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Giovanni Cricco: «Il sistema resterà lento anche dopo la riforma»

ISCHIA – «Dopo aver ascoltato attentamente le ragioni del sì e del no ed aver partecipato anche a incontri sulla questione, la mia decisione è quella di votare no al referendum costituzionale. Ho pensato: “chi siamo noi per modificare la costituzione creata dai grandi personaggi politici italiani del dopoguerra?”. L’assemblea costituente ha deciso di creare due camere con gli stessi poteri proprio per aumentare la rappresentanza del popolo. Ma anche per evitare che qualcosa di simile al fascismo possa ritornare in Italia. Purtroppo con una sola camera in Italia c’è questo pericolo anche ora secondo me. Renzi potrà sembrare tranquillo, ma se dopo ci governasse Salvini? Sarebbe la rovina per il Sud. Inoltre devo ammettere che l’idea di creare questo nuovo senato con sindaci e consiglieri regionali non mi convince per niente: saranno i partiti a scegliere chi mandare a Roma e non più noi. Si andrà a risparmiare davvero poco, e a questo punto sarebbe stato meglio abolire del tutto il senato, anche perché quello previsto dalla riforma ha davvero poteri limitati. Con la riforma promettono di velocizzare l’attività parlamentare, cosa che potrebbero fare pure ora, perché quando vogliono scorre tutto veloce. A mio avviso, il nostro sistema resterà lento anche dopo la riforma».

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