CRONACAPRIMO PIANO

Giustizia, resta la paralisi: dal nuovo giudice solo rinvii

Malumori tra i penalisti e non solo: la carenza di personale impedisce anche alcuni semplici adempimenti

La dottoressa Montesarchio è arrivata ieri sull’isola. Il magistrato ha preso servizio nella sede ischitana del Tribunale, chiamata a sostituire “part time” il giudice Capuano, rimasto coinvolto in un’inchiesta anticorruzione della Procura di Roma. La Montesarchio è stata applicata alla sede isolana con un decreto di destinazione in supplenza sottoscritto dal Presidente Reggente del Tribunale di Napoli, dottor Dario Raffone, dopo l’incontro avuto con una delegazione di avvocati isolani. La dottoressa Montesarchio, scelta col criterio della minore anzianità in una rosa di cinque candidati, d’ora in poi terrà un’udienza settimanale, quella del giovedì, “con esonero della propria udienza monocratica presso la sede centrale, per la trattazione dei processi, delle procedure camerali e degli incidenti di esecuzione sottratti alla competenza dei giudici onorari”. La dottoressa inoltre è chiamata a impartire “al giudice onorario tabellarmente assegnato alla sezione e designato per la celebrazione delle altre udienze monocratiche settimanali del mercoledì e del venerdì, le necessarie indicazioni affinché questi, con l’ausilio della cancelleria, individui quei processi sottratti alla propria competenza fissati in dette udienze e li rinvii alle udienze del giovedì celebrate dal magistrato togato”. Sarà questo il panorama del settore penale locale per i prossimi tre mesi, salvo ulteriore proroga per altri novanta giorni.

L’udienza, come era prevedibile, si è dipanata con una lunghissima serie di rinvii, anche per quei processi che potevano essere oggetto di trattazione, in quanto provenienti da udienza preliminare: mancavano infatti tutti i testimoni, e il rinvio è stato obbligato. Intanto per i corridoi del Tribunale l’aria non era delle più allegre: alcuni avvocati accennavano alla più che probabile estinzione di molti procedimenti per via della prescrizione, mentre altri, alle prese con la cronica mancanza di personale negli uffici che impedisce anche l’esecuzione degli adempimenti più banali, commentavano amaramente la situazione in cui si dibatte il presidio. A questo punto, dicevano alcuni, meglio la chiusura della sede distaccata. Uno scenario che resta comunque indigesto alla maggior parte dei professionisti del foro locale, dopo i tanti sforzi compiuti per ottenere l’ennesima proroga triennale, che ha consentito di scongiurare fino al 2022 la chiusura definitiva. Naturalmente non è dato sapere con precisione quanti sarebbero disposti, a fronte dei disservizi e delle inefficienze attuali, ad accettare la cancellazione del tribunale di via Michele Mazzella, e a recarsi quasi quotidianamente a Napoli per i processi penali, ma la cosa è significativa perché costituisce un indice rivelatore del malumore che si fa largo. C’è pure chi invoca l’introduzione degli “sportelli di prossimità” al posto di un vero e proprio Tribunale. In sostanza, come è noto, è l’intero comparto della giustizia locale a soffrire, non solo il settore penale. È da vedere se questa “corrente” di scontenti possa avere una qualche influenza sulle ormai prossime elezioni per il rinnovo delle cariche direttive in seno all’Associazione forense: in ogni caso, tale malcontento ebbe comunque modo di esprimersi anche nella infuocata assemblea di luglio, che portò alla messa in minoranza dell’attuale presidente Cellammare.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close