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Grande successo per Artu’ e la loro “3 sull’altalena”

di Isabella Puca

foto Tommaso Monti

Ischia – Sono state tre le serate, ricche d’applausi e commenti positivi, per Giuseppe Iacono, Pietro Di Meglio e Aaron Insenga e la loro versione dell’opera di Lunari “Tre sull’altalena”. Lo scorso fine settimana c’erano davvero tutti al teatro Polifunzionale,  famiglie comprese, che non hanno voluto perdersi questo divertente commedia. Dopo aver portato lo spettacolo in giro per l’Italia partendo da Procida e dal teatro Bolivar di Napoli, la compagnia Artù è approdata al Polifunzionale con questo libero adattamento dell’opera di Lunari firmato da Giuseppe Iacono, instancabile regista e attore, tra cinema e teatro. Al centro di una stanza  tre uomini, un capitano dell’esercito, un professore e il proprietario di una piccola industria, trovatosi ciascuno in quel luogo per un motivo diverso. L’equivoco è dietro l’angolo, o forse sarebbe meglio dire dietro una delle tre porte, che conducono a tre indirizzi diversi. La situazione già strana di partenza, diventa poi paradossale perché un allarme per un’esercitazione anti – inquinamento li costringe a restare una notte all’interno di quella che uno crede sia un hall di un albergo, un altro una casa editrice e l’altro ancora un ufficio. I tre uomini, ciascuno ben interpretato e caratterizzato dai tre attori, iniziano a pensare di trovarsi in una sorta di limbo in cui si trova chi sta per morire. La notte trascorre tra barzellette e  disquisizioni filosofiche che affrontano in chiave ironica il tema della morte, del destino e dell’esistenza di Dio che, ad un tratto, si crede sia donna per l’arrivo di una cameriera i cui discorsi sospendono il dubbio dei tre. Tra le risate e gli applausi del pubblico, è un nuovo allarme a liberare da quella strana stanza i protagonisti la cui avventura,  però, non è affatto finita. «Vorrei ringraziare chi, quest’estate, durante le sue ferie, e nel caldo infernale di agosto, ha messo a nuovo questa struttura», ha detto dal palco Giuseppe Iacono  tributando un forte applauso a Saverio Casciello la cui manovalanza è stata preziosa a rinnovare l’intero teatro, costruendo i camerini e rendendo sempre più accogliente la sala. «E vorrei ringraziare tutti coloro che lavorano per il teatro, dai tecnici ai ragazzi del bar a quanti s’impegnano per portare avanti il progetto teatro». L’Ischia Teatro Festival non poteva iniziare meglio e a sottolinearlo, questa volta, non sono solo le critiche positive ma anche chi come Libera ha esternato il suo pensiero sul social non appena messo il piede fuori dal teatro. «Solo pochi anni fa, – scrive Libera – quella sala ad Ischia non esisteva. Solo otto anni fa, questa serata non sarebbe stata possibile ad Ischia. Perché solo otto anni fa Ischia non aveva un teatro. Una sala che ospitasse tutte le compagnie teatrali dell’isola, che credetemi sono tante, e che accogliesse anche quelle provenienti dalla terraferma. Un possibile scambio d’arte non aveva luogo. Ed io conosco un uomo, un ragazzo, come me e come tutti noi, che da più di otto anni ha sposato una causa, con dedizione e con coraggio. [..]  Eppure io ieri ho assistito a qualcosa di più: il compleanno dell’Ischia Teatro Festival, una platea di visi soddisfatti, un dilemma dei tre uomini sul palco e delle tre porte che conducono a tre vie diverse, un dialogo eccellente che esprime temi, problemi e misteri dell’umanità, dal caso alla Trinità, dalla vita alla sua inspiegabile razionalità, tutto raccolto sotto un velo di voluta ironia e ricercata ilarità. Ed ero ad Ischia! Allora grazie, grazie mille e mille ancora a tutti quelli che l’hanno reso possibile. Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto e che ci credono ancora. E spero che, come me, anche gli altri isolani scelgano di crederci. Perché oggi un teatro ad Ischia c’è, figlio di impegno, passione e sacrificio. E adesso va seguito e tutelato, in sessantacinquemila, va appoggiato, come un bambino che ha imparato a camminare… E che già inizia a gareggiare da velocista, come un atleta che si confronta col mondo dell’arte teatrale continentale.   Ischia, va’ a teatro! Siamo umani, abbiamo bisogno di un teatro. Siamo isolani, adesso un teatro lo abbiamo: andiamoci!»
 

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