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Giovanni Tufano: «Il movimento sull’isola non è solo Antonello Impagliazzo»

La decisione da parte del meetup “Amici di Beppe Grillo” di non partecipare alle elezioni ischitane ha suscitato, nelle scorse ore, un bel po’ di polemiche che, a onor del vero, ci sembrano alquanto sterili. Non è costume dello scrivente – né tantomeno di questa testata – scrivere su commissione, e il fatto che qualcuno (nel caso di specie il signor Giovanni Tufano) abbia pubblicamente asserito che il sottoscritto rediga articoli sotto dettatura, impone una perentoria smentita. “Il Golfo” e i suoi giornalisti sono dei liberi professionisti che esercitano con rigore e assoluta imparzialità il proprio lavoro. A dimostrazione della bontà del nostro quotidiano operato, pubblichiamo di seguito – e senza censura alcuna – le repliche del Tufano e dell’organizer del meetup “Amici di Beppe Grillo” Antonello Impagliazzo, e questo per rispondere anche al signor Aniello Volo, che prima di dare dell’«inaffidabile» al sottoscritto e di minacciarlo di querela avrebbe potuto prendersi la briga di leggere il nostro quotidiano e farsi una propria idea. Parlare e accusare per sentito dire non fa di certo onore a chi, più di una volta, ha rivendicato con orgoglio la propria appartenenza ad un corpo militare.

Dopo questa necessaria e doverosa premessa, partiamo dalla precisazione inviataci da Antonello Impagliazzo. «In riferimento all’articolo di stampa odierno (ieri per chi legge, ndr) del quotidiano “il Golfo”, che nel titolo mi attribuisce (virgolettato) “il movimento sull’ isola siamo noi”, mi corre obbligo di precisare che tale iperbole non rappresenta il mio pensiero ne quello del meetup Amici di Beppe Grillo Isola d’ Ischia. Quando esprimiamo comunicati, lo facciamo ad esclusivo nome del meetup stesso e mai usando il nome del M5S, che ci onoriamo di sostenere ma che non pretendiamo in alcun modo rappresentare direttamente, tanto meno in maniera esclusiva. Pur comprendendo le esigenze di “semplificazione” che talvolta ispirano i titoli dei giornali, ritenevo opportuno, a scanso di fraintendimenti, chiarire questo aspetto che ritengo non secondario».

Passiamo ora alle considerazioni del signor Giovanni Tufano: «Caro Francesco Castaldi, continui a scrivere delle notizie che ti saranno state dettate in modo non del tutto corrette, sul meetup Amici di Beppe Grillo Ischia. Io sono stato presente alle varie riunioni e non è andata così come hai scritto sull’amico Volo. Precisiamo che il meetup Amici di Beppe Grillo Ischia non è l’unico meetup presente sull’isola. Fare l’attivista del M5S significa lottare sul territorio in cui vivi contro tutte le ingiustizie, metterti in gioco, subire il gioco sporco degli avversari politici e accollartene anche le conseguenze senza paura. Il movimento 5S a Ischia con il simbolo non esiste, ma esistono i meetup. Il problema dei meetup, sul territorio nazionale, è che essi a volte sono formati da persone che hanno un solo scopo: essere eletti in Regione o Parlamento in modo virtuale, ma non per capacità. Questo è il problema più grande che dovranno risolvere i vertici dei 5S».

«Avere un meetup con 250 iscritti virtuali e fare delle riunioni con 5 o 6 attivisti sempre – ha proseguito Tufano – significa che qualcosa non va. Se qualche attivista si allontana vuol dire che qualcosa non va, se non si riescono a far iscrivere nuovi attivisti vuol dire che qualcosa non va, se si formano nuovi meetup vuol dire che qualcosa non va, questa è la realtà. Poi ognuno è libero. Caro Francesco Castaldi, il movimento sull’isola d’Ischia non è solo Antonello Impagliazzo, e già fare delle simili affermazioni ti dà la risposta sul perché non si sia fatta la lista. Gli amici riportati nell’articolo ti contatteranno per la replica, spero che democraticamente darai loro il diritto alla replica, nella quale ti spiegheranno quali sono le motivazioni del perché non si è fatta la lista (il signor Volo, nel pomeriggio di ieri, ha rinunciato al diritto di replica che il sottoscritto gli aveva garantito, ndr). Ultima cosa Francesco: il nome del candidato sindaco in qualsiasi partito o movimento fa la differenza e aggrega. La fiducia delle persone si guadagna giorno per giorno salendo uno scalino alla volta, basta un piccolo errore per farti cadere dalla scala».

Nel pomeriggio è giunta la controreplica dell’organizer del meetup “Amici di Beppe Grillo isola d’Ischia” Antonello Impagliazzo, che sul proprio profilo Facebook ha scritto: «A chi vota 5 Stelle non si chiede solo fiducia, ma partecipazione ad un cambiamento che superi la delega ai partiti, restituendo ai cittadini il governo della cosa pubblica. Questo vuol essere l’uno vale uno: partecipazione e democrazia. Capita invece che qualcuno lo interpreti come un “non si fa nulla se prima non si è sentito tutti” o peggio ancora “se uno vale uno il mio parere (a prescindere dal contenuto) deve essere preso in considerazione e se non è preso in considerazione il M5S è come i partiti, anzi peggio”. Nel primo caso si rischia l’immobilismo per una malintesa partecipazione di tutti a tutto, infattibile nella pratica. Ritengo che perché un gruppo di lavoro più o meno grande non si castri con le proprie mani, debba essere salvaguardata la possibilità di muoversi all’interno di idee condivise, fermo restando l’impegno alla trasparenza e la richiesta (nonché la possibilità) a tutti di esprimersi su decisioni particolarmente importanti e delicate. Come dire che per avviare un’iniziativa, importante o meno, non dobbiamo avere il parere di tutti, ma permettere a tutti di dare il proprio parere, si. Una seconda affermazione portata ad esempio è caratteristica di persone che tentano di emergere, ma non ottengono ciò che vorrebbero, ed allora attaccano il Movimento in toto definendolo incoerente perché non li ascolta».

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«Uno vale Uno – ha sottolineato Impagliazzo – vuol dire che il tuo voto pesa come il mio e che ognuno di noi ha diritto al proprio parere senza, perciò, vincolare le decisioni prese dal gruppo. Uno vale uno significa, quindi, rispettare il parere altrui e le decisioni assunte dalla maggioranza facendole proprie. Una buona idea è una buona idea, un’idiozia resta un’idiozia, non viene promossa a buona idea perché uno vale uno. Questo presuppone che possano esserci persone riconosciute in un gruppo come più valide o più abili di altre in alcune attività, che per questo vengono valorizzate. Uno vale Uno non deve giustificare un inutile appiattimento e spreco di capacità, competenze e talenti, ma essere stimolo al rispetto e alla partecipazione di tutti e a bloccare a chi pensa di poter decidere per tutti. Un anonimo che “vale uno”».

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Francesco Castaldi

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