GRAFFITI La Biennale, palcoscenico di arti visive a Napoli

DI ENZO RUJU
In programma la futura Biennale d’arte del Sud, con linguaggi a confronto nel panorama strategico del Mediterraneo. Il territorio attende con fiducia la seconda edizione della Biennale, con il Mare Nostrum teatro dei talentuosi artisti. La storia della Biennale, unica nel suo genere, risale al 1921, dopo la Prima guerra mondiale. Certo, la guerra ha mobilitato il pianeta, seminando distruzione e morte e, dopo le bombe, nell’arco di 76 mesi nasce a Napoli la prima vetrina artistica. La rassegna nazionale si svolse con l’ausilio di Benedetto Croce, presidente onorario della Biennale. Pensate: 260 artisti presenti a Palazzo Reale con le arti figurative in mostra. Un’esperienza postbellica per meravigliare gli inizi del Novecento. Un’osmosi tra storia e contemporaneità nel palazzo del Seicento, in pieno Barocco, illumina Napoli per dimenticare gli orrori della guerra. Rivisitare quel momento magico significa rendere omaggio ai linguaggi artistici del Novecento, con riferimento al 1921: pittura, scultura, fotografia in bianco e nero e incisione.
La storia aiuta la memoria. La Biennale rinasce dopo 106 anni dalla prima e unica edizione, con la certezza di poter concretizzare la prossima, magari in concomitanza con la Coppa America. Nel merito, potrebbe rappresentare un evento collaterale alla prestigiosa manifestazione internazionale. Ricordo la prima Biennale di Venezia del 1895, anno in cui nasceva la radio come organo d’informazione. Dal 1895 al 1921 non vi fu alcuna Biennale: Napoli fu la seconda dopo Venezia. Una storia edificante, fatta di lustro e passione per le arti figurative, oggi divenute arti visive con linguaggi diversificati. La Biennale s’ha da fare, volendo usare un linguaggio manzoniano, non solo per gli operatori culturali, ma anche per mettere in campo alberghi, ristoratori e artisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Il turismo, la cittadinanza, i mass media e il popolo della cultura sono chiamati a raccolta. Una città in fermento desidera la Biennale per offrire lo spettacolo del Mediterraneo nelle discipline che caratterizzano la cultura, espressione dello stato dell’arte contemporanea. Tutti si auspicano la rinascita del belvedere artistico nelle sue molteplici sfaccettature: un neobarocco, un pentagramma di suoni e colori per una visione completa dei linguaggi attuali, dalla pittura alla scultura, dalla moda alla fotografia, dalla musica al teatro fino al cinema. La grande avventura comincia. Che sia una magna pars tra Oriente e Occidente. La bellezza sia la sfida culturale dell’arte. Sia detto, sia scritto, sia fatto.





