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CULTURA & SOCIETA'

Giuann “Boccia” spegne 90 candeline, una storia fatta di pane e magia

Ha voluto celebrare la festa in quel luogo, Ischia Ponte, diventato storia che profuma di pane. Tutto nasce dall’intuizione di “Mannina”, da allora quattro generazioni per un simbolo dell’isola

E sono 90, per Giuann Boccia! L’emozione è dipinta sul suo volto, ed è in questo luogo che ha voluto festeggiare. Un luogo che è diventato storia che profuma di “pane”. Tutto nasce dall’intuizione di una donna, “Mannina”, che prese in fitto un forno ad Ischia Ponte per fare il pane, il marito era pescatore e per mare “ non ci stanno caverne”. Capì già allora che il pane, un alimento semplice fatto con farina, acqua e sale, costava poco e ti toglieva la fame.

Ha guardato lontano Mannina, come solo le donne sanno fare, è stata spettatrice di un film mai visto, dove protagonista era la sua famiglia. Dal più piccolo al più grande tutti prima o poi passano per questo forno, e tutti, nonostante siano passati oltre 80 anni , sono legati ad un filo indissolubile che li lega a Mannina, che ha saputo creare un collante con l’impasto del pane, in una storia che dura ancora oggi. Il pane a Ischia, quello famoso si chiama Boccia. Era il 1938, Giovanni aveva 8 anni quando la sua mamma, “Mannina”, aprì il forno e allora a quell’età, già non si è più bambini, sicuramente Giovanni avrà impastato, portato acqua, acceso il forno, ma i venti di guerra spiravano, anche in quest’isola in mezzo al mare e la sicurezza dei figli per una mamma è la prima cosa, e così Mannina si prese una pausa, sperando in tempi migliori.

A fine anni ‘40 l’avventura continua con il figlio Salvatore, aiutato da Giovanni quando non stava sulle navi, e da Antonio, il papà continuava ad essere pescatore. Nel ‘54 presero un negozio trasformandolo in spaccio alimentare e dal cuore di Ischia Ponte il panello di Boccia è diventato non solo un mito, ma una meta. La marenna di pane caldo e mortadella è diventata d’obbligo per chi si ferma nel borgo che guarda al Castello. Sono passati gli anni, la famiglia cresce, sempre unita e legata dal pane, Antonio un altro fratello di Giovanni, crea una attività nuova allo Schiappone, dove il pane viene distribuito in tutta l’isola e Giovanni con il figlio Luigi e i nipoti ha continuato a sfornare bontà e a profumare vicoli. Giovanni davanti alla sua torta è emozionato, non riesce a trattenere qualche lacrima che scende, ma è felice, il sogno di Mannina continua, il forno è ancora acceso da quasi un secolo.

Ormai siamo giunti alla quarta generazione che vive di pane, una famiglia unita quella di Boccia, un legame forte che non si spezza come si fa con il pane, anzi si consolida e allarga i suoi orizzonti. A breve si partirà con una nuova avventura, tranquilli nessun trasloco, basterà guardare di fronte. Gli eredi di Mannina, con Andrea, questa volta strizzeranno l’occhio alla ristorazione ma sempre con semplicità, la gentilezza, la genuinità e l’unione, sono da sempre gli ingredienti del successo della famiglia che noi conosciamo come Boccia, ma non è il cognome, è il soprannome della famiglia che va avanti da generazione per volere di nonna Mannina. Una donna minuta, con lo spirito d’acciaio che ha saputo guardare oltre, con quel pizzico di ambizione e mai di vanità. Ischia Ponte è famosa per il Castello Aragonese e per essere uno dei borghi più belli al mondo, ma è legata dal quel forno a legna acceso da quasi cento anni, che continua a sfornare pane, e continua a inebriare con il suo profumo “u vic e Lucion “.

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