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Giustizia: avvocati pronti a iniziative “forti”, ma per ora prevale la linea diplomatica

ISCHIA. I continui disagi provocati dalla mancanza di un funzionario di cancelleria presso il Giudice di Pace di Ischia sono sfociati in una riunione spontanea ieri mattina. Riunione molto partecipata e a tratti anche molto accesa, visto il tema e i numerosi inconvenienti che tale mancanza provoca al funzionamento dell’attività forense. L’avvocato Cellammare ha relazionato in merito agli ultimi sviluppi: il presidente dell’Assoforense ha già ottenuto un appuntamento col presidente del Tribunale di Napoli, Ferrari, e col presidente di Corte d’Appello, De Carolis, per martedì prossimo.  Si punta anche a ottenere un dialogo diretto col Ministero della Giustizia. La dottoressa Castellano, dirigente dell’ufficio personale della Corte d’Appello, ha già comunicato che il provvedimento per Ischia è praticamente pronto per la firma del giudice Cioffi, magistrato di Corte d’Appello delegato al personale, che martedì stesso dovrebbe sottoscrivere il documento. Si tratta comunque dello stesso provvedimento concepito dal presidente Ferrara, consistente nella previsione di applicare sei cancellieri, uno al mese, un giorno a settimana.  Tuttavia, com’è noto, la prima dei sei funzionari ha immediatamente opposto la propria invalidità (pari al 75%), che a Napoli le consente di lavorare solo part time tre volte a settimana, come motivo per non venire a Ischia, e chiedere la sostituzione. Tale circostanza è stata comunicata il 23 novembre. Pochi giorni dopo, il 28, è partita una nuova missiva del Presidente Ferrara al suo omologo di Corte d’Appello, e ai due giudici di pace di Napoli e Ischia, che invitava a procedere immediatamente, entro il 3 dicembre, alla sostituzione della funzionaria invalida col secondo nome indicato nell’elenco. La circostanza non è stata posta in essere, anche perché, come ha spiegato il giudice Cioffi, la cosa avrebbe creato un precedente pericoloso, che avrebbe legittimato anche gli altri cinque funzionari a chiedere a loro volta la sostituzione. Si è dunque attesa la fine del periodo di malattia della funzionaria, per poi procedere alla redazione del provvedimento di sostituzione: come detto, martedì prossimo Cioffi lo firmerà, e la sezione di Ischia attenderà l’arrivo del nuovo cancelliere. Sempre che anch’egli non scelga di mettersi in malattia pur di evitare lo sbarco sull’isola.

La vicenda è indicativa delle motivazioni che sono alla base della battaglia portata avanti dall’avvocatura locale: quella diretta a ottenere un cancelliere in pianta stabile e definitiva presso la sede ischitana, o tramite assunzione oppure tramite mobilità. In quest’ultima prospettiva è stato avviato il dialogo col Comune di Serrara Fontana, dove la dottoressa Veronica Di Meglio possiede i requisiti per ricoprire il ruolo presso la sede giudiziaria. Va ovviamente verificata la disponibilità, e comunque sarebbe sempre una soluzione provvisoria, fin quando la copertura del posto non verrà messa a concorso. «Con tanti laureati che l’isola d’Ischia può vantare – ha detto l’avvocato Cellammare – ci auguriamo che tale posto possa essere coperto in modo definitivo, come già ebbi modo di dire al premier Conte durante la sua visita lo scorso settembre. Ecco perché cercheremo a stretto giro di interloquire direttamente col ministro della Giustizia». Le soluzioni-tampone fin qui attuate, con un funzionario una volta a settimana, sono assolutamente insufficienti. Il presidente dell’Assoforense ha invocato anche il possibile ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani, perché i cittadini isolani vedono sostanzialmente negato il loro diritto alla giustizia presso il Giudice di Pace. Le iniziative più radicali, seppure allo studio, sono state rimandate alla fase successiva all’assemblea in programma a gennaio. In quell’occasione, si tireranno le somme degli incontri istituzionali che stanno per essere concordati. Si spera dunque di non dover arrivare a iniziative “forti”, come ad esempio la denuncia alla Procura presso la Corte dei Conti per denunciare il danno erariale che si sta provocando con queste disfunzioni: quando gli avvocati non ottengono le sentenze richieste, si configura anche la fattispecie di omissione in atti d’ufficio, e questo è solo un esempio. Tuttavia, prima di arrivare a tanto, cosa che molti avvocati vorrebbero immediatamente porre in atto, l’organismo rappresentativo di categoria sta cercando di percorrere tutte le strade permesse dalla diplomazia, che dopotutto alcuni mesi fa ha consentito di raggiungere l’agognato obiettivo della nuova proroga triennale per la sede giudiziaria locale. Sarà dunque decisivo l’incontro col Ministro della Giustizia.

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