CULTURA & SOCIETA'

Gli alunni dell’IC “Vincenzo Mennella” si mettono all’Opera: al Teatro San Carlo la ‘Turandot’ diventa “InCanto”

Dopo una lunga preparazione musicale (e non solo), i bambini delle quinte elementari e delle prime classi della scuola media di Lacco Ameno hanno vissuto il momento più atteso partecipando all’allestimento del capolavoro di Puccini sul celebre palcoscenico napoletano. Commozione e orgoglio per famiglie, insegnanti e dirigente scolastica.

Centocinquanta repliche con quasi 50.000 studenti coinvolti in sette regioni d’Italia. Più di 100 attori, 70 musicisti, oltre 800 audizioni per selezionare cantanti e strumentisti. Sono questi i numeri del progetto ‘Scuola InCanto’ che ha debuttato al Teatro San Carlo di Napoli con la “Turandot” di Giacomo Puccini e che martedì scorso ha visto la partecipazione dei giovani studenti di Lacco Ameno.

Le classi quinte della scuola primaria e le prime medie sezione A e C dell’Istituto Comprensivo “Vincenzo Mennella” sono state tra le protagoniste della messinscena dell’opera di Giacomo Puccini. Lo spettacolo in teatro ha rappresentato la fase conclusiva del format ideato da “Europa InCanto”, un’iniziativa che mira ad appassionare le nuove generazioni all’opera lirica con un coinvolgimento diretto di scuole, famiglie e teatri. Una vera e propria sfida che l’associazione porta avanti, anno dopo anno, con risultati che testimoniano la sempre crescente adesione al progetto, oltre che la straordinaria energia e l’entusiasmo che tutti i piccoli studenti delle nostre scuole mettono nelle attività didattiche preparatorie e nello spettacolo conclusivo.

Anche per la comunità di Lacco Ameno esibirsi al San Carlo di Napoli, uno dei palcoscenici più prestigiosi al mondo, rappresenta il coronamento di un lavoro scrupoloso fatto a scuola con gli insegnanti e a casa con le famiglie, grazie a specifici strumenti didattici forniti ai partecipanti. Un’esperienza unica in cui gli alunni sono stati coinvolti nella messinscena di “Turandot” interpretando coralmente i brani, accompagnati da cantanti professionisti e dall’Orchestra, eseguendo movimenti scenici sul palco e indossando i costumi da loro stessi realizzati. Guidati naturalmente dal Direttore d’orchestra nel magnifico auditorio del Teatro di San Carlo.

«Abbiamo aderito a questo progetto perché riteniamo sia importante far conoscere alle nuove generazioni l’opera lirica, facendoli però anche partecipare direttamente all’esibizione sul palco, quindi non solo come ascoltatori passivi» ha dichiarato la Prof.ssa Valeria Salerno, docente di musica alla scuola secondaria di primo grado e coordinatrice del progetto insieme alle colleghe Sofia Calise e Giovanna Monti.

«Attraverso una serie di corsi di formazione didattico/musicale che noi docenti abbiamo seguito mesi fa al Teatro San Carlo, siamo riusciti ad acquisire  gli strumenti e le competenze tecniche necessarie per guidare i nostri alunni alla scoperta dell’opera lirica e in particolare della “Turandot” di Puccini. Metrica, melodia e intonazione. Ogni docente ha ricevuto il proprio materiale didattico, di natura non solo musicale, grazie al quale abbiamo intrapreso nelle classi un vero e proprio percorso interdisciplinare spaziando tra diverse materie curriculari.»

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Una preparazione lunga e laboriosa che ha visto coinvolte anche le famiglie. Attraverso l’innovativa App Scuola InCanto e insieme ad altri supporti didattici (libro di testo, cd, dvd, Karaoke) i giovani alunni del Mennella hanno imparato in maniera facile e divertente l’opera lirica, la trama della Turandot, la vita di Giacomo Puccini e tutte le indicazioni per conoscere i personaggi di questa favola che da un oltre secolo strega le platee di tutto il mondo.

«Di fronte a un mondo musicale completamente nuovo – ha sottolineato la docente – i bambini hanno risposto con molta curiosità e attenzione. Certo, c’era chi si dimostrava più attento e chi meno, ma alla fine, in vista dell’esibizione, tutti si sono impegnati al massimo. Anche grazie all’enorme contributo dei genitori. Da questo punto di vista, le famiglie ci sono sempre state molto vicine. Senza di loro, un progetto come questo non potremmo realizzarlo. C’è un grosso lavoro in classe, ma è innegabile che anche a casa gli alunni hanno dovuto prepararsi sulla storia e immergersi totalmente nelle atmosfere di questo racconto straordinario. La collaborazione tra scuola e famiglia è stata indispensabile ed è sempre una delle chiavi del nostro successo.»

Una preparazione che spiega anche come realizzare in autonomia elementi di costume e attrezzeria attraverso l’uso di materiali semplici e di riciclo. Altro aspetto di una iniziativa formativa, editoriale e musicale unica, capace di coniugare alta qualità tecnica ed artistica al divertimento, trasformando l’apprendimento dell’opera lirica in un gioco piacevole e aggregante anche grazie all’ausilio dei nuovi linguaggi multimediali utilizzati con finalità altamente educative. 

I bambini del “V. Mennella” si sono potuti avvicinare così in modo incredibilmente attivo al mondo della musica, del teatro e del canto, in particolare a quello della lirica, dimostrando un grandissimo entusiasmo. Attraverso il fare musica, lavorando in gruppo e continuità, hanno unito la teoria e la pratica, formula vincente che li ha visti diventare ben presto protagonisti dell’opera.

A compimento del percorso, ovviamente, c’è stato il momento finale dello spettacolo, dove insieme ad artisti professionisti (e ai grandi musicisti dell’orchestra), i bambini sono diventati veri e propri protagonisti. Truccati e in abiti di scena, hanno varcato le soglie del teatro più bello al mondo accompagnati da genitori, nonni, fratelli e insegnanti (altrettanto emozionati) per conoscere e vivere in prima persona l’incanto dell’opera lirica, calandosi nella parte e conquistando con canti, coreografie e movimenti di scena tutto il pubblico presente. Una festa della musica e della scuola che tra luci, scenografie e la partitura irresistibile di un genio come Puccini, dimostra ancora una volta che l’opera lirica non è un genere riservato agli adulti o agli anziani, ma un mondo di storie, suggestioni e linguaggi che sa emozionare anche le nuove generazioni.

«Anche i 44 bambini della elementari che hanno partecipato a questo progetto meraviglioso» ha ricordato la maestra Sofia Calise, «sono rimasti incuriositi dall’opera sin da quando l’abbiamo presentata per la prima volta in classe. Al San Carlo erano tutti molto emozionati, ma hanno dato una prova ottima. Coordinandosi perfettamente con i loro colleghi di altre scuole, ma soprattutto con il tenore, il soprano, il coro, l’orchestra. E il palco: salirci fa sempre un effetto incredibile, molti di loro non si aspettavano una ribalta del genere, l’emozione è stata enorme anche per noi e per le famiglie che li hanno accompagnati e ascoltati.»

Oltre 70 alunni, e almeno il doppio di familiari, rimasti senza fiato di fronte alla bellezza immortale di un gioiello dell’arte e della tradizione italiana. «L’esibizione mi ha commossa», ha confessato la preside Assunta Barbieri. «Siamo stati al San Carlo anche l’anno scorso, ma non per un’opera lirica. Grazie a un allestimento scenico perfetto e un coordinamento dello staff che ha messo in risalto il lavoro degli allievi, questa esperienza è stata per noi positivissima. Gli alunni – ha proseguito la dirigente scolastica, che ha voluto accompagnare personalmente i ragazzi nella trasferta napoletana – sono arrivati all’appuntamento finale carichi e pieni di entusiasmo. Vestiti e truccati già sul traghetto, orgogliosi di aver partecipato ai momenti più belli della Turandot. Penso alla celebre aria “Nessun dorma” o alla trascinante “Gloria, gloria, o vincitore!”. Prima di entrare in scena, una bambina mi ha detto di sentire le farfalle nello stomaco. E’ la magia del teatro, la forza della musica, la testimonianza di quanto sia importante coinvolgere i più giovani nella nostra storia e nella nostra cultura. L’opera – ha concluso la preside – fa parte del dna di noi italiani, è un patrimonio conosciuto in tutto il mondo ed è giusto cominciare ad apprezzarlo fin da piccoli. La cultura mette le ali ai nostri figli, lo ripeto sempre ai genitori. Aver fatto parte di questo progetto è stato un privilegio, anche perché viviamo su un’isola dove non esistono tante possibilità di assistere a spettacoli di questo genere. E’ fondamentale per la nostra scuola vivere esperienze così intense e ricche di emozioni. Al di là di quello che insegniamo ogni mattina in classe, un progetto come Scuola InCanto ci ha dato modo di approfondire le competenze musicali dei nostri studenti, coltivare il talento, vivere con trepidazione e gioia l’esperienza di far parte di un allestimento lirico di grande eccellenza, esibirsi al fianco di famosi interpreti nel teatro più bello del mondo. Quando la scuola riesce a realizzare i suoi compiti formativi ed educativi in questo modo è sempre un successo.»

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