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I 90 anni della bottega del legno, la festa al vecchio carcere ricordando “Nerone”

Mercoledì scorso in tantissimi gli amici accorsi per celebrare l’evento, dal Sindaco Enzo Ferrandino una pergamena per la famiglia Sorrentino

Ora tra i pastori firmati dal maestro Ferrigno ce n’è uno che reca le fattezze di un falegname speciale: Nerone, che 90 anni fa aprì sull’Arso una falegnameria, una bottega del legno. Quello dei pastori è solo uno dei tanti regali donati alla famiglia Sorrentino dai tantissimi presenti, mercoledì scorso alla festa per i 90 anni di attività, al Vecchio Carcere della Mandra.

Si sono radunati tutti lì gli amici, vecchi e nuovi, che hanno potuto ammirare vecchie fotografie in bianco e nero di quando questa storia, fatta di trucioli, estro e professionalità, è cominciata grazie a uno dei fautori della festa a mare agli scogli di Sant’Anna: il famoso Nerone, a cui è intitolato anche uno dei premi. “Sono passate quasi 24ore – scrive Giovangiuseppe – ci brillano ancora gli occhi per la splendida serata che abbiamo trascorso. Grazie davvero a tutti Voi che avete voluto renderci omaggio, partecipando alla nostra iniziativa.90 anni sono molti e abbiamo voluto festeggiare per rendere omaggio a tutti coloro che hanno fatto sì che arrivassimo ad oggi e soprattutto a colui che ha dato il via a questa splendida avventura: nonno Nerone.

È stato emozionante rendersi conto della stima e dell’affetto dei tanti che erano con noi ieri sera(mercoledindr), siamo felici di aver condiviso con voi tutta la nostra gioia”. Tra i tanti che hanno reso omaggio con la propria presenza alla famiglia Sorrentino anche il Sindaco Enzo Ferrandino che ha consegnato, a nome di tutta l’amministrazione, in gran parte rappresentata alla festa, una pergamena. “Stiamo festeggiando una famiglia autentica ischitana che, da sempre, è stata punto di riferimento per lo sviluppo socio economico della nostra comunità. 90 anni di attività significa tre generazioni di artigianato e falegnameria, attività che ha visto professionalità e passione, estro e tecnica e la capacità di mettersi al passo con i tempi.

Una famiglia che, dal punto di vista sociale, ha coltivato le nostre tradizioni più care, come la Festa a mare degli scogli di Sant’Anna che è strettamente legata alla figura di Nerone padre fondatore. Dopo di lui anche Carlo e Giovangiuseppe hanno dato linfa a una delle manifestazioni più belle del nostro territorio”.Era il 1966 che Nerone aprì alla Mandra la falegnameria, tre stanze accanto a Via Champault acquistate per 44000 lire. Aveva poco più che vent’anni e al suo fianco lavorava Pasquale suo fratello.Poi, sposò Giuseppina e arrivarono: Raffaele, Carlo, Lucia, Immacolata, Annamaria, Giannina e Gemma. Raffaele iniziò a lavorare a bottega che aveva 13 anni, Carlo ne aveva invece 8 quando mise mano al legno e oggi continua l’attività accanto a suo figlio Gionvangiuseppe.

Alla fesa al carcere c’è anche la Signora Lupoli che ricorda che, quando al falegnameria era all’ Arso, lei abitava poco più su. Nel ’67 si trasferirono a Via Leonardo Mazzella, dove Nerone acquistò un appezzamento di terreno. Nel ’72 Raffaele e i suoi figli iniziarono la lavorazionedegli infissi di plastica e alluminio, mentre Carlo ha continuato col legno. Nerone, chiamato così perché all’età di 6 anni contrasse una malattia che lo fece diventare molto scuro in volto, era un gran devoto di san Giovan Giuseppe e della Madonna dell’Addolorata. All’interno di una di quelle tre stanze acquistate all’Arso fu trovata, infatti, una statuetta di quella particolare Madonna sul cui volto comparvero dei nei, simbolo di grazie ricevute. Fu anche suo lo sforzo, insieme ai tanti emigrati in America, di costruire la Chiesa che insiste su Corso Vittoria Colonna dove ancora tanta è la devozione. Tra un brindisi e l’altro è stato Carlo, mercoledì scorso, a prendere la parola per ringraziare quanti accorsi e per augurarsi di festeggiare, ancora una volta tutti insieme, i 100 anni di attività.

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Foto Alessandro Ascione

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