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Grimaldi e Schilardi, separati in Cas(a)

I rapporti tra i due commissari per il terremoto non sono buoni. E questo ormai è noto. Tra l’architetto Giuseppe Grimaldi, commissario per l’emergenza, ed il prefetto Carlo Schilardi, commissario straordinario per la ricostruzione, non corre buon sangue. Le due strutture commissariali sono parallele. Il rischio è che la convivenza tra le due, non certo semplice, potrebbe rallentare l’assistenza alla popolazione colpita dal sisma e la ricostruzione. L’ultimo episodio di insofferenza risale a qualche settimana fa. Negli ultimi tempi, infatti, non sono mancate alcune stoccate da parte dell’ex prefetto al commissario per l’emergenza. Ha rigettato le accuse secondo le quali la ricostruzione fosse al palo. Nel contempo ha evidenziato come “delle 280 persone che ancora vivono in albergo se ne deve occupare la struttura parallela”. L’impressione è che la convivenza tra le due strutture, quella del commissariato per l’emergenza e quella relativa alla ricostruzione, e dei due commissari, sia tutt’altro che facile. Con una nuova stoccata a Giuseppe Grimaldi, commissario per l’emergenza che, salvo proroghe, resterà alla guida della struttura fino al 21 febbraio. “La messa in sicurezza doveva farla chi è stato qui per un anno e mezzo. Non è certo il nostro compito. A noi tocca ricostruire”, ha detto Carlo Schilardi. Lo stesso Grimaldi, però, proprio sul nostro giornale ha risposto per le rime: “Schilardi? Per me è il vangelo, ma con le frane io non c’entro nulla”. Insomma, non proprio amore a prima vista. Adesso c’è in ballo la proroga della struttura del commissariato per l’emergenza. Di questo avrebbero parlato a lungo il Commissario per la ricostruzione Carlo Schilardi ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Vito Crimi. I due si sono incontrati mercoledì. Un incontro nel corso del quale si è discusso della ricostruzione e dei fondi appena stanziati dal Governo. Ma non solo. Pare che l’ex prefetto di Caserta e Bari abbia chiesto al sottosegretario delegato al terremoto di mettere fine a questo dualismo. Indiscrezioni vogliono che Schilardi abbia spiegato a Crimi come sia difficile la convivenza con l’architetto Grimaldi e di come le due strutture siano parallele. E proprio come due rette parallele, non hanno un punto d’incontro. Pare che il commissario per la ricostruzione, in buoni rapporti con il Movimento 5 stelle i cui componenti l’hanno voluto alla guida della struttura del Commissariato per la ricostruzione, abbia chiesto di “pensarci bene” prima di concedere la proroga. Al vaglio del Consiglio dei Ministri, infatti, c’è la richiesta formalizzata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, su input dei sindaci di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio, di concedere un’ulteriore proroga al commissariato per l’emergenza. La richiesta, supportata anche da migliaia di firme di cittadini comuni, è quella di prolungare il lavoro del commissario per l’emergenza per ulteriori sei mesi fino ad agosto. Ma Schilardi vorrebbe evitare altri sei mesi di “dura convivenza” e guidare la struttura commissariale dell’emergenza come unica struttura che si occupa del sisma del 21 agosto 2017. E proprio pochi giorni dopo, il 29 agosto, ad una settimana esatta dal terremoto, l’architetto Giuseppe Grimaldi fu nominato commissario delegato per l’emergenza terremoto di Ischia con un’ordinanza firmata dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Resterà in carica fino a febbraio. “Ma non è che in quella data – ci spiega – tutto d’un tratto lo stato di emergenza si concluderà”.  Accanto alla struttura del commissariato per l’emergenza dallo scorso novembre è nata quella relativa alla ricostruzione. Qualora il Consiglio dei Ministri presieduto dal premier Giuseppe Conte dovesse concedere la proroga alla struttura commissariale, Giuseppe Grimaldi resterà alla guida del commissariato per l’emergenza fino al 24 agosto 2019. Qualora la proroga non dovesse essere concessa, così come avrebbe chiesto il commissario per la ricostruzione Carlo Schilardi, tutto passerà nelle sue mani. L’ex prefetto, dunque, si troverà a gestire non solo la ricostruzione, ma anche la fase di emergenza. Si dovrà, quindi, occupare dell’erogazione del Cas- contributo di autonoma sistemazione- e degli sfollati (280 al 22 dicembre 2018) che ancora vivono in albergo. Una situazione inaccettabile a 17mesi dal terremoto. E proprio da questo partirebbe la sfida di Schilardi che in poco tempo sarebbe chiamato a dimezzare il numero delle persone che vivono in sistemazioni all inclusive a spese dello Stato.

Entro un paio di settimane sapremo il Governo che cosa deciderà sulle due strutture commissariali. Se deciderà per mantenere entrambi in vita, assisteremo ad altri sei mesi di ‘convivenza forzata’ tra i due commissari. Altrimenti sarà affidata tutta la gestione commissariale a Carlo Schilardi. In ogni caso siamo certi che al di là delle simpatie e antipatie (legittime) i due commissari, da uomini di Stato, sapranno ben lavorare insieme per far voltare pagina a chi ha vissuto e subito danni dopo la sera del 21 agosto 2017.

Francesca Pagano

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