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Gli albergatori d’Ischia come la Chiesa di dibattono tra vecchio e nuovo

E’ con vero piacere che abbiamo appreso delle iniziative della nuova Associazione di albergatori per la sostenibilità dell’isola d’Ischia, presieduta da Giancarlo Carriero, già dimostratosi – da tempo – sensibile ai problemi dell’eco sostenibilità; in particolare di quello che è stato di recente definito il “ Patrimonio blù” ovvero il mare e tutto ciò che, in esso ed intorno ad esso, vive e fa vivere (turismo, pesca, nautica). Carriero è stato ed è uno dei più strenui sostenitori dell’Area Marina Protetta, tanto sottovalutata, se non avversata, dagli amministratori locali. Da sottolineare che hanno aderito all’iniziativa di Carriero, alcuni dei più validi e seri imprenditori turistici isolani. Con altrettanto piacere ho avuto la conferma della lucidità, ma anche della visionarietà (intesa come proiezione del futuro) di due imprenditori, come Sandro Florenzo e Bruno Basentini. Entrambi hanno,con forza, rimarcato come sia del tutto inutile pensare a rafforzare il marketing ( e chiedere per esso fondi e aiuti pubblici), in assenza di un prodotto all’altezza dei tempi. Nessuno dubita dell’eccezionalità del patrimonio ambientale,storico,architettonico, della nostra isola. Ma non c’è nemmeno dubbio che l’isola non si è saputa aggiornare, innovare, adeguare ai mutati gusti delle principali correnti turistiche europee ed internazionali. Non inganni  l’ottimo andamento della stagione turistica,appena conclusasi ( novembre è tradizionalmente parco di presenze). Fattori internazionali geo-politici e macroeconomici hanno determinato un buon andamento turistico in quasi tutte le località turistiche italiane. Oltre tutto il successo isolano è dovuto soprattutto all’arrivo degli italiani, mentre continua il calo di turisti stranieri. Sulla stessa scia di questi albergatori, si è inserita anche L’Associazione Terra, presieduta da Vito Iacono, con il Convegno sulla esclusività del nostro patrimonio ambientale, che potrebbe lanciare verso la nomination Unesco l’isola o beni  emblematici dell’isola (come il Castello Aragonese e tutto l’abitato dell’antico Borgo dei gelsi e, ancor più, il parco marino subacqueo dell’antico Porto Romano,con il corollario di botteghe artigiane e di ville collinari). Il prof. Francesco Rispoli, brillante conferenziere ed animatore sia del Convegno organizzato dall’Associazione per la sostenibilità isolana di Carriero, imperniato sul Termalismo scientifico, sia del Convegno dell’Associazione Terra, sulla candidatura isolana a Patrimonio Unesco dell’Umanità, ha fatto da ottimo anello di congiunzione fra le due manifestazioni, che avranno sicuramente un seguito. Ma, ritornando agli albergatori, va registrato che – accanto a queste positività e novità – ci sono anche degli atteggiamenti contraddittori che fanno ritenere la categoria incerta sul cammino da compiere, ancora in mezzo al guado tra la difesa di corporativismi ed egoismi e la volontà della svolta. Mi riferisco ,per le negatività, in particolare all’entusiasmo per l’innalzamento della soglia dei pagamenti in contanti da 1.000 a 3.000 euro, operato dal Governo e alla richiesta,avanzata da un organismo rappresentante la categoria, di riparametrare e riequilibrare le tariffe Tari (tassa rifiuti) tra strutture alberghiere (troppo alte) e utenze domestiche (a loro avviso, troppo basse). Sono due posizioni che riportano indietro i nostri imprenditori, in quanto la possibilità di spendere in contanti fino a 3.000 euro non fa aumentare la clientela, ma agevola solo gli evasori fiscali ed eventuali soggetti malavitosi ed inoltre va in controtendenza verso la politica di incentivazione dei pagamenti elettronici, a cui la società moderna deve indirizzarsi. Per ciò che riguarda le tariffe Tari ( che trattiamo più in dettaglio in articolo a parte) il problema non è di scaricare sulle utenze domestiche il sovrapprezzo delle utenze alberghiere, bensì di migliorare il servizio, renderlo più efficiente e, con le risorse risparmiate, andare a diminuire, attraverso una serie di agevolazioni, le tariffe per le strutture alberghiere, ferme restando quelle domestiche. In ciò Basentini è stato chiarissimo, citando anche il caso del Comune di Lecce, dove vengono scorporate, dal calcolo delle superfici che direttamente producono rifiuti, una serie di spazi per così dire “ condominiali”. E’ questa la strada da percorrere come dimostriamo  nel pezzo dedicato alla Tari per alberghi.

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