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Giosi: «voglio essere processato a Napoli e in fretta perché sono innocente!»

Dopo il colpo di scena di questa mattina dove alla seconda udienza del processo sulle presunte tangenti nella metanizzazione dell’isola d’Ischia – che vede imputati il sindaco Giosi Ferrandino e il tecnico comunale Silvano Arcamone – il pm Celeste Carrano, rimasta titolare dell’inchiesta dopo la rinuncia di John Henry Woodcook, ha chiesto ai giudici di trasferire il processo a Modena.
Un momento paradossale, tanto incredibile che anche presenti ed addetti ai lavori hanno stentato a credere alle loro orecchie.

E dopo la forte accusa dell’avv. Alfonso Furgiuele, difensore del sindaco d’Ischia: «Ve ne accorgete soltanto adesso? E pensare che avete sostenuto l’esatto contrario quando avete voluto il rito immediato», è la volta del sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino: «Sarei felice – ha dichiarato il sindaco Ferrandino – che venga rigettata la richiesta del pubblico ministero. E’ mia intenzione essere processato a Napoli ma soprattutto che sarei felice che questo processo si concluda in fretta perche sono innocente e questa storia ha macchiato la mia onorabilità politica oltre che personale. Se i PM hanno prove contro di me, che le portino in dibattimento e che vengano esaminate in questa sede».

In serata, in una nota diffusa alla stampa, il sindaco di Ischia dichiara: «Sono sconcertato dai pubblici ministeri di Napoli i quali, oggi che finalmente siamo a processo, si dichiarano incompetenti sconfessando quanto hanno con forza sostenuto fin quando per lo scoop nazionale serviva il mio arresto».
«Si portino le prove in tribunale per sostenere l’accusa senza perdere altro tempo e si celebri il processo», ha aggiunto Ferrandino. «Il mio unico interesse è che si faccia presto per fare luce sull’intera vicenda perché sono convinto della mia estraneità dai fatti».

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