ARCHIVIO 4ARCHIVIO 5

IL GRANDE ARTISTA VINCENZO COLUCCI FIORE ALL’OCCHIELLO DI SUA SORELLA ANNA NEL GIORNO DELLA FESTA LE RICORDIAMO LA RETROSPETTIVA ROMANA

Due anni fa a Roma in Via Margutta , la famigerata strada degli artisti, si respirò si parlò ischitano di fronte ad una settantantina di opere bellissime di un inguaribile innamorato della sua isola, quel Vincenzo Colucci che attraverso la sua inconfondibile pittura sapeva trasferire sulle tele l’incanto dei luoghi che più amava di Ischia come di Venezia, di Parigi, della stessa Roma e di altri paesi del mondo visitati. Poi straordinari interni, nature morte, rappresentate da frutta, pesci, oggetti vari tipo lumi, sedie, utenzili da cucina e attrezzi da giardino, barche e sopratutto fiori, di una vivezza e colori che esaltavano il loro fiorire al naturale e nella riproduzione pittorica. I fiori appassionavano particolarmente l’eccentrico Colucci e gli stimolavano l’estro verso una natura che gli infiammava i sentimenti. Prediligeva le calle o “donne in camicia” come vengono chiamate a Ischia, avvolte in un bianco candido che gli aprivano il cuore. Se ne accorsero i numerosi visitatori che affollarono la Galleria ottimamente curata dai responsabili de “Il mondo dell’arte”, il Gruppo numero uno nella organizzazione di Vernissage di alto livello nella Capitale. Insomma un incontro culturale di massimo prestigio per la qualità degli invitati e per lo spessore dell’artista che si celebrava. Il quale, nel pieno del suo percorso di pittore stravagante ed irrequieto, aveva un suo studio personale proprio nella stessa Via Margutta. E’ bastato cogliere gli evidenti segni di ammirazione ed anche di stupore sui volti dei visitatori che si accostavano ai quadri sapientemente esposti e disposti nella giusta posizione, per capire che imperava tanto consenso e piena soddisfazione in galleria, fra le persone interessate a poggiare gli occhi sulle opere più di quanto fosse necessario. Un ulteriore esame, se così possiamo chiamarlo, postumo che ha riaffermato e riconsacrato, a distanza di 47 anni dalla sua scomparsa, il valore di un artista che se in vita ha fatto parlare molto di sé, per essere stato tanto invidiato da amici e colleghi che lo frequentavano, oggi che per lui parlano solo le su opere, il clamore intorno al suo nome, alla sua pittura, alla sua vita, è più vivo che mai e smuove una critica che in definitiva lo assolve con pieni voti. Va annotato che dopo le presentazioni della mostra da parte di alcuni critici presenti, vi fu l’apprezzato intervento del nostro Antonio Lubrano che ricordò alcuni significativi episodi di vita del personaggio Colucci, evidenziando tra l’altro,come il pittore isolano si commuoveva di fronte alla bellezza della natura che per svariati aspetti trasferiva su tela. Vincenzo Colucci è nato a Ischia nel 1898 ed ha lasciato questo mondo il 2 ottobre del 1970. Ha vissuto a Roma e nella sua Ischia, quando non era in giro per il mondo. Ebbe come maestro Giuseppe Casciaro. Iniziò ad esporre all’età di sedici anni. Ha partecipato a numerose mostre nazionali ed internazionali come la Biennale Internazionale di Venezia nel 1926, la Quadriennale di Arte di Roma del 1931, la Mostra Mondiale di Parigi “Gran Prix” del 1937. Hanno scritto di Lui i più quotati critici d’Arte, Ha conseguito numerosissimi premi. Ha tenuto mostre personali in Europa, in Giappone, in India e nelle due Americhe. Quadri di Colucci si trovano in numerose raccolte pubbliche e private di ogni paese. E’ stato titolare per chiara fama alla R. Accademia di Palermo. Ha conosciuto e frequentato artisti famosi del suo tempo e uomini e donne di alto spessore culturale, soprattutto nei salotti letterari e mondani, facendosi apprezzare per il suo particolare stile di vita.

Michele Lubrano

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close