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I giovani ischitani tra i trentamila del corteo contro le mafie di Ponticelli

di Isabella Puca

Ischia – C’erano anche gli studenti ischitani tra i trentamila che ieri mattina hanno marciato per ricordare le vittime innocenti delle mafie, da via Argine fino a via Mario Palermo nel cuore del rione Conocal di Ponticelli, bunker del clan D’Amico. Ogni 21 marzo, infatti, primo giorno di primavera, “Libera” celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, perché in quel giorno di risveglio della natura, si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale. Anche quest’anno, così come accade dal 1996, è stato letto un elenco di circa novecento nomi di vittime innocenti. Tra questi anche il nome di Gaetano Montanino, la guardia giurata a cui è dedicato il presidio ischitano di Libera. Gaetano Montanino fu ucciso la notte del 4 agosto del 2009 durante una sparatoria avvenuta in piazza Mercato. Dei ragazzini tentarono di rubargli la pistola, ma lui si oppose perdendo così la vita. Con Egidio Ferrante, Filomena Sogliuzzo e un collettivo che si allarga sempre di più, trovando adesioni tra professionalità del mondo della scuola e non solo, lo scorso anno è stata accolta qui a Ischia la vedova Montanino con la quale è stato creato il presidio ischitano. Da due anni a questa parte grande è stato l’impegno di Libera che ha subito trovato nell’istituto Telese la sua casa; conferenze, manifestazioni che hanno visto coinvolti soprattutto i giovani dell’isola. Ieri mattina oltre ai ragazzi del Telese, a marciare, c’erano pure i ragazzi del liceo e delle istituto superiore “Anna Baldino” di Barano; gli studenti dell’istituto Capraro di Procida hanno partecipato a distanza leggendo, in contemporanea con Ponticelli, tutti i nomi delle vittime innocenti. «Forza, ragazzi! Siete il ‘luogo’ morale del cambiamento!», così su Facebook la dirigente delle scuole medie di Barano dott.ssa Mariarosaria Mazzella; anche nel suo istituto la lettura dei nomi delle vittime innocenti dopo una settimana dedicata alla riflessione sulla legalità tra cineforum, dibattiti, confronti costruttivi, ipertesti e prodotti creativi. “L’omertà è mafia” , “Non si può stare a guardare, siamo più forti. Il riscatto dipende da noi”, sono queste alcune delle frasi scritte dai ragazzi e portate in alto, su striscioni colorati, stretti tra le loro mani. Campeggiano frasi di Don Ciotti, Giancarlo Siani, Don Peppe Diana, figure dei nostri tempi che sono oggi un vero esempio per i più giovani che hanno deciso di sedersi tra i banchi della legalità. «La lotta alle mafie è un movimento che esiste e che destabilizza i clan.  Abbiamo bisogno dell’innocenza dei bambini per costruire ponti e della loro intelligenza per saper chiamare per nome il male che ci offende». Così dal palco Don Tonino Palmese di Libera. Sul palco ricreato a Ponticelli il procuratore generale Luigi Riello, il presidente della Fondazione Castel Capuano, Antonio Buonajuto, il capo della Procura per i minorenni, Maria de Luzenberger, il prefetto Carmela Pagano, il questore Antonio De Jesu, il comandante provinciale dei carabinierl Ubaldo De Monaco, il presidente distrettuale dell’associazione magistrati Pierpaolo Filippelli, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il presidente del coordinamento dei familiari delle vittime innocenti di camorra, Alfredo Avella; a lui è toccato iniziare a leggere i 944 nomi che resteranno impressi nella mente e nel cuore dei giovani ischitani. «E’ stata Giornata di sole in tutti i sensi quella di ieri – ha dichiarato Egidio Ferrante per Libera Ischia&Procida – emozionante e toccante stare vicino ai familiari delle vittime che aprivano il corteo come coordinamento regionale. Il momento di più grande pathos emotivo è stato durante la lettura di tytti i nomi delle vittime; più di 900. Ischia ha fatto la sua bella figura come l’anno scorso con gli studenti e il Presidio di Libera. Bandiere, striscioni e cartelloni per dire basta alle mafie».

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