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Giustizia e Insularità: una battaglia di civiltà

Di Francesco Ferrandino

ISCHIA. Nella suggestiva cornice dell’Hotel Delfini presso la baia di Cartaromana, si è svolto ieri pomeriggio il convegno sul tema “Giustizia e Insularità”, organizzato dall’Associazione forense ischitana. Una tavola rotonda che ha ampiamente discusso l’annoso e delicato tema della permanenza sulla nostra isola della Sede Distaccata del Tribunale, messa in discussione dalle recenti politiche di accorpamento e di presunta “spending review”, che hanno implicato la soppressione di numerosi presidi giudiziari sul territorio nazionale. Una politica che mette in grave pericolo la continuità territoriale e l’accesso alla giustizia non solo per gli abitanti di Ischia, ma anche di altre importanti realtà insulari come l’Elba e la Maddalena, che ieri sono state ben rappresentate al convegno dalla partecipazione di alcuni esponenti del mondo politico e forense. A fare gli onori di casa, il Presidente dell’Assoforense isolana, l’avvocato Francesco Cellamare, che ha moderato l’importante dibattito, il cui parterre di relatori è stato davvero ricco. Alla presenza dei sindaci dei Comuni isolani, è dapprima intervenuto l’avvocato Francesco Caia, componente del Consiglio Nazionale Forense nonché Presidente Emerito dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, da sempre in prima linea nel battersi affinché venisse mantenuta sulla nostra isola la sede del Tribunale, a cui hanno fatto seguito le osservazioni degli avvocati nonché consiglieri dell’Ordine forense partenopeo Arturo Frojo, Maurizio Bianco e Armando Rossi. In varia misura, tutti hanno rivendicato l’esigenza di garantire ai cittadini delle isole, già gravemente penalizzati dalla mancanza di continuità territoriale, il diritto a un accesso stabile ed efficiente a un servizio essenziale come la Giustizia. In rappresentanza della magistratura, è intervenuto il sostituto procuratore della Repubblica di Napoli Salvatore Sbrizzi. Durante il dibattito si è fatto spesso riferimento a un’auspicata, ma non ancora certa, proroga ulteriore del termine per il mantenimento della struttura tribunalizia a Ischia, che allungherebbe di altri due anni (quindi fino al 2018) la permanenza della sede distaccata. Nondimeno, tutti sono stati concordi nel definirla soltanto come un primo passo, ovviamente positivo, per quello che invece è l’obiettivo finale costituito dal definitivo e stabile riconoscimento del presidio. Nella doppia veste di avvocato oltre che di sindaco dell’isola della Maddalena (e del relativo arcipelago), Carlo Montella ha sottolineato il fatto che l’azione e le lotte degli avvocati isolani a difesa delle locali sezioni giudiziarie fosse spesso ignorata dal resto dell’ordine forense, ma anche dagli stessi magistrati e dai funzionari, che non gradiscono spostarsi sulle isole. Come affermato da Montella, la logica del governo centrale di tagliare i presidi in base ai freddi numeri porta all’assurda soppressione sulle isole di servizi d’interesse nazionale, non solo tribunali ma anche ospedali. In tal modo, le spese per i continui spostamenti in terraferma per i cittadini diverrebbero insostenibili, ma anche gli spostamenti continui delle forze dell’ordine lascerebbero costantemente sguarnite le isole. Paolo Di Tursi, dell’Assoforense dell’isola d’Elba, ha denunciato la “bufala della spending review”, una costante di tutti gli ultimi governi succedutisi alla guida del Paese, oltre a invocare una salda linea comune di rivendicazioni da parte delle varie realtà insulari italiane. Anche il vicesindaco di Porto Ferraio, Marini, ha criticato le scelte del ceto politico, più incline a usare “la mannaia che non il fioretto” al momento di decidere gli accorpamenti territoriali delle sedi giudiziarie: per l’esponente del capoluogo elbano, il mantenimento delle sedi insulari è una “battaglia di civiltà”. L’avvocato Cellamare, denunciando il pericolo di denegata giustizia insito nelle politiche governative e i rischi di una vera e propria giustizia “di censo”, è poi intervenuto a ricordare i grandi meriti nella lotta per il mantenimento della sede ischitana conseguiti dall’ex Presidente del Tribunale di Napoli, Carlo Alemi, che oggi stesso verrà nominato cittadino onorario di Forio, e a cui presto verrà conferita anche la presidenza onoraria dell’Assoforense ischitana. Il Consigliere nazionale Francesco Caia ha poi illustrato il mancato appoggio dell’Associazione Nazionale Magistrati, affermando che le isole hanno ormai bisogno di risposte concrete da parte delle istituzioni, chiamando esplicitamente in causa il ministro Orlando. Caia è stato poi premiato dall’avvocato Cellamare con una targa, a testimonianza del suo grande impegno a favore della permanenza del presidio giudiziario sull’isola. Sono giunti anche i saluti dell’Assoforense delle Isole Eolie, tramite le parole del presidente Luca Zaia, impossibilitato a presenziare. Prima della conclusione dei lavori, c’è stato l’applaudito intervento del Presidente dell’Autmare, Nicola Lamonica, che ha denunciato l’assoluta mancanza della politica, come controparte, nel dibattito aperto dalle legittime rivendicazioni della classe forense isolana, oltre a esprimere solidarietà ai rappresentati delle altre realtà insulari e compiacimento per la presenza del rappresentante della Procura, Salvatore Sbrizzi. Per Lamonica, la pur auspicata proroga al 2018 va superata da una mobilitazione di piazza per rivendicare una stabile e permanente continuità territoriale, anche dal punto di vista dei collegamenti marittimi: l’esponente dell’Autmare ha infatti denunciato la miopia della politica che ha confuso la liberalizzazione dei trasporti con quella che è stata a tutti gli effetti una svendita della Caremar ai privati. Anche Rosa Iacono, dell’Associazione Disabili, è intervenuta a denunciare le gravissime discriminazioni subìte dalle persone colpite da disabilità, che verrebbero ulteriormente e fortemente penalizzate dall’eliminazione del Tribunale a Ischia, che sarebbero costrette a recarsi a Napoli per tutelare i propri diritti e interessi, affrontando durissime trasferte su imbarcazioni spesso inadeguate alle loro esigenze.

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