CRONACA

Guardia medica turistica al Rizzoli, il Cudas non ci sta

Una nota polemica è stata trasmessa al dirigente della ASL NA 2 Nord a firma di Gianna Napoleone, presidente del Comitato Unitario per il Diritto alla Salute

Un appello accorato, e non è certo il primo che viene indirizzato da un comitato sempre più attento a quelle che sono le dinamiche che hanno a che fare con gli isolani e soprattutto la loro salute. Il Cudas, nella persona della sua presidente Gianna Napoleone, ha infatti trasmesso una nota al direttore generale della ASL NA 2 Nord, Antonio D’Amore, avente af oggetto “Guardia medica turistica sull’isola d’Ischia”. Un servizio che di recente è stato al centro di diverse polemiche soprattutto per la ritardata e mancata partenza che era prevista ai primi di luglio e che dalla stessa ASL era stata annunciata addirittura con una nota ufficiale.

Il comitato unitario per il diritto alla salute si rivolge così a D’Amore scrivendo: “Gentile Direttore, abbiamo ricevuto numerose segnalazioni circa la nuova allocazione della Guardia Medica Turistica presso l’ospedale Anna Rizzoli, in luogo delle sedi tradizionalmente attive tra giugno e settembre a Ischia e Forio.Una dislocazione sui due versanti dell’isola che copriva meglio il territorio e non obbligava tutti a recarsi in ospedale anche solo per la prescrizione di farmaci. Un filtro che sarebbe stato utile mantenere, ferma restando l’utilità della nuova postazione in ospedale per venire incontro proprio alle esigenze dei turisti che comunque si sarebbero rivolti al Rizzoli, ma senza gravare, come invece sta avvenendo, interamente sul Pronto Soccorso, nel suo periodo notoriamente più critico e delicato. Proprio questa coabitazione con le attività peculiari del Pronto Soccorso, è oggetto di rilievi da parte degli utenti, che si ritrovano obbligati a fare riferimento ad una struttura già oberata di suo, con riflessi inevitabili sulla fruizione del servizio della Guardia Medica. D’altra parte, sono notorie le difficili condizioni in cui si trova il nostro Pronto soccorso, che in piena estate è come un porto di mare nell’intero arco della giornata, con spazi esigui già per l’ordinario. Una realtà dove si fa fatica a gestire emergenze gravi che si presentino in contemporanea e/o i trasferimenti di pazienti in terraferma; dove si rischia di andare in tilt ogni volta (e non accade di rado soprattutto in piena estate) che c’è da occuparsi di un paziente psichiatrico anche per la mancanza di uno spazio appropriato dedicato; dove la sala d’aspetto, decisamente piccola e rimediata, non è certo adeguata ad accogliere flussi aggiuntivi”.

Dopo aver mosso una serie di obiezioni oggettivamente condivisibili, il Cudas chiude con un paio di interrogativi e con un auspicio: “Per quale motivo si è scelto di complicare ulteriormente una situazione già al limite? E con il rischio di brutte figure con i nostri ospiti? Auspichiamo che si trovi il modo di correggere, per la parte rimanente della stagione turistica, la situazione attuale, alleggerendo il carico insostenibile che grava sul Pronto soccorso e individuando in ospedale un locale alternativo dedicato per la Guardia Medica Turistica. Confidando in un sollecito riscontro, nel ringraziare per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti”.

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