CULTURA & SOCIETA'

AMARCORD La grazie all’ergastolano rinchiuso nel carcere di Procida

Settantasei anni fa veniva graziato il più anziano ergastolano d’Italia, Antonio Mazza, che stava rinchiuso nel carcere di Procida. Condannato per omicidio e incarcerato a Procida nel 1898, passa 52 anni in carcere prima di ricevere la grazia dal Presidente Einaudi, nel novembre 1950.

Ormai ultraottantenne, Antonio Mazza ricorda a malapena i fatti che lo hanno portato a passare quasi 19.000 giorni in carcere.

Fuori dalle mura, è cambiato secolo, ci sono stati due conflitti mondiali, il Ventennio, la fine della monarchia, dell’impero austroungarico e di quello ottomano, la nascita della Repubblica. E la tecnologia, beh, anche quella ha completamente cambiato il volto del mondo. Dalla produzione in massa delle automobili alle bombe atomiche, non c’è nulla che gli ricordi ciò che aveva lasciato, tanto che chiede di poter rimanere nell’istituto di pena di Procida fino alla morte, magari lavorando come inserviente.

Nel 1898, aveva ucciso 3 persone e ferite 7 a coltellate durante una festa di paese a S. Lucido di Cosenza. Tutto era nato da alcuni commenti rivolti alla sua fidanzata da un altro giovane e allo schiaffo che quest’ultimo gli aveva rifilato quando era andato a chiedere spiegazioni.

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