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Giustizia, l’astensione continua fino al 20 marzo

L’Organismo congressuale forense ha comunicato l’allungamento dello “sciopero” degli avvocati. Ieri un magistrato della Corte di Appello di Napoli è risultato positivo al Coronavirus: era di ritorno dalla Lombardia

La giustizia locale continua prevedibilmente a risentire delle conseguenze dell’allarme-contagio che sta caratterizzando questa convulsa fine del periodo invernale. Ad aumentare lo stato di agitazione, anche tra gli avvocati isolani che quasi quotidianamente si recano al Palazzo di Giustizia al Centro Direzionale di Napoli, è arrivata la notizia di un giudice del settore penale della Corte d’Appello risultato positivo al Coronavirus. Il magistrato era rientrato dalla Lombardia nella serata di domenica, il giorno successivo è stato in ufficio pur non celebrando udienza. L’evento ha convinto il Presidente e il Procuratore generale della Corte d’Appello a sospendere ogni attività, tranne quelle urgenti, fino a lunedì prossimo, 9 marzo.

Il Presidente della Corte d’Appello e il Procuratore generale hanno decretato la sospensione nei giorni 6, 7 e 9 marzo 2020 di tutte le attività giurisdizionali e amministrative, non di somma urgenza, degli uffici giudiziari ubicati nel Palazzo di Giustizia di Napoli per consentire l’igienizzazione dell’edificio

Tutti i colleghi e il personale amministrativo che ha prestato servizio lunedì 2 marzo nella quarta e quinta sezione penale d’appello sono stati autorizzati ad assentarsi fino al 17 marzo, a scopo precauzionale. Verranno celebrati in quelle sezioni soltanto i processi urgenti, con collegi giudicanti appositamente costituiti e il personale sarà sostituito. Nel decreto firmato dal Presidente della Corte d’Appello Giuseppe De Carolis e il Procuratore Generale Luigi Riello, si legge che «sentiti il Presidente del Tribunale e il Procuratore della Repubblica di Napoli, visti il D.l. 9/2020 e successive modificazioni e integrazioni nonché i successivi DPCM e DL in ordine all’evento Covid-19 per Sars-CoV-2, nonché gli esiti del tavolo tecnico tenutosi tra i Capi di Corte del Distretto di Napoli, il Presidente della Regione Campania, il Prefetto e la task force quale unità di crisi della Protezione Civile; considerato che, come concertato all’esito del predetto tavolo tecnico, occorre procedere a nuova igienizzazione – il giorno venerdì 6 marzo – e successiva igienizzazione – nei giorni di sabato 7, domenica 8 marzo e lunedì 9 marzo 2020 – sicché è necessario sospendere tutte le attività giudiziarie e amministrative nell’intero plesso il 6, il 7 e il 9 marzo 2020, pubblicando le date di rinvio dei processi fissati in udienza e autorizzando il personale, non indispensabile per eventuali servizi di particolare indifferibile urgenza, ad assentarsi in tale periodo», per questi motivi viene decretato: «tutte le attività giurisdizionali e amministrative, non di somma urgenza, degli uffici giudiziari ubicati nel Palazzo di Giustizia di Napoli sono sospese nei giorni 6, 7 e 9 marzo 2020; tutte le unità di personale di magistratura ed amministrativo, non oggetto di specifici, separati provvedimenti di urgenza, è autorizzato all’assenza in tali giorni e successivamente sarà individuato il titolo giuridico dell’assenza; i giudizi fissati in udienza in tali giorni saranno rinviati ad altra data mediante avvisi che saranno pubblicati presso le cancellerie e sulle porte delle aule di udienza».

Tra l’altro la positività riscontrata al tampone per il magistrato di Corte d’Appello ha provocato anche il rinvio fino al prossimo 18 marzo di tutti i processi in programma davanti alla Commissione tributaria regionale. Il presidente Alfredo La Montagna ha deciso in tal senso dopo aver saputo che uno dei giudici tributari era stato invitato dall’Asl a porsi in quarantena volontaria dopo aver avuto contatti lunedì scorso con il giudice risultato positivo al virus.

La positività riscontrata al tampone per il magistrato di Corte d’Appello ha provocato anche il rinvio fino al prossimo 18 marzo di tutti i processi in programma davanti alla Commissione tributaria regionale, in quanto un giudice tributario , invitato dall’Asl a porsi in quarantena, aveva avuto contatti col magistrato appena ritornato in ufficio

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Intanto, gli avvocati hanno prolungato i termini dell’astensione. Come si ricorderà, nei giorni scorsi lo “sciopero” indetto dal Consiglio dell’Ordine aveva come limite l’11 marzo, vista l’oggettiva impossibilità di seguire e mettere in pratica le misure prudenziali contenute nelle linee guida raccomandate, ma l’Organismo congressuale forense (Ocf) ha allungato il periodo di “sciopero”, indicendo «l’astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie, in ogni settore della Giurisdizione, per il periodo di quindici giorni con decorrenza dal 6 marzo 2020 e fino al 20 marzo 2020, in conformità alle disposizioni del codice di autoregolamentazione, con esclusione espressa delle udienze e delle attività giudiziarie relativi alle attività indispensabili come previste e disciplinate dagli artt. 4, 5 e 6 del “Codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli Avvocati”», dando avviso che «l’adesione all’astensione, che sarà considerata legittimo impedimento del difensore in ogni tipo di procedimento, oltre ad essere dichiarata personalmente o tramite sostituto del legale titolare della difesa o del mandato all’inizio dell’udienza o dell’atto di indagine preliminare, potrà essere comunicata con atto scritto trasmesso o depositato nella cancelleria del giudice o nella segreteria del pubblico ministero oltreché agli altri avvocati costituiti, con espressa deroga al termine di due giorni, in considerazione delle ragioni di pericolo sanitario sottese alla astensione».

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