CRONACAPRIMO PIANO

Giù i veli sugli accusatori del giudice Esposito

I tre, dipendenti dell’albergo Villa Svizzera, riferirono di frasi offensive e cariche d’odio indirizzate contro Silvio Berlusconi dal magistrato che presiedeva il collegio che lo condannò in via definitiva in Cassazione causandone la decadenza da senatore. I video trasmessi nella trasmissione “Quarta Repubblica”

E’ un vero e proprio intrigo, che rischia di vivere anche una lunga coda perché dopo una nuova denuncia anche la prescrizione potrebbe forse essere più lontana. Ma sugli apprezzamenti tutt’altro che lusinghieri che il giudice Antonio Esposito – oggi in pensione, ma di fatto presidente del collegio che in Cassazione condannò l’ex premier Silvio Berlusconi per evasione fiscale, causandone di fatto la decadenza da senatore della Repubblica – si arricchisce di nuovi particolari.

Che riguardano soprattutto i tre dipendenti dell’albergo di proprietà della famiglia del senatore Domenico De Siano (vicinissimo a Sua Emittenza, essendo tra l’altro coordinatore regionale di Forza Italia) che nelle indagini condotte dal legale del cavaliere, Bruno Larosa, dopo la condanna. E a far scoppiare il caso è ancora una volta la trasmissione “Quarta Repubblica”, condotta da Nicola Porro ed andata in onda lunedì sera in prima serata su Retequattro. Perché assumono anche sembianze e nome e cognome i tre lavoratori protagonisti di questa storia, perché la tv della Mediaset trasmette alcuni filmati delle dichiarazioni che gli stessi resero proprio a Larosa.

Si tratta di tre lavoratori in servizio alla Villa Svizzera, l’albergo nel quale spesso Antonio Esposito si recava in vacanza e nella mattinata di ieri anche alcuni quotidiani nazionali hanno pubblicato stralci dei verbali dai quali emergono in maniera inequivocabile una serie di addebiti mossi al giudice Esposito da Michele D’Ambrosio (chef), Giovanni Fiorentino (cameriere) e Domenico Morgera (bagnino). Ed emergono anche alcuni dettagli dai predetti verbali. Il Fiorentino, ad esempio, riferiva: «Vorrei aggiungere che le espressioni da me riferite da parte del dottor Esposito nei confronti del Berlusconi erano ricorrenti, tanto che all’ingresso del ristorante invece di dire buonasera era solito affermare “Ancora li devono arrestare”, riferendosi al dottor Berlusconi e al mio datore di lavoro».

Che ovviamente è proprio Domenico De Siano. E sempre secondo le testimonianze dei dipendenti dell’albergo, il giudice oggi in pensione definiva Berlusconi “una chiavica” tra un bagno e l’altro. Le deposizioni in questione vennero raccolte il 3 aprile 2014 a Napoli, quando i legali di Sua Emittenza stavano preparando il ricorso a Strasburgo contro la condanna in via definitiva nei confronti del loro assistito. Dichiarazioni che vengono allegate e sono parte integrante di un fascicolo che giace da almeno sei anni presso gli uffici della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. I brani filmati con i nostri concittadini seguono l’audio del giudice Amedeo Franco – nel frattempo deceduto – che racconterà di essere entrato in camera di consiglio deciso a non firmare la condanna ma di aver dovuto cambiare idea a causa della presenza di quello che lui stesso aveva definito un “plotone di esecuzione”.

Insomma, si mira a dimostrare che Esposito avesse un conto aperto con Berlusconi. E il primo a parlare è proprio Michele D’Ambrosio che ricorda: «Un giorno, ritengo nel 2008, mi chiese del mio datore di lavoro all’epoca sindaco di Lacco Ameno e quando gli dissi il nome mi chiese se fosse di Forza Italia e alla mia risposta affermativa il dottor Esposito esclamava “Sta con quella chiavica di Berlusconi”. Un’altra volta, ritengo nel 2009, mi chiese se il mio capo stesse ancora con Forza Italia… alla mia risposta affermativa lui esclamò “Ancora con quella chiavica”, aggiungendo “A Berlusconi se mi capita l’occasione gli devo fare un mazzo così”, non ricordo se accompagnò questa espressione con gesti significativi, ritengo che non lo fece perché c’erano altri clienti intorno». A rincarare la dose anche il Fiorentino che ricordava: «Il dottor Esposito spesso chiedeva di chi fosse la struttura alberghiera ed io rispondevo di De Siano. La sua risposta in napoletano era “Ah, sta con quella chiavica di Berlusconi”. In quelle occasioni… a causa del rapporto di amicizia che si era instaurato, affermava che prima o poi avrebbero arrestato sia il mio datore di lavoro che Berlusconi». C’è anche il racconto di Domenico Morgera, bagnino termale presso la Villa Svizzera: «Nel 2007 e 2008, mentre mi trovavo nel patio, Esposito ha detto che essendo io un operaio mi ero schierato con un partito di padroni, alludendo a Silvio Berlusconi e al fatto che era un bluff, così come lo erano le sue parole. Così, quando l’ho visto in televisione, dissi a mia moglie che quel giudice lo avevo conosciuto e gli manifestai la sorpresa di come l’avesse potuto giudicare un magistrato che aveva parlato male di Berlusconi nei termini di cui ho parlato e dunque un magistrato di parte».

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