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CULTURA & SOCIETA'

Gli incendi dolosi (?) All’Epomeo non fermano il CAI nella raccolta delle more d’agosto: oggi pomeriggio escursione organizzata ai sentieri del monte fino al tramonto

UN NUOVO LIQUORE ENTRA SUL MERCATO: IL MORONCELLO - Anche se pochi ne sono a conoscenza, sta pigliando piede sull’isola il Moroncello, liquore raffinato tutto ancora da scoprire, senza dubbio sulla strada di una seria concorrenza al Limoncello al Rucolino e prodotti similare

Oggi pomeriggio,sabato 20 Agosto, il CAI Ischia organizza un’escursione alla ricerca delle more dell’Epomeo dal gusto speciale! La partenza e’ prevista alle ore 17:00 presso il rifugio Miscillo e si procedera’ lungo il sentiero 501 che condurra’ i partecipanti in luoghi ricchi di more per la raccolta-Cai. L’incendio verificatosi, forse doloso divampato nella serata di giovedi scorso è stato compèletsmente domato.

L’ampio fronte del rogo, sviluppato in vari punti, ha occupato per diverse ore due squadre dei vigili del fuoco oltre ai volontari della protezione civile. Le operazioni di spegnimento, iniziate intorno alle 21 si sono concluse all’alba. Le fiamme alte, ben visibili anche a distanza, sono divampate sul versante nord occidentale del promontorio che domina l’isola. Un altro rogo di vaste dimensioni e nella stessa zona aveva bruciato, lo scorso 7 agosto, una vasta area di macchia mediterranea. Nonostante ciò le more di ago9sto9 staanno tutte l’ pronte per essere racolte con l’entusiasmo di parecipa alla iniziativa escursionistica organizzata dal CAI Ischia. L’escursione durera’ sino al tramonto che si potrà ammirare tutti insieme dal Monte Epomeo. Successivamente si ritornera’ al punto di partenza presso “Miscillo Sapori” dove ad attendere gli escursionisti vi sara’ una speciale Merenda Contadina.

Per maggiori informazioni e prenotazioni dell’ultimo momento, basta chiamare Roza Zavota al numero 3462876868. L’escursione e’ gratuita per tutti i soci CAI, ma e’ aperta anche a tutti i non soci i quali dovranno versare un contributo assicurativo di € 11,50. Chi è e cosa fa il Cai-Ischia. Da quasi 10 anni il Club Alpino Italiano porta la propria passione per la montagna e l’attività escursionistica fra i sentieri dell’isola d’Ischia. Una passione “totale”, capace di abbracciare in un unico sguardo natura e storia, cultura e tradizione, ecologia e sviluppo per le popolazioni locali. Una passione cui IBO Italia dà il suo contributo già da diversi anni, e che nel 2022 si e rinnovato con la realizzazione, in Aprile, di un Campo di Lavoro e Solidarietà Internazionale in grado di accogliere sull’isola 4 volontari internazionali: Albert dalla Germania, Tijn dall’Olanda, Micheal e Joseph dall’Austria. Dal 19 aprile il CAI Ischia insieme ai volontari Internazionali sta svolgendo attivita’ straordinarie di manutenzione e ripristino della sentieristica.

In particolare si sono ripristinati I sentieri: Sentiero 506 “spacca ischia” che da lacco ameno conduce a sant’Angelo spaccando letteralmente l’isola in due. E’ stata effettuata attivita’ di segnatura e mantenzione per il sentiero principale nonche per le bretelle di collegamento. Sentiero 508 di architettua rupestre, che da Panza attraversa il ciglio e giunge ai frassitelli. Sentiero 501 che dai frassitelli conduce a S. Maria al monte. Sentiero 502 delle caulare, da casamicciola si e’ poi giunti a Piano s.Paolo svolgendo attivita di manutenzione anche per il sentiero del cretaio dedicato ai diversamente abili. Le attivita’ proseguiranno sino a sabato 30 aprile in cui saranno interessati il Passo della formica che dal M. Epomeo conduce a Casamicciola ed inoltre il sentiero dei Pizzi Bianchi. Un lavoro immenso a favore della sentieristica isolana e di tutti coloro che la utilizzano. Un lavoro reso possibile dalla grande coperazione sociale ed internazionale che il CAI Ischia ha attivato con IBO ed alla ledearship del suo reggente Giovannagelo De angelis e di tutti coloro che operano nel CAI, sempre in prima linea per dare il proprio contributo all’azione di riqualificazione della sentiristica Isolana.

I PRIMI MORONCELLI

Le more hanno sempre incuriosito, e quindi attirato quegli ischitani che vanno per i boschi in questo caldo mese di agosto alla ricerca di un po’ di fresco agreste. Si sa che, e sull’isola lo sanno bene, che appartengono alla famiglia delle more sia quelle di rovo (le more selvatiche), di colore nero e anche rosso e rosè, sia quelle di gelso, tipicamente rossastre. Le more di rovo crescono spontanee a Ischia come in tante altre parti della Campania e non solo, ed è facile trovarle nelle nostre campagne e nei boschi di fiaiano, Santa Maria al Monte, nella pineta di Ischia (ex Villari), in particolare all’ Epomeo, nel rimboschimento della Maddalena a Casamiccciola, nel Bosco di Zaro ed al Cretaio. solitamente lungo il bordo delle stradine, attaccate col loro fogliame alle “parracine” . Il gelso, al contrario viene coltivato e le sue foglie servono come alimento primario per il baco da seta. La coltivazione sull’isola è abbastanza limitata, però presente quanto basta per vantarsi di averne. Le more giungono a maturazione in estate, quando cioè assumono un colore nerastro lucido e poi variamente colorate.

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MARMELLATA DI MORE SCURE ISCHITANE FATTA IN CASA

Una volta colte vanno subito consumate, oppure possono essere conservate in frigo, ma per pochissimi giorni. I mesi ideali per la raccolta sono luglio e agosto. Come tutti gli altri frutti di bosco, le more sono conosciute anche col nome di “frutti rossi” e solo ultimamente si è scoperto che contengono una grande quantità di sostanze con proprietà antiossidanti. Le more selvatiche sono – insieme ai fichi d’india – tra i frutti più gustosi che nascono spontaneamente sull’isola di Ischia. Durante tutto l’anno la pianta di more selvatiche ( del genere rubus) a forma di cespuglio spinosissimo, ha un aspetto ben poco allettante, nasce un po’ dovunque, predilige i posti pieni di sole, ed è una pianta molto colonizzante – in pratica sta raramente al suo posto – al punto tale che spesso rende impraticabili i sentieri di montagna poco frequentati. A primavera inoltrata, fiori simili a roselline antiche, spuntano tra le spine e in piena estate, al posto dei fiori, viene fuori il frutto. Osservando da vicino ma non troppo, pena qualche brutto graffio – un roveto, si possono osservare delle piccolissime bacche verdi, che sono delle baby more.

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MORE DELL’EPOMEO

Esse, con il sole si ingrossano, maturano una polpa dolcissima e quando diventano nere, saranno molto dolci e pronte da mangiare. Quindi, è il momento di raccoglierle. Lo si incomincia a fare già ai primi di luglio , cioè in questo periodo. Ma a settembre, sono ancora li per farsi mangiare con un gusto forse superiore. Chi va per more di questi tempi non rimane deluso. I boschi dell’isola, la montagna dell’isola verde, nonostante il caldo, sono accoglienti in questo senso e si può godere anche an che di una gradevole frescura . Basta attrezzarsi bene, adeguatamente allo stato dei luoghi, ed ogni fastidio come le punture alle gambe è superato. Sarà l’occasione per passeggiare nei bei percorsi montani dell’isola di Ischia, fare del movimento all’aria aperta e farsi una scorpacciata di more. Se poi le more raccolte vengono con cura conservate per un po’ in frigo, alcuni giorni dopo possono essere usate per una buona confettura, la classica confettura di more.

SENTIERI DELL’EPOMEO – LE MORE NERE RACCOLTE DALL’ESCURSIONISTA CAI

La ricetta, che molti ischitani esperti conoscono, è la seguente e sarà utile per chi invece ne è all’oscuro. 2 kg di more selvatiche, 400gr di zucchero, 300gr di acqua scorza grattugiata di un limone. Lavare le more in acqua fredda e metterle ad asciugare su un canovaccio. Preparare uno sciroppo facendo bollire per minuto zucchero e acqua. Versare le more nello sciroppo bollente, unire la scorza grattugiata del limone e cuocere a fuoco basso mescolando. Quando la marmellata si presenta densa e omogenea, levarla dal fuoco e metterla nei vasetti di vetro. Chiudere e capovolgere, lasciare capovolti fino a completo raffreddamento.Le more sull’isola d’Ischia rimangono sempre quel frutto della natura sulla cui nascita e crescita si fantastica anche e lo si prende ad esempio per inventare storielle, racconti, addirittura fiabe. La mora spesso attira bambini e bambine proprio per la unicità delle sue caratteristiche naturali , dal colore alla polpa. Una volta colte senza prudenza, e spappolandosele fra le mani, succede che il sugo colorato nero e rosso scuro non solo imbratta le mani ed il viso con forza, ma finisce con il rovinare il vestito che si indossa da macchie che possono rimanere indelebili. Anche se pochi ne sono a conoscenza, sta pigliando piede sull’isola il Moroncello, liquore raffinato tutto ancora da scoprire, senza dubbio sulla strada di una seria concorrenza al Limoncello, al Rugolino e prodotti similare.

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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