CRONACA

Giustizia, si attende un provvedimento generale di sospensione dei termini

Il Tribunale di Napoli ha chiarito alcuni dubbi che gli avvocati isolani avevano sollevato sul deposito di atti urgenti nel periodo di sospensione delle udienze

I provvedimenti presi per contenere la possibile diffusione del Covid-19 hanno creato disagi ma anche incertezze interpretative. È quello che è accaduto con le disposizioni che il Presidente del Tribunale di Napoli ha emanato per disciplinare la fase d’emergenza che anche la giustizia locale è chiamata ad affrontare. In particolare, numerosi avvocati isolani si sono chiesti quale comportamento assumere relativamente al deposito di atti urgenti o in scadenza nel periodo di sospensione delle udienze disposto dal Decreto del governo lo scorso 8 marzo e, soprattutto, alle iscrizioni a ruolo di cause la cui prima udienza è fissata anche in una fase temporale successiva al 22 marzo. Inoltre, siccome nel provvedimento del Presidente si leggeva che “gli uffici resteranno chiusi al pubblico”, gli avvocati lamentavano il fatto che il personale dell’Ufficio del Giudice di Pace abbia interpretato l’atto nel senso di tenere totalmente chiuse le Cancellerie, vietando l’accesso anche agli avvocati, arrivando perfino a precludere il deposito di atti urgenti.

Una situazione che configurerebbe una gravissima e illegittima limitazione, non contemplata da alcun provvedimento legislativo, dell’attività degli avvocati, i quali potrebbero esporsi al rischio di responsabilità nei confronti dei propri assistiti. Secondo l’Assoforense, il provvedimento era da intendersi in modo tale che la “chiusura al pubblico” non fosse riferita agli avvocati trovatisi in una situazione d’urgenza. Conclusione avvalorata anche dal fatto che il provvedimento prevede l’iscrizione a ruolo delle cause “esclusivamente con modalità telematica”, intendendo riferirsi agli Uffici del ruolo generale dotati di tali servizi e prevedendo l’istituzione di un “Front Office” per la ricezione di atti civili urgenti che non possono essere depositati telematicamente. In particolare, per l’Ufficio del giudice di pace di Ischia non c’era alcuna specifica previsione, pur se è noto che le iscrizioni a ruolo avvengono solo manualmente, non essendo dotato l’ufficio del servizio telematico.

Il dubbio è stato alla base di un febbrile dialogo tra l’avvocatura locale, il coordinatore della Sezione ischitana e i vertici del Tribunale. Nella serata di ieri, sono arrivati alcuni chiarimenti da Napoli, e in effetti è stato precisato che tra il “Pubblico” non rientrano i magistrati onorari e gli avvocati, che potranno accedere per le attività di loro competenza, che non siano precluse dalla sospensione, come le attività effettivamente urgenti e indifferibili, diverse dall’iscrizione a ruolo della causa o dalle richieste di rilascio di copie, vista la chiusura degli uffici preposti.

Tale chiarimento arriva in un momento in cui si attende un ulteriore e generale provvedimento governativo che sospenda tutti i termini processuali. Il presidente del Tribunale ha comunque spiegato che nel periodo di sospensione possono essere trattati, su richiesta di parti e difensori, anche i procedimenti con imputati nei cui confronti sono state applicate misure cautelari personali diverse da quella custodiale, ovvero siano state applicate misure cautelari reali.

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