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Giovani e divertimento: cosa fare?

Per titolare del “Procida Hall” Mirko Gadaleta bisogna aprire un tavolo di confronto anche e soprattutto con chi amministra il paese, con i genitori e le forze dell'ordine per cercare di trovare tutti insieme delle soluzioni importanti

Il sasso lanciato nello stagno da Giuseppe Giaquinto di “Procida in Movimento” in un articolo pubblicato da questo giornale nei giorni scorsi, nel quale si sofferma sulle modalità di divertimento delle giovani e giovanissime generazioni ha, da un lato, centrato l’obiettivo di riaccendere i riflettori e, in modo particolare sui canali social, la discussione su di un argomento troppo spesso dimenticato trattato alla stregua “della polvere sotto il tappetino”, dall’altro, avere prodotto, nell’immediato, un piccolo, ma significativo, risultato attraverso la scelta effettuata da un noto locale procidano, il “Procida Hall” ed in particolare dai titolari Ausilia Scotto di Rinaldi e Mirko Gadaleta, i quali hanno assunto la decisione di vietare l’ingresso delle recenti serate danzanti ai minori di 18 anni.

“Ringrazio Giuseppe Giaquinto – scrive Mirko Gadaleta in un post – per aver colto il vero significato di questa nostra decisione, non volevamo tarpare le ali alla voglia di divertirsi dei più piccoli, volevamo semplicemente far capire che esiste un problema tangibile, ho letto con attenzione il commento del signor Lubrano che ci invitava ad aprire dalle 8.00 alle 22.00, una cosa molto giusta, fu infatti ciò che proposi a dei ragazzi che mi prospettavano la realizzazione di party scolastici, la mia risposta fu positiva, mettemmo come unica limitazione l’utilizzo di alcolici, la risposta fu che decisero di organizzarsi per andare a farli altrove. Detto questo – conclude Mirko Gadaleta – c’è un problema reale che andrebbe affrontato come dice l’ottimo Peppe nelle sedi opportune, aprire un tavolo di confronto anche e soprattutto con chi amministra il paese, con i genitori e le forze dell’ordine per cercare di trovare tutti insieme delle soluzioni importanti, noi continueremo ad andare avanti per la nostra strada cercando di applicare ulteriori accorgimenti , sperando che tutto questo chiacchiericcio non si riveli solo un inutile post su facebook”.

In Italia, sono otto milioni e 600mila consumatori a rischio, 68mila persone alcoldipendenti prese in carico dai servizi alcologici, 4575 incidenti stradali rilevati soltanto da Polizia e Carabinieri. Questi alcuni dati contenuti nella Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati nel 2018 in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa dal ministro della Salute Giulia Grillo alle Camere il 29 aprile 2019. La prevalenza dei consumatori a rischio, elaborata dall’Istituto Superiore di Sanità, è stata nel 2017 del 23,6% per uomini e dell’8,8% per donne di età superiore a 11 anni, per un totale di oltre 8,6 milioni di persone, 6,1 milioni maschi (M) e 2,5 milioni femmine (F), che nel 2017 non si sono attenute alle indicazioni di salute pubblica.

L’analisi per classi di età mostra che le fasce di popolazione più a rischio per entrambi i generi sono quelle dei 16-17enni (M=47,0%, F=34,5%), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche e dei “giovani anziani” (65-75 anni). Verosimilmente a causa di una carente conoscenza o consapevolezza dei rischi che l’alcol causa alla salute, circa 700mila minorenni e 2,7 milioni di ultra sessantacinquenni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate, persone, quindi, non precocemente identificate e che andrebbero sensibilizzate sul loro consumo non conforme alle raccomandazioni di sanità pubblica. La prevalenza di consumatori a rischio di sesso maschile è superiore a quelle delle donne per tutte le classi di età, ad eccezione di quella dei minorenni, dove invece le differenze non raggiungono la significatività statistica.

I dati disponibili più recenti relativi ai decessi totalmente alcol-attribuibili si riferiscono all’anno 2015. Si evince che in Italia, il numero di decessi di persone di età superiore a 15 anni per patologie totalmente alcol-attribuibili è stato pari a 1.240, di cui 1016 (81,9%) uomini e 224 donne (18,1%); queste percentuali corrispondono a circa 38 decessi per milione di abitanti tra gli uomini e a quasi 1 decesso per milione tra le donne. Le due patologie che causano il numero maggiore di decessi per entrambi i sessi sono le epatopatie alcoliche e sindromi psicotiche indotte da alcol.

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