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Guardia medica turistica, il grido di dolore del CUDAS

Dopo la denuncia del dottore Lo Passo arriva anche l’atto d’accusa del comitato unitario per il diritto alla salute. Che non risparmia qualche stoccata anche al mondo associazionistico isolano per il suo immobilismo

Il prologo era stato di quelli davvero fragorosi. Il Golfo aveva raccolto lo sfogo di un medico in servizio presso la Guardia Medica Turistica, il dottor Umberto Lo Passo, che era stato categorico nelle sue esternazioni: “Ci risiamo. Giunti alle porte di agosto – aveva chiosato il medico – la Guardia Medica Turistica di Ischia e Procida, che un tempo iniziava da metà giugno protraendosi sino ad ottobre, non accenna a partire. Tra le cause la solita disorganizzazione delle istituzioni preposte, ASL Napoli 2 in primis, e il silenzio assordante di chi avrebbe il dovere e l’interesse a promuovere i servizi al turismo, le istituzioni locali. Come già avvenuto nel 2019, ad estate inoltrata il servizio ancora non è stato organizzato nonostante l’intenso flusso turistico caratterizzante quella che dovrebbe essere l’estate del rilancio dopo 2 anni di pandemia, ma forse la più svantaggiata è Procida che, nell’anno in cui è capitale della cultura, si trova sguarnita di un servizio basilare per far fronte al massiccio arrivo di visitatori”.

Un atto d’accusa fortissimo, di quelli che non ammettono spiegazioni, e su cui adesso “rilancia” con forza il Comitato Unitario per il Diritto alla Salute (CUDAS) presieduto da Gianna Napoleone che in una articolata nota lancia un vero e proprio grido di dolore. “Neppure il mese di Agosto ha portato in dote l’attivazione della Guardia Medica Chirurgica sulla nostra isola. Un servizio stagionale importante per una delle realtà turistiche trainanti dell’industria dell’accoglienza campana, che inspiegabilmente, dopo le difficoltà e i ritardi degli anni dell’emergenza Covid, quest’anno sembra essere stato dimenticato dall’Asl Na2 Nord, mentre in altre realtà turistiche della Regione, le Aziende Sanitarie di competenza vi hanno provveduto con la doverosa tempestività. E mentre, soprattutto, registriamo le richieste, le sollecitazioni e soprattutto la delusione e il disagio dei turisti che scoprono di non poter contare sul servizio garantito fino al 2021, sebbene con progressivi ridimensionamenti e difficoltà”.

“Un servizio stagionale importante per una delle turistica come Ischia che inspiegabilmente, dopo le difficoltà degli anni dell’emergenza Covid, quest’anno sembra essere stato dimenticato mentre in altre realtà turistiche della Regione, le Aziende Sanitarie di competenza vi hanno provveduto con la doverosa tempestività”

La Napoleone ed i rappresentanti del Comitato che da sempre si battono per una sanità efficiente sul territorio isolano aggiungono: “Come Cudas Ischia, dopo gli interventi anche risolutivi delle scorse annate, quest’anno abbiamo sollevato il problema consegnando una lettera di sollecitazione al direttore generale D’Amore l’11 luglio, quando venne a Ischia per la prima pietra della nuova ala del Rizzoli. «Sarà per il mio successore», commentò a caldo ricevendo la busta prima di leggerne il contenuto. Rispondemmo che, data la natura e l’urgenza del servizio, non era possibile aspettare tanto… Poi, dinnanzi al nulla di nuovo e di fatto, abbiamo reiterato le richiesta/sollecitazione affinchè si provvedesse almeno a partire dal 1° agosto, ma ancora una volta non abbiamo avuto riscontro”. Un atteggiamento che il CUDAS ritiene inaccettabile e non a caso nel passaggio successivo non vengono risparmiate accuse anche ad altri attori protagonisti della vita isolana tra cui la classe imprenditoriale: “Ci stupisce e ci risulta grave ed incomprensibile il silenzio assordante e il totale immobilismo delle associazioni del turismo isolane su questa questione tutt’altro che secondaria per la qualità dell’offerta turistica isolana. Ė assurdo, paradossale, inaccettabile che sull’isola che per le sue caratteristiche è impegnata proprio nel settore del ‘turismo della salute’, gli addetti ai lavori continuino a distinguersi per la loro assenza proprio sui temi della salute e della funzionalità ed efficienza dei servizi connessi, compreso questo della GMT che dovrebbe vederli particolarmente impegnati e determinati, in prima fila, a trovare una soluzione adeguata alle esigenze dell’utenza, cioè anche dei loro ospiti paganti.

“Rivolgiamo un appello forte agli operatori turistici e a Federalberghi Ischia e Termalisti in primis, perché facendo giungere a Frattamaggiore (dove comunque qualcuno che gestisce deve essere rimasto, anche nell’attesa del nuovo Direttore generale) la richiesta a provvedere ad horas all’attivazione del servizio”

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Il dottore Umberto Lo Passo

Ma il Cudas non si arrende e, dunque, rivolgiamo un appello forte agli operatori turistici e alle loro associazioni di rappresentanza, Federalberghi Ischia e Termalisti in primis, perché alzino anche la loro voce, facendo giungere a Frattamaggiore (dove comunque qualcuno che gestisce deve essere rimasto, anche nell’attesa del nuovo Direttore generale) la richiesta a provvedere ad horas all’attivazione della Guardia Medica Turistica, di cui l’isola in questo periodo non può fare a meno. Tanto più che l’esperienza insegna che ogni volta che un servizio è stato mandato progressivamente a morire con le più varie ‘giustificazioni’, l’isola ne è rimasta priva in via definitiva, con una conseguente regressione della sua offerta sanitaria in termini di quantità e qualità di prestazioni. Siamo disponibili a incontri e azioni comuni per vedere di salvare il salvabile in questo ultimo scorcio della stagione 2022. Attendiamo, fiduciosi, riscontri”. Già, peccato che intanto siamo già al 5 agosto…

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Beta

Semplicemente assurdo!
E questa sarebbe l’isola più bella del mondo?
Forse solo nell’immaginario di chi non c’è mai stato o nei film della Ferrante…

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex