GRAFFITI Jago,seguace di Dio e scultore

DI ENZO RUJU
Il contemporaneo a misura d’uomo ha un esponente della scultura odierna che si misura con gli eventi, guerra e pace, Medio Oriente e Occidente. Conflitti, espansione geo politico in mutazione. Jago classe 1987, presenta, attraverso il modus operanti il disagio umano, sentimenti, vicissitudini, animi in sofferenza, il dialogo, marmo e anima, imprigionata nella materia, a dare un volto per liberarla dalla materia natura. Con gli strumenti in possesso, la maschera per evitare polvere e schegge, modella i personaggi dalla polvere, vita e morte in polvere, dona il respiro dalla prigione della materia. Jago Museum presso la chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi alla Sanità. Opere esposte in chiesa, il neo Rinascimento non tarda a venire, Jago con il blocco di marmo, sente pulsare la creatura, libera il corpo e la mente, usa il palco per mostrare al pubblico l’uomo liberato. Il marmo bianco, levigato, la purezza vergine del candore bianco lucente in mostra. Certo anatomia non muscolare, la forza della ragione, visibili arterie, forza sanguigna, muscoli accennati, facciali e corpo in movimento per una scena filmica.
La bellezza del marmo bianco, pulito, alla ricerca di attori d’opera, che lamentano l’uscita in palcoscenico. La sperimentazione di Jago, il rapporto materia natura, la fragilità in cerca di nuove emozioni per stemperare la fatica, la maschera intrisa di polvere di marmo e una mano inquieta cerca la luce, a poco l’uscita del personaggio che diventa uomo liberato dalla polvere della materia. Si nasce dalla polvere si finisce in polvere. Jacopo stupisce, innamora, si fregia del lavoro, autodidatta ciciaro, esplora la cava di marmo, sceglie il blocco, lo fa trasportare alla studio e il pensiero del non finito e finito. Il neo Buonarroti? La filosofia tra finito e non finito? L’umanità in prigione nella materia e Jago libera? Lascio rispondere a chi conosce l’operato di Jago, chi osserva le opere, chi guarda la manualità dello scultore in piena sintonia con gli accadimenti. La natura morta, ultima, ma non ultima opera, un cesto di marmo con materiale bellico, fase conflittuale e speriamo post bellico. Il ciociaro Jago nello schermo, lo ha bucato! La democrazia culturale l’oggetto soggetto, in gergo non è bello ciò che bello ma ciò che piace. Jago nella pagella degli amatori e collezionisti, il seguace di Dio ha fatto centro con le sue opere di una umanità ferita, del sangue versato, di popoli in fuga alla ricerca della terra promessa.





