CRONACA

«Guarito e senza green pass, vi racconto la mia odissea»

L’incredibile racconto del 30enne A.V. che non ha ricevuto per cinque giorni la certificazione verde sebbene fosse risultato negativo al tampone molecolare. I ritardi dell’ASL dovuti, verosimilmente, al sovraccarico di lavoro

«Quanto mi è accaduto ha davvero dell’incredibile e a sentire tanti amici sono diverse le persone che si trovano nella mia situazione». Comincia così il racconto di A.V., trentenne ischitano, che a Il Golfo racconta la disavventura patita che peraltro coinvolge molti nostri concittadini: «Personalmente – spiega – ho aderito con convinzione alla campagna di vaccinazione, ho ricevuto la seconda dose il 20 giugno ed ero prossimo a richiedere anche la somministrazione della terza dose. Tuttavia, il 19 dicembre ho scoperto di essere positivo al covid. Nulla di grave, due giorni di sintomi e poi solo il disagio di non uscire dalla camera per circa due settimane (4 giorni di auto isolamento e 10 giorni di quarantena ufficiale). Per tutto questo periodo il mio super green pass risultava valido, fino al 27 dicembre, data in cui con una mail il Ministero mi ha comunicato la sospensione del green pass per via della mia positività. Due giorni dopo, il 29 dicembre, sono risultato negativo al tampone molecolare e quindi guarito. In automatico ho ricevuto il green pass provvisorio per il tampone molecolare che, tuttavia, non è considerato super green pass ma green pass base».

Ma i problemi, come racconta ancora A.V., sono iniziati subito dopo: «Dopo 72 ore è scaduto il green base e a distanza di cinque giorni non ho ricevuto il super green pass (dovuto non solo per le due dosi di vaccino ma soprattutto per la guarigione). C’è un solo modo per riceverlo: l’ASL deve caricare sul codice fiscale non solo il tampone negativo ma anche l’attestato di fine isolamento (nulla può il numero di assistenza del Ministero 1500 o il medico di base, ad oggi). Peccato che questa azione non viene fatta puntualmente, quasi sicuramente per il tanto lavoro di questi giorni. E’ comprensibile, ma ingiusto. Io, vaccinato e guarito, sono impossibilitato ad andare a lavoro o a prendere un mezzo di trasporto oppure un semplice caffè. Ironia della sorte, mentre lo stavo prendendo, c’è stato anche un controllo delle Forze dell’Ordine e solo per il buon senso di chi controllava, ascoltando la mia paradossale situazione, ho evitato una sanzione che sarebbe stata indirizzata anche al locale dentro il quale mi trovavo (che per altro mi aveva chiesto il green pass). Come me, ripeto, tanti altri sono in questa situazione. E’ auspicabile limitarsi al solo tampone molecolare negativo per sbloccare il green pass di un vaccinato o di un guarito. Altrimenti il paradosso è evidente: da un legittimo tentativo di combattere la pandemia con strumenti quali il vaccino e il green pass si rischia per la troppa burocrazia di limitare chi ha fatto di tutto per mettersi in sicurezza». Una storia incredibile, figlia del caos che in questi giorni travolge anche l’isola. E che potrebbe ancora peggiorare, anche se nessuno se lo augura.

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