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Giustizia “inquinata”, l’Arma irrompe in tribunale

I carabinieri, su disposizione dell’autorità giudiziaria, ieri mattina hanno sequestrato documentazione presso la sezione distaccata di Ischia: nel mirino una sentenza su cui gli inquirenti vogliono vederci chiaro. L’indagine, su cui vige il massimo riserbo, rischia di far scoppiare una clamorosa “bomba”

Un vero e proprio terremoto, che accende purtroppo nuovamente i riflettori sulla giustizia ischitana e getta soprattutto una serie di ombre su un comparto che proprio non riesce a trovare pace e non certo soltanto per la mancata definitiva stabilizzazione della sezione distaccata di Tribunale, che continua ad andare avanti a suon di proroghe. Negli ultimi tempi a destare scalpore era stata la notizia relativa al procedimento avviato dal CSM nei confronti del giudice Eugenio Polcari, che poi aveva chiesto e ottenuto il trasferimento a Santa Maria Capua Vetere. Ma adesso arriva una vera e propria “bomba” dagli effetti assolutamente improcrastinabili essendo l’attività in corso coperta dal più assoluto segreto e riserbo. Ma la cosa è seria, maledettamente seria e non ci vuole molto a comprenderlo. Secondo indiscrezioni autorevolissime, nella mattinata di ieri i carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione – su disposizione dell’autorità giudiziaria (che quindi ha certamente in corso una non meglio precisata attività investigativa) si sono recati presso il palazzo di giustizia ischitano ubicato in via Michele Mazzella. Qui, i militari dell’Arma hanno provveduto a farsi consegnare alcuni documenti prima di allontanarsi e far ritorno in caserma.

Ma di cosa si tratta, nello specifico? Secondo voci, a finire nel mirino della Procura della Repubblica sarebbe stata una sentenza, che non a caso sarebbe stata acquisita dai tutori dell’ordine per essere messa a disposizione dei magistrati che a loro volta intendono verosimilmente “scandagliarla” ai raggi X, per trovare o meno conferma di una serie di sospetti legati all’attività di indagine di cui sopra. Ora, abbiamo già ribadito che su quanto sta accadendo c’è un silenzio tombale, al punto tale che senza la “visita” di ieri mattina dei carabinieri nella sezione distaccata di Tribunale probabilmente non si sarebbe nemmeno mai appreso nulla di questa investigazione. E’ altrettanto indubbio però che qualche ipotesi sia lecito formularla. Se dovesse trovare conferma la circostanza che nel mirino degli inquirenti sia finita una sentenza, è altrettanto consequenziale che sia stata una denuncia a mettere la pulce nell’orecchio ai magistrati, che evidentemente vogliono verificare se la sentenza stessa sia stata formulata nell’assoluto rispetto della legge o possa rappresentare un qualcosa di “inquinato”. Ed è chiaro che questo sospetto quantomeno esista, perché diversamente non si sarebbero puntati i “fari” su un documento custodito agli atti degli uffici di via Michele Mazzella.

La notizia, a quanto sembra, ha fatto rapidamente il giro tra gli addetti ai lavori del tribunale ischitano, d’altro canto la presenza degli uomini del capitano Mitrione per eseguire una tale operazione certo non poteva passare inosservata. Resta da capire, ma questo probabilmente potranno dircelo soltanto le ulteriori risultanze investigative (sempre laddove dovessero emergere), se ci sono anche dei soggetti ben precisi verso i quali la Procura della Repubblica ha puntato gli occhi e magari individuato presunte responsabilità commesse ad esempio nell’esercizio delle proprie funzioni. Ma è chiaro che, considerati i “confini” all’interno dei quali si muove questa indagine, nel caso in cui la “bomba” dovesse deflagrare rischierebbe di fare diversi danni e soprattutto di riportare agli onori (si fa per dire) delle cronache regionali e nazionali una giustizia come quella di casa nostra che proprio pare non trovare pace. E che adesso si trova suo malgrado a dover fare i conti con la scure della Procura e con l’ombra di una serie di fantasmi. Che prima o poi, e forse anche molto presto, potrebbero materializzarsi. E certo non sarebbero i benvenuti. Intelligenti pauca…

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