CULTURA & SOCIETA'

GRAFFITI Il giardino dell’arte, non coltivato

DI ENZO RUJU

Il campo largo, non politico o politichese, il campo esteso: lo stato dell’arte, il seme del creativo non irrigato. Poca acqua, idee irrisorie, la tavolozza in bianco in attesa dei colori, il Mediterraneo mormora in virtù di un palcoscenico da sipario. Luci fioche, attori in attesa di una sceneggiatura che possa brillare in tanto mare. Siamo in Primavera: sole, mare, terra, una geografia invidiata e visitata. Il mare nostrum chiama i suoi figli al grido: lo stato dell’arte sia detto, sia scritto, sia fatto. Non siamo dormienti, non siamo in attesa dell’evento di eccezione, l’eccezione costruita con idee, progetti ed eccellenze di personaggi della società civile. Politica, cultura e società: l’ambito di forza della nostra metropoli, Napoli Neapolis, città nuova delle arti visive, in un momento difficile e bellico del pianeta. Tuonano armi e potere, macerie, morti, compromessi politici per il cessate il fuoco. La cultura non tace: mettete un fiore nel cannone, donate una rosa a un bambino che è volato in cielo.

La storia continua: guerra e pace, l’eterno enigma di una vita spesa per la pace. Il Vaticano implora la fine delle ostilità, la guerra è una sconfitta dell’umanità. L’arte, la bellezza: il sintomo del genere umano afflitto da tanta aggressione, potere, sete di gloria, armi in pugno, la legge del più forte. Politica, diplomazie, passo dopo passo, illazioni dall’una e dall’altra parte, la sfida della voce grossa. Il malcontento degli artisti, in varie discipline, il Sud e dintorni: il corato appello per una futura Biennale d’arte a Napoli. L’appello accorato, dopo 106 anni dall’unica Biennale del 1921, nel primo ventennio del Novecento, che vide il capoluogo campano al centro delle arti visive, momento magico postbellico. Quattro linguaggi presenti a Palazzo Reale: pittura, scultura, fotografia in bianco e nero, incisione. Ricordo che la fotografia nacque a metà Ottocento, periodo in cui il generale Giuseppe Garibaldi navigava da Quarto verso Marsala. Da Nord a Sud, la traversata. Il giardino dell’arte, l’Eden dei linguaggi visivi, la Divina Commedia delle immagini visive. Uniamo Inferno, Purgatorio, Paradiso: il racconto, con mille sfumature del creato, il caso di dire il cielo in una stanza. Si fa per dire: la luce della Biennale risplenda dove nacque la prima e unica edizione, nel 1921, a Palazzo Reale. Luce e arte: la possibile rivelazione del neo Rinascimento napoletano, ricchezza e splendore del mondo artistico, nella auspicabile visione del panorama artistico italiano. Pro e contro, la fisiologia del pensiero, come sempre il carattere al di sopra di ogni inquietudine. Forza Napoli: l’idea matura e i protagonisti fremono per un’avventura mai raccontata, pronta a vivere il palcoscenico del Mediterraneo. Si naviga a gonfie vele.

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