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Gradualità delle demolizioni, in Regione passa la mozione Di Scala

Il Consiglio ha approvato all’unanimità la proposta dell’esponente di Forza Italia che impegna la Giunta guidata da De Luca a chiedere al Governo la sospensione degli abbattimenti per il 2020 e l’approvazione dei criteri per la cronologia delle esecuzioni

Nella seduta del Consiglio regionale di ieri la consigliera isolana Maria Grazia Di Scala è riuscita a cogliere un gran risultato, da tempo auspicato. L’esponente di Forza Italia ha infatti ottenuto l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio della sua mozione riguardante la sospensione per tutto il 2020 delle demolizioni di edifici destinati ad uso abitativo di persone che non hanno alloggi alternativi. L’onorevole Di Scala aveva presentato questo ordine del giorni sin dallo scorso febbraio: all’epoca vari componenti del consiglio si opposero, con manovre ostruzionistiche e dilatorie dirette a evitare il raggiungimento del numero legale per la votazione. In vista del Consiglio regionale di ieri, la consigliera isolana è riuscita a fissare la propria mozione come primo punto all’ordine del giorno, proprio per evitare ulteriori sgambetti: quindi, appena iniziata la seduta l’argomento è stato immediatamente posto all’esame dell’assemblea. La mozione è stata discussa ed emendata come richiesto dal Partito democratico e dal Movimento 5 Stelle, fino alla sottoscrizione e approvazione unanime del documento. In virtù del voto di ieri, il presidente della Regione Vincenzo De Luca si è impegnato a richiedere in tempi brevi la sospensione degli ordini di demolizione in corso per tutto l’anno, anche in considerazione del fatto che vige lo stato di emergenza, e a confrontarsi con il Governo nazionale tramite il Ministero allo scopo di affrontare la problematica, fino a pervenire all’approvazione del cosiddetto “decreto Riello”, per la graduazione delle demolizioni secondo i protocolli già approvati dalla Procura Generale. In sostanza si tratta di stabilire un principio di gradualità cronologica nelle demolizioni, eseguendo prima gli abbattimenti degli “ecomostri”, e solo in ultima istanza quelli delle abitazioni cosiddette “di prima necessità”. Naturalmente l’approvazione finale si giocherà a livello nazionale, ma intanto la regione Campania si è espressa compatta a favore.

IL TESTO. Nel documento, avente ad oggetto le “misure di “graduazione delle demolizioni giudiziali ex art. 31, co. 9, del d.p.r. n. 380/01 e sospensione temporanea delle demolizioni delle case di necessità abitate da persone sprovviste di alloggio alternativo”, si legge che l’iniziativa legislativa “prende le mosse dalla condizione, oggettivamente molto grave, in cui versa la regione Campania, dove, da un lato, la stratificazione nel tempo di interventi edilizi abusivi e, dall’altro, la mancata applicazione degli ultimi condoni edilizi per effetto di due leggi regionali – peraltro poi caducate dalla Corte Costituzionale – ha determinato una situazione palesemente ingestibile, nella quale sono stati pronunciati ormai 70. 000 ordini di demolizione e vi è un numero triplo di procedimenti avviati [..]”, ma si ricorda anche che “tale circostanza oggi persiste e risulta, ancora più grave in quanto le demolizioni, nel disorientamento generale, avvengono non solo con il contagocce, nonostante il cospicuo numero di sentenze da eseguire, ma anche a “macchia di leopardo” e senza alcun criterio logico; l’ordine di demolizione collegato alla sentenza di condanna è stato introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento dalla legge n. 4 7 del 1985 (istituto, dunque, obsoleto, vecchio di circa trentacinque anni)”, mentre le “demolizioni avvengono a rilento e senza criteri chiari e omogenei è evidente, quindi, che è necessario un intervento regolatorio”, e lo scopo di una graduazione su base normativa delle demolizioni potrebbe porre ordine e metodo di priorità nelle esecuzioni dei provvedimenti sanzionatori laddove, come confermato dai dati di Legambiente, sarebbero migliaia nella sola regione Campania gli ecomostri, fabbricati pericolanti, scheletri di cemento armato, immobili della criminalità organizzata, costruzioni realizzate sulle spiagge o in violazione del limite di distanza dalla costa e finanche case di necessità abitate da persone prive di ogni altra possibilità di alloggio. Atteso che la seguente proposta non si prefigge né equivale ad un “condono mascherato” e che gli abusi restano abusi e non vengono sanati, la gradualità delle esecuzioni: destina le risorse disponibili per abbattere gli immobili della speculazione, gli ecomostri e gli scheletri edilizi che deturpano il paesaggio e in tal senso, migliora l’ambiente; ha lo scopo di porre criteri di priorità nelle attività di esecuzione degli ordini giudiziali di demolizione, introducendo norme capestro soprattutto per gli ecomostri, gli scheletri edilizi e gli abusi a carattere speculativo.”

Un lungo preambolo, al termine del quale, “si ritiene necessario, pertanto, la sospensione temporanea delle demolizioni delle case di necessità abitate da persone sprovviste di alloggio alternativo; al fine di garantire effettività di tutela ai valori da salvaguardare in attuazione del principio di gradualità, quindi di sospendere temporaneamente le demolizioni delle case destinate ad abitazione ed occupate da persone sprovviste di alloggio alternativo; Alla luce delle suesposte considerazioni, i sottoscritti consiglieri regionali, ai sensi dell’articolo 123 del Regolamento interno del Consiglio regionale impegnano Il Presidente della Giunta Regionale e la Giunta Regionale ad intraprendere, con ogni possibile urgenza, qualsiasi iniziativa presso il Governo centrale e le Assemblee Legislative nazionali affinché sia affermato il principio di gradualità, con sospensione temporanea per l’ anno 2020, anche in considerazione dell’emergenza sanitaria, della esecuzione degli ordini giudiziali di demolizione per le case di necessità abitate da persone sprovviste di alloggio alternativo. Impegna altresì il Presidente della Giunta Regionale e la Giunta Regionale ad intraprendere ogni utile iniziativa in ordine all’esatta rappresentazione del fenomeno e all’individuazione di soluzioni in forza delle quali contemperare il doveroso obbligo di esecuzione delle sentenze di demolizione con il diritto all’abitazione”.

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