di come la sicurezza debba essere, oltre che un valore universale, un diritto di tutti e di come si possa diventare cittadini attivi e consapevoli.

La prima prova di evacuazione è andata benissimo in tutti e tre i plessi. Anche in quello (Circumvallazione) che, nella stessa mattinata, è stato parzialmente chiuso dal preside del Liceo Gianpietro Calise dopo l’ordinanza del Commissario prefettizio dott.ssa Simonetta Calcaterra. Ma, a tempo di record, nuovo piano di evacuazione, nuova prova per i bambini del Mennella che occupano la parte agibile del plesso.

I giovani alunni hanno dimostrato di essere istruiti alla perfezione, partecipato in maniera molto attiva e attenta, anche dopo la prova programmata, quando, d’accordo con i volontari della Protezione Civile, ne è stata fatta un’altra a sorpresa, nella quale si sono rivelati ancora più bravi. Lo stesso è accaduto per gli alunni delle elementari e delle medie. Queste simulazioni sono importanti non solo per preparare gli studenti, i docenti e il personale nella risposta di eventuali emergenze, ma perché permettono di capire meglio, in fase di esecuzione, i punti di debolezza della scuola. Un’aiuola che andrebbe spostata, uno spigolo che andrebbe messo in sicurezza, l’allarme che non arriva bene in ogni aula; insomma, piccoli accorgimenti che rendono la scuola più sicura anche in caso di emergenza.
«Abbiamo approfittato di questa Giornata – ha sottolineato Gianni Capuano, responsabile dell’Associazione Forio C.B. – per un’attività di formazione seguita da prove di simulazione in pieno accordo con la preside del “Mennella” Assunta Barbieri. Il nostro obiettivo è implementare in maniera sempre più efficace la cultura di protezione civile e le buone pratiche che, di pari passo con la conoscenza dei rischi, possono veramente creare un effetto virtuoso che porti a diminuire sempre più danni a persone e cose dopo eventi naturali e non solo. A livello isolano, oggi la preparazione è media, non propriamente sufficiente, almeno secondo la mia modesta opinione. I ragazzi devono essere padroni di quello che fanno, preparati nelle evenienze più difficili. Se queste prove vengono eseguite una volta o due all’anno, è facile che poi se ne dimentichino. Nelle scuole dove andiamo, la risposta migliore arriva da parte dei bambini più piccoli: sembrano apprendere con più velocità e disponibilità. Con gli studenti delle medie o quelli più grandi è già più difficile.»

Fronteggiare le emergenze è diventata una priorità in tempi di eventi atmosferici spesso violenti e improvvisi. «La cosa più importante – ha aggiunto Capuano – è la consapevolezza del rischio a cui si va incontro. Stare attenti quando ci sono delle forti raffiche di vento, guidare con attenzione in caso di acquazzoni straordinari che limitano la visibilità e allagano le strade, passeggiare lontano da terreni franosi e carichi d’acqua. Sono accorgimenti di buon senso, si sa che l’isola è a forte rischio idrogeologico. Poi, certo, occorre un piano di intervento, manutenzione e soprattutto informazione. Tutti i cittadini, dai più piccoli agli adulti, dovrebbero conoscere le problematiche del territorio, come muoversi e i dettagli del Piano di Emergenza comunale (P.E.C) . Quasi tutti ce l’hanno, basterebbe visionarlo

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