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LE OPINIONI

Gli affari prima delle morti per coronavirus

Pochi ricchi parassiti del mondo, per sostenere la produzione di profitti e i santuari delle borse non hanno consentito la chiusura dei confini degli Stati per evitare il diffondersi del coronavirus sull’intero Pianeta diffondendo morte e disperazione popolare

di Domenico Savio*

La peste del coronavirus si sta diffondendo sull’intero pianeta colpendo, man mano, tutti gli Stati e i popoli diffondendo morte ed esasperazione del genere umano. Al manifestarsi dei primi focolai in Cina gli Stati dei diversi continenti avrebbero dovuto sigillare le frontiere per evitare che il virus potesse giungere dall’esterno, semmai escludendo solo i rifornimenti di generi alimentari e sanitari con i dovuti controlli di prevenzione. D’altronde la scienza dice che la malattia non si diffonde attraverso l’aria, non la porta il vento, ma da persona a persona.  Naturalmente la produzione interna avrebbe continuato la sua attività. Se l’Italia lo avrebbe fatto oggi non si troverebbe investita da una pericolosa e preoccupante epidemia. Noi riteniamo che le singole nazioni con le loro produzioni interne e le loro scorte avrebbero potuto vivere bene per lungo tempo, in attesa che la Cina sconfiggesse il dilagarsi della pesta del 2020, così come sta facendo. Ora ci troviamo dinanzi al paradosso che mentre quel paese sta uscendo dal dramma, con un altissimo numero di morti e contagiati, tutti gli altri popoli, chi più e chi meno chi oggi e chi domani, ne vengono coinvolti e trascinati nella disperazione giustificata delle masse popolari.

 Perché non sono stati chiusi in tempo i confini evitando che il male venisse portato dall’esterno? Perché così hanno voluto i governi asserviti agli interessi delle multinazionali degli affari, dunque con un alto prezzo di contagiati e di morti da far pagare alle masse lavoratrici operaie e intellettuali. La produzione delle aziende delocalizzate all’estero per realizzare maggiori guadagni, il commercio mondiale e la tenuta delle borse del grande commercio e della finanza speculativa sono stati preferiti alla difesa della salute pubblica dei popoli. 

      L’Italia, col suo attuale governo capitalistico PD-M5S-LeU-IV, si è pedissequamente allineata alle direttive dell’imperialismo economico e finanziario europeo rappresentato e difeso dalla Commissione dell’Unione Europea, in combutta col l’imperialismo americano e cinese. E allora frontiere aperte, inizialmente anche ai collegamenti aerei dalla Cina, che trasportano turismo per il nostro capitalismo nazionale delle vacanze, dall’Europa e da ogni altra parte del mondo, perché l’economia dei profitti capitalistici non deve rallentare o fermarsi.

      Sul piano interno sino ad oggi il governo è stato impegnato, e lo è tutt’ora e lo sarà ancora, a consentire persino lo spostamento per turismo di vacanzieri provenienti dalle regioni colpite dal virus, mentre procede solertemente a bloccare ogni iniziativa regionale o locale che cerca di limitare i danni ai rispettivi territori con preventive limitazioni di affluenza di turisti dall’esterno e di attività istituzionali e sociali. Insomma, tutto al servizio del sistema dei profitti padronali che hanno la precedenza sulla sanità pubblica e la tranquillità delle popolazioni.

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      Dall’inizio di questa epidemia – perché minimizzando dicono che non si può ancora parlare di pandemia, ma almeno ci facessero sapere dopo quante vittime potremo parlare di pandemia – il governo e i governatori delle regioni, assistiti dai mezzi di informazione asserviti al sistema capitalistico stampa-radio-televisivi-web, sono costantemente impegnati a minimizzare la portata e i danni di questa peste, invitano a stare tranquilli perché tutto è sotto controllo e il servizio sanitario nazionale è adeguato a ogni evenienza, intanto i contagiati si allargano all’intero territorio nazionale e i morti aumentano, nel contempo sui territori notiamo carenze di strutture e di personale medico e paramedico.  Ci indignano quei commentatori della carta stampata e della televisione totalmente asserviti alle disposizioni del potere rinunciando a qualsiasi autonomia etica e professionale. Arrivano persino a farsi portavoce della tesi che  “a morire di coronavirus sono prevalentemente gli ottantenni e oltre già affetti da altre patologie”, quasi come se questi morti non fossero uguagli a quelli di più giovane età. Quanta disinvolta disumanità e autentica inciviltà. Siamo alle allucinazioni di un sistema che da più importanza alle oscillazioni di borsa che ai morti dell’epidemia, infatti non c’è giornale o trasmissione televisiva che non parli dell’andamento dei mercati e delle borse degli affaristi dei capitalisti.

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Cosa fare al punto in cui è degenerata la situazione e prima che possa totalmente sfuggire di mano al potere politico nazionale e regionale? Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista chiede al governo, anche in considerazione del fatto che il virus si sta prepotentemente diffondendo in tutta Europa e altrove, di chiudere le frontiere esterne dell’Italia, anche se con enorme ritardo, consentendo solo eventuali rifornimenti alimentari e sanitari, sino a quando la bufera sarà passata. Al governo e alle regioni chiede di adeguare immediatamente le strutture sanitarie sui territori con posti-letto, personale e materiale vario sanitario e di mettere in atto ogni necessaria iniziativa di prevenzione, con controlli e chiusure di accesso da altre località, per evitare che le aree non ancora infette del territorio nazionale siano salvaguardate. Sappiamo che non saremo ascoltati, perché il potere degli industriali, della grande distribuzione, del mercato europeo e mondiale, della finanza e delle borse e del capitalismo delle vacanze è di gran lunga più potente di noi, ma noi innanzi tutto parliamo alle donne e gli uomini che ci leggeranno, ai popoli e in modo particolare alla classe operaia e alle masse lavoratrici e popolari affinché coi loro comportamenti sociali favoriscano e sostengano il P.C.I.M-L., cioè il Partito marxista-leninista della Rivoluzione Socialista in Italia, l’unico modo per liberarci dalla schiavitù del potere capitalistico e per costruire una società nuova, dove la difesa della vita, dignitosa e piacevole, viene prima dei profitti padronali, e che sia degna di essere vissuta dalle prossime generazioni: che esse non abbiano a soffrire i nostri tragici mali di oggi.

* Segretario generale del P.C.I.M-L.

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Alessandra

La penso esattamente come lei !!! Mi chiedo perche’ gli altri debbano decidere sulla mia vita; mi chiedo il perche’ un domani ci sia la possibilità che io mi senta in colpa avendo mandato mio figlio a scuola; mi chiedo perche’ anche due giorni fa non ci siano stati i dovuti controlli sui treni…per esempio sull’ Italo Firenze- Padova…dove nessuno controllava la temperatura dei passeggeri ne all’ andata ne al ritorno !!! Mi chiedo il perche’ io debba fidarmi delle istituzioni che non fanno altro che trasmettere incertezze facendo scelte sbagliate !!!! Viviamo nell’ incertezza da anni ed ora piu’ che mai…in un paese dove i cittadini urlano silenziosamente nel loro cuore certezza e sicurezza !!! Perche’ cmq siamo un popolo educato e rispettoso !!! Ma oggi come oggi mi chiedo davvero…cosa devo fare??? Mi fido? Come dicono loro… la situazione e’ sottocontrollo???Oppure tengo i piedi per terra perché mi stanno dicendo cio’ che vogliono che noi sentiamo, solo per salvaguardare l’ aspetto economico di questo paese? E’ il paese dei dubbi ormai, ed oggi piu’ di ieri, dove oggi costringono l’ uomo a fare una delle scelte più drammatiche : se proteggere la propria famiglia oppure affidare la propria vita alle sicurezze che loro ci dicono… ma con tanti interrogativi…perche’ cmq pronunciano il fatto che il Virus e’ sconosciuto ed in fase di studio…e perché allora io e la mia famiglia e noi tutti dobbiamo diventarne delle cavie ??? Forse ora e’ davvero arrivato il momento di affidarsi solo a noi stessi ??? Credo che il popolo voglia una volta per tutte sapere le cose in modo limpido, perche’ di limpido fin’ ora non c’ e’ stato proprio nulla !!!

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