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I dolci piaceri di Sant’Angelo

diMalinda Sassu

Bella da togliere il fiato, Sant’Angelo. Già quando inizi a vederla dall’alto e poi man mano che si scende giù, tra l’incanto e la magia di vicoli che accarezzano il mare e che si aprono ogni volta a mondi diversi, che siano casette colorate, eleganti ristoranti e raffinate boutiques. Oppure qualcosa di dolce, per esempio, un laboratorio di “cose buone”, di quelle che non t’aspetti che siano lì, dietro l’angolo, pronti alla tentazione. Una di quelle botteghe del gusto con la vetrina su strada, come le belle cose di una volta, che rapiscono gli occhi e i sensi, mostrando orgogliosamente gelati trionfanti e pasticcini, torte e delizie. Basta voltare l’angolo verso la famigerata Piazzetta e la scopri, la pasticceria diAldo e Amelia Girotto: dal nome felliniano che mantiene le sue promesse,Dolce è la vita. Dove ogni “dolcezza” regalata dall’arte del maestro Angelo Mantelli racconta una storia, anzi, un nome, celebrando una passione, quella di Aldo, per il grande Federico Fellini. Quando i tesori sono piccoli e nascosti diventano ancora più preziosi e scovarli aumenta quel piacere estremo di aver fatto una nuova esperienza di gusto. Un piacere così forte che solo i cacciatori di bontà sanno provare. Poco male, anzi ne è un valore aggiunto, il fatto che questo dolcissimo piccolo mondo antico sia la “ciliegina sulla torta” del cuore di Sant’Angelo, splendido borgo che, a detta di tutti, è il più bello dell’Isola. Una cornice meravigliosa e dalla struggente bellezza dei suoi panorami, di giorno e di notte, da ogni angolo la si guardi e questo fa sì che tutto abbia un “sapore” ancora più speciale. Perché tuffarsi nella seduzione della terrazza di legno di Dolce è la Vita, che guarda e quasi tocca il mare e seguire il proprio istinto per farsi coccolare da scie inebrianti di vaniglia e limone, non ha prezzo. O dirigere il proprio sguardo verso una parata di “piaceri ghiacciati” come il loro mitico gelato alle noci e fichi caramellati può creare dipendenza. E lasciarsi avvolgere dalle pieghe dolci e rassicuranti di una calda sfogliatella può farti dimenticare le amarezze della vita, anche se solo per un istante. Mentre un semplice, ma non troppo, drink al chiaro di luna può farti innamorare della vita quieta e placida di quest’antico borgo di pescatori. E allora ti rendi conto che ogni momento di una vacanza a Sant’Angelo è degno di essere chiamato tale, degno di essere assaporato, con gli occhi verso un tramonto e un’idea di “delizia al limone” dal profumo dolce e intenso. La Pasticceria Dolce è la Vita è la casa pensante della famiglia Girotto: il laboratorio d’idee di Aldo e Amelia che, con i figli Ezio ed Elisa, conservano l’eredità di un luogo d’altri tempi. Lo stesso locale che il papà di Amelia gestiva come circolo negli anni ’40, “quando le facce erano semplici e felici” come racconta il figlio Ezio, che poi divenne un ristorante e quindi pasticceria, nel 1988. Quasi trent’anni di tradizione. E di uova, latte, burro e farina. Un trionfo di bontà e bellezza che nasce dalle sapienti mani del maestro pasticcere Angelo Mantelli e dalle idee e sperimentazioni di tutta la famiglia: si va dai cornetti sfogliati a graffe succulenti per iniziare la giornata con un sorriso, passando alle paste mignon, torte e dessert al piatto per una sosta dolce e golosa; fino ai gelati e proposte salate di caldi rustici o seducenti zingare. Tutte creazioni originali, tutte ben studiate. Perché arte e pasticceria vanno a braccetto, sono un connubio che funziona e si sa quanto l’aspetto conti in questo campo. Sulla qualità non si transige: solo ingredienti del territorio, zucchero e farina sono italiani, così come il latte e la panna fresca e il rispetto delle stagioni che regalano i propri prodotti. Ciò significa dare importanza alla materia prima, scegliendo non solo ingredienti genuini ma, soprattutto, prediligendo i sapori veri. «Potremmo dire che le nostre vere specialità sono la freschezza e la qualità dei nostri prodotti,oltre alle idee e la voglia di aggiornarci continuamente» questa la filosofia raccontata da Ezio. Eppure, per essere una pasticceria di alto livello, bisogna saper dare ai clienti qualcosa in più, qualcosa che sia impossibile trovare altrove. Qui la bontà va di pari passo alla creatività perché la passione di Aldo per i film di Federico Fellini è alla base della sua fantasia; d’altronde, l’estro per la creazione di dolci deliziosi e innovativi, oltre ai gelati di cui è un super esperto, gli scorre nelle vene. Incuriosisce quel circo di sensi e seduzione nei sapori, come l’Otto e mezzo, pan di spagna farcito dalla delicatezza di ricotta e pera, ma arricchito di crema di pistacchio e mandorle. Ci si può lasciar stregare dalle dolcezze di un fellinianoDolce Vita, cannolo siciliano rivisitato nella sua mousse di panna e ricotta, impreziosito da fragoline di bosco e cioccolato fuso. Fa seguito un ricco dessert come l’Amarcordo la superbaGradisca,vezzosa tartina di pasta frolla con fondo di marmellata, crema pasticcera e fragoline. Lontani da ricordi felliniani ma ispirati sicuramente al concetto di opulenza del grande maestro riminese, si può optare per laCoppa Sant’Angeloa base di babà al limoncello e tre tipi diversi di gelato al limone o un cavallo di battaglia della premiata pasticceria, la crostatinaGioia mia, una culla di sfoglia, la stessa della sfogliatella classica, che racchiude cioccolato fuso, babà, crema chantilly, panna e fragoline. Come un piccolo scrigno che racchiude tanti gioielli, quella dei dolci e dei prodotti della tradizione, un’ode alle creme che sposano la frutta e incontrano il cioccolato per non lasciarsi mai più. Perché allora non cedere alle tentazioni? Basta venire a Sant’Angelo e farsi rapire dalle atmosfere della terrazza di Dolce è la Vita, prendere un pasticcino con la punta delle dita e, lentamente, assaggiarne una parte, lasciandosi conquistare dal suo sapore avvolgente. Gustare la dolcezza friabile di un cannolo o abbandonarsi alla tenerezza della crema pasticcera di un mignon alla frutta. E tra un drink e un tramonto mozzafiato, se ancora non pensate che questo sia il Paradiso, sappiate invece che ci siete andati molto ma molto vicino.

 

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