GRAFFITI La Montagna, natura, terra e infinito

DI ENZO RUJU
La gloria della vetta l’infinito vicino, la potenza di Dio, misericordia e fede, il cristianesimo nelle opere. Il vecchio e il nuovo testamento, il martirio di uomini raccontati da giovani talenti dal rinascimento in poi, atto di fede tra artisti e Chiesa. Luogo di incontro, espositivo per la visione delle opere, la chiesa mecenate, committente e la grandezza del Vaticano per un museo di opere permanenti. La montagna, il paesaggio da fondo al ritratto, o gruppi in posa Caravaggio, il paesaggio tra montagna e fiume, ponti, l’acqua dolce, lo scorrimento continuo dell’acqua. Giotto, umano e caritas, le Dolomiti di Mantegna, gli scorci aspri di Leonardo. La purezza di Masolino, Giorgione, Tiziano, periodi diversi, la montagna il raggiungere la vetta, il confine terra infinito. Un unicum di fede di amore celeste di un Dio immaginario che assolve l’umanità. Vincent Van Gogh 1853-1890 nel modus operanti artistico autoritratti, paesaggi, natura morta la montagna il focus dell’intrepido Vincent Van Gogh. La vita non è clemente con il talento naturale del pittore olandese, più volte ricoverato per problemi psichici, instabilità mentale, offre una visione tormentata della terra, montagna e infinito nel turbinio dell’universo.
Vincent, artista frenetico turbato, ossessionata da vicissitudini, il circondario contro, solo a combattere oltre i limiti della pittura, il tumulto nelle sue opere. Carattere aggressivo, le opere raccontano le voci di dentro del suo malessere. Tavolozza, orgoglio, temperamento punitivo, ferito nella dignità di uomo. L’amico fraterno Paul Gauguin, inseparabile dal lato umano, il fratello artistico, i gemelli del percorso pittorico e delle serate a cena. Vincent e Paul nel bene e nel male, unisce i giovani talenti nella natura che osservano, Van Gogh tempestoso,Gauguin romantico solare. Certo il destino, per Vincent, non è clemente, le crisi psichiche tormentano l’irrequieto e sensibile Van Gogh, più volte ricoverato trova la sua pace nel suicidarsi a 37 anni nel 1890. Il lascito artistico è notevole, non tanto per il numero di opere, il destino è scritto dal rapporto estremo uomo natura. Van Gogh si ribella alla natura, provoca se stesso con la fine della sua breve esistenza. Vincent la natura, la montagna terra infinito per un dialogo incisivo, introverso del pittore ribelle in contrasto con l’umanità. La tavolozza la sua luce, l’estemporaneo la natura in mostra. Visione tormentata del maestro fuori controllo, perseguitato dai demoni, il diavolo pronto allo sgambetto. Il magnifico Van Gogh amore e odio nelle voci di dentro, artista non comune nell’idea di bellezza del creato. La forza di Vincent disegno e tavolozza istantanei.





