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“I cittadini hanno bisogno di una politica onesta”

Rossella Lauro, la più giovane tra i politici procidani di oggi con un incarico di grande responsabilità, quello di Assessore ai Lavori Pubblici, alla Comunicazione e alle Politiche Giovanili. Dopo gli studi di economia civile a Taranto e il lavoro presso una Cooperativa sociale nella capitale è voluta ritornare a Procida per mettere a servizio della sua isola le competenze e l’esperienza maturata a Roma. Grazie anche  al suo impegno si è creato  un movimento giovanile che è stato uno dei motori trainanti de “La Procida che vorrei” e che oggi sostiene il suo incarico con passione  e determinazione. Le rivolgiamo alcune domande dopo questi primi sei mesi di impegno.

Nella storia di Procida sei la più giovane donna che affronta oggi il ruolo impegnativo di Assessore. Cosa hai provato i primi giorni in cui sei arrivata al Comune?

Ho provato una sensazione di confusione. L’immagine più ricorrente che ho condiviso con amici e parenti era quella di stare alla guida di una macchina che non funzionava al meglio e da far subito ripartire.

Da questa metafora si comprende che non deve essere stato facile l’approccio. Una sensazione non positiva, quindi? Di chi la responsabilità?

La situazione si presentava abbastanza complessa, ma, insieme ai miei colleghi, ho accettato la sfida, mi sono rimboccato le maniche ed ho cominciato a dedicare il mio tempo alla nuova  realtà. Studiare e conoscere,  a partire dalle piccole alle grandi cose. Incontrare i Responsabili e gli impiegati comunali, stabilire un buon rapporto con tutti loro e, posso dire che tutti mi si sono avvicinati con simpatia e disponibilità. Purtroppo devo constatare che chi ci ha preceduto non è riuscito a far funzionare  la macchina comunale come una vera a propria azienda: circostanza oggi essenziale per cercare di incidere sulle realtà locali.

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Nessuno avrebbe mai immaginato una giovane donna a capo di un settore strategico come quello dei lavori pubblici: hai trovato difficoltà?

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Per niente, in quanto sono stata accolta molto familiarmente dagli uffici e questo mi ha permesso di entrare nelle dinamiche dell’ufficio e mi sono resa subito conto che esso era sguarnito in quanto aveva solo 3 dipendenti per un carico di lavoro enorme. Per cui lo abbiamo potenziato  con altri 3 membri ed ora si lavora alacremente .

Quale è stato il primo impegno?

Quello di portare a completamento il progetto del Waterfront avviato dai precedenti amministratori. I lavori dovevano terminare  per dicembre 2015 ma a giugno, quando ci siamo insediati, non erano ancora cominciati, per cui c’è stato uno sforzo enorme per aprire i cantieri e non perdere quei finanziamenti. C’era da portare avanti il completamento del progetto metano, quello della fibra ottica, la pavimentazione a Marina Corricella… Ma, con l’impegno di tutta la Giunta abbiamo stretto i denti e siamo andati avanti ai fine di raggiungere l’obiettivo.

Ho poi allargato l’assessorato chiedendo aiuto ad alcuni volontari che si sono proposti in questi mesi. Inoltre, l’aiuto dei cittadini è stato importante per aggiustare il tiro e per controllare il lavoro nei cantieri.

Terminata questa fase ci dedicheremo  alla richiesta di nuovi finanziamenti per le nuove opere da realizzare, così come previsto nella nuova programmazione europea che è alle porte.

 

Quale è la tua visione d’insieme sui lavori pubblici da effettuare sull’isola?

La prima cosa che ho fatto, nel momento che mi veniva conferito questo assessorato, è stata quella di visitare minuziosamente tutte le strade dell’isola, le piazze, i quartieri, le strutture pubbliche per rendermi conto dello stato dei luoghi. Purtroppo, devo ammettere che si è sempre intervenuto in maniera frammentaria. Non è raro per esempio vedere una strada con interventi strutturali diversi, per cui è nata in me l’esigenza  di dare uniformità all’isola, nella scelta dei materiali, nel rispetto dei colori, nell’illuminazione… evitando interventi contrapposti e discontinui che possono solo danneggiare l’armonia ambientale, deturpando il volto di quest’isola che, per me, è la perla del Mediterraneo.

 

Sei ottimista nonostante abbiate trovato un Comune in “dissesto” dal punto di vista economico?

 

Questa parola “dissesto” terrorizza ancora, in realtà se esso venisse deliberato, il lavoro amministrativo non cambierebbe molto rispetto alla situazione attuale. A me dispiacerebbe tanto vedere il nostro Sindaco comportarsi da Commissario. Lui ha una visione della nostra isola che mi ha dato la forza di tornare a Procida e di credere in questo progetto. Purtroppo i tempi non sono ancora maturi per attivare il programma che durante la campagna elettorale abbiamo costruito con i procidani. Abbiamo ancora qualche piccola incombenza da risolvere… e stiamo attendendo una legge (di Stabilità) che potrebbe scongiurare definitivamente un eventuale dissesto.

Sono orgogliosa di questa Giunta che, nonostante tutto, sta lavorando e percorrendo qualsiasi strada per evitare il dissesto.

Sono contenta di avere dei Consiglieri di Maggioranza che si supportano a vicenda. Ogni proposta, ogni decisione, ogni scelta viene presa da persone che innanzitutto sono genitori di bambini piccoli e mirano al loro futuro. Questo per me è una garanzia.

Tutto ci dimostra che la società sta cambiando e oggi come dicono i  sociologi è il “momento della Rigenerazione”. Un concetto che tocca prima di tutto il cuore dell’uomo e che chiede di riscoprire i sentimenti, di portare allo scoperto i bisogni fondamentali quali la solidarietà, la sussidiarietà, il dialogo, il confronto onesto e leale, il rispetto delle idee, l’accettazione della diversità… Solo in questa Rigenerazione possiamo riscoprire, tutti insieme, il valore fondante di una città che è il bene comune. Anche l’economia sta riscoprendo l’esigenza della reciprocità, della condivisione e dello scambio dei beni.

Interessante questa tua idea della “rigenerazione”. Ma alla politica quale ruolo spetta in questo processo nuovo?

La politica deve essere a servizio di tutto questo e non di se stessa come è stato nel passato. Se osserviamo quello che spesso succede in Italia a vari livelli, c’è solo da spaventarsi. Possiamo ricominciare delle piccole realtà, dalle comunità locali e Procida si presta benissimo a questo esperimento.

Pensi che i procidani comprenderanno tutto questo? Comprenderanno questa visione nuova dell’impegno politico?

Lo comprenderanno se incontreranno una politica onesta, che non prende in giro la gente, che non tira il coniglio dal cilindro, che dice la verità sui fatti, che non nasconde niente e che si assume anche l’onere di diventare impopolare se le scelte  per il bene comune lo impongono. Per cui l’informazione continua ai cittadini è una scelta vitale. Noi vogliamo combattere questo sistema di falsa politica  purtroppo diffuso che per anni ha imprigionato i cittadini in un rapporto di dipendenza con l’amministrazione.

Dicevi che non c’era mai stato un Ufficio Stampa. Siete riusciti a crearlo?

Non avevamo né mezzi né strumenti né persone per cui, ricevuta la delega alla Comunicazione e Promozione territoriale mi sono dedicata alla costruzione di un sistema per informare,  ho dovuto inventare qualcosa che potesse nell’immediato supplire a tale mancanza. Grazie ad un gruppo di volontari esperti del settore comunicazione abbiamo creato uno staff aperto a chiunque senta di dare una collaborazione in tal senso, definendo un piano della comunicazione interna ed esterna che ha dato già i primi frutti: un altissimo numero di comunicati stampa e un portale di informazione del Comune (www.vivereprocida.it) per offrire online tutte le notizie in tempo reale. Ma questo è solo l’inizio: l’obiettivo è raggiungere tutti i cittadini. Posso dire che in pochi mesi siamo passati dal “silenzio stampa” all’informazione costante e “martellante” per il massimo coinvolgimento della cittadinanza.

Un’ultima domanda sulle Politiche Giovanili. E’ sicuramente una grossa novità che oggi esiste l’assessorato a tali politiche.

Se la politica non guarda al futuro, ossia ai giovani, è già morta in partenza. Mi sono orientata su due macro-are: la formazione dei giovani e la riduzione della disoccupazione. Avremo a breve l’apertura del progetto “Garanzia Giovani” che prevede un lavoro di sei mesi per ragazzi dai 15 ai 29 anni. E sarà per noi un grande aiuto, seppur limitato nel tempo. Settimanalmente con un gruppo di giovani ragioniamo sulla creazione di un centro di aggregazione. Il Comitato giovanile è orientato a costituire il Forum  dei Giovani. Stiamo elaborando il Regolamento  e a breve avranno anche una sede. Metteremo  al servizio dei giovani il capitale sociale di cui disponiamo. Abbiamo creato un contatto con l’assessorato alle politiche giovanili di Napoli, coordinato da  Alessandra Clemente, una giovanissima che ha perso la madre in un agguato di camorra e l’abbiamo invitata a Procida  per raccontarci la sua esperienza in un incontro pubblico.

Come vivrai questo tuo primo Natale da Assessore e quale augurio per i procidani?

La mia vita non è molto cambiata rispetto all’impegno e all’approccio che ho sempre avuto nella quotidianità. Negli ultimi due anni non ho avuto una stabilità, ogni mese era diverso dal precedente, le scelte sono state complesse e difficili. Le mie giornate a Roma le trascorrevo a lavoro e anche qui a Procida lascio poco tempo a me stessa e agli affetti. L’unica differenza è che prima svolgevo un compito di back office mentre oggi sono in prima linea, molto più esposta.

Il mio Natale quindi sarà caratterizzato dall’impegno nel trascorrere più tempo in casa, con la famiglia e gli amici che mi hanno data per dispersa e dalla chiusura dei lavori legati al progetto Waterfront con una bella inaugurazione che sto organizzando.

Ai procidani auguro un Natale ricco di emozioni e di calore, di vicinanza e di rispetto, di sguardi verso le nostre origini, di consapevolezza per il nostro presente e di sogni per il nostro futuro.

A cura della Redazione di “Vivere Procida”

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