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I mali della sanità in consiglio: ecco tutte le magagne sull’isola

di Gaetano Ferrandino

ISCHIA – Non c’è stato soltanto il riequilibrio di bilancio ad accendere i riflettori sul consiglio comunale svoltosi martedì sera nel palazzo municipale di via Iasolino a porto d’Ischia. Maggioranza ed opposizione, infatti, hanno discusso anche della situazione relativa alle carenze del settore sanitario sulla nostra isola, che peraltro hanno portato oltre tremila persone a scendere in piazza lo scorso 28 luglio con un corteo che ha attraversato Casamicciola e Lacco Ameno. I due schieramenti politici si sono presentati nella sala consiliare con due documenti preparati sui quali poi è stata fatta opportuna sintesi, soprattutto in considerazione del fatto che i punti cardine trattati erano pressappoco gli stessi.

Nella delibera approvata all’unanimità si ricorda che “i servizi sanitari sull’isola d’Ischia hanno fatto registrare negli ultimi anni un’amministrazione da parte dell’azienda sanitaria – troppo a lungo in forma straordinaria – del tutto inidonea ad affrontare in modo organico le esigenze di un’isola di oltre sessantamila abitanti residenti e di centinaia di migliaia di turisti che la affollano per sei mesi l’anno, un’isola che ha visto progressivamente ridursi i presidi di pronto soccorso, compromessi i servizi per la salute mentale, trasferire inopinatamente la SIR, ridursi progressivamente gli organici dell’ospedale Anna Rizzoli, subire i continui trasferimenti del personale infermieristico e paramedico, aggravarsi i problemi della struttura residenziale di Villa Mercede e che vede ora minacciate le già esigue risorse destinate alla Rianimazione ed alla Terapia Intensiva dell’ospedale Anna Rizzoli con grave pregiudizio per residenti e turisti”.

INSUFFICIENTI 67 POSTI LETTO, TROPPI SERVIZI DISLOCATI

Il documento scende poi nei dettagli occupandosi dell’ospedale Rizzoli si evidenzia che “sono presenti 67 posti letto del tutto insufficienti alla popolazione residente di oltre 60mila abitanti, dotazione che si rivela ancor più inidonea in considerazione dell’elevato numero di presenze ed un transito complessivo annuale di circa sei milioni di turisti” per poi ricordare che “il programmato ampliamento della struttura ospedaliera, mai realizzato, prevedeva la possibilità di accogliere fino a ottanta posti letto mediante la creazione di nuovi spazi per la dialisi con undici posti letto tecnici al fine di superare i disagi legati all’attuale dislocazione del servizio a 8 km nel Comune di Ischia, nonchè per l’oncologia, anch’esso dislocato a circa 10 km; l’ipotizzato intervento di ampliamento prevedeva altresì la realizzazione di una struttura di complessivi tre piani con utilizzo di un edificio adiacente da locare ed appartenente al Comune di Lacco Ameno da utilizzare per l’area CUP, gli ambulatori e gli uffici amministrativi”. Si mette poi il dito in un’altra piaga, quella cioè della dotazione organica, con il personale del Rizzoli che nell’ultimo periodo è diminuito addirittura di 17 unità tra infermieri, ostetriche ed altre figure professionali, la maggior parte a seguito di trasferimento ad altre sedi del continente senza adeguata sostituzione. Il risultato, ovviamente, è quello di ritrovarsi un organico del personale medico notevolmente sottodimensionato per quanto concerne il personale addetto al reparto di Medicina, Chirurgia, Anestesisti per rinuncia, dimissione, trasferimento o aspettativa.

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L’INTERMINABILE ELENCO DELLE CRITICITA’ SUL TERRITORIO

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Il consiglio comunale di Ischia nella sua interezza spiega anche che con riferimento al contesto territoriale “risultano altresì riscontrate le seguenti ulteriori criticità: necessità di implementare l’offerta assistenziale con ulteriori ore di specialistica ambulatoriale in relazione alle seguenti figure professionali e specialistiche: cardiologo, ortopedico, neurologo-elettrofisiologo, pneumologo e di specialistica convenzionata area Pediatria. Ma c’è dell’altro, la delibera infatti ricorda pure che “non è stato dato corso ad una reale integrazione tra ospedale e territorio che consenta una reale diminuzione di spese per i pazienti: assenza di PUA, assenza di assistenza domiciliare oncologica, assenza di personale infermieristico per  ambulatori dedicati con assegnazione di sufficienti unità di personale infermieristico per e di ostetriche per il materno-infantile. Gravi deficit presenta altresì l’assistenza riabilitativa, per la quale mai si è provveduto a sostituire il personale andato in quiescenza o trasferito, di tal che il servizio risente tuttora di lunghissime liste d’attesa già presso i centri accreditati. Urge il reclutamento di almeno due unità di logopedisti, due unità psicomotriesti, due fisioterapisti”. Impossibile un ritorno ed una maggiore sottolineatura sulle problematiche legate alla Salute Menale: “La compressione di tutti i servizi assistenziali legati alle patologie psichiatriche operata dissennatamente e contro il parere delle amministrazioni locali senza tener conto dell’elevato potenziale espresso dal territorio – continua la delibera – ha determinato gravi disagi ai pazienti psichiatrici che prima avevano un riferimento in Villa Orizzonte (poi Villa Stefania), SIR a media assistenza, e che dal 2015 non hanno potuto usufruire di analoghi servizi sul territorio isolano, risultando costretti ad un trasferimento forzato, con tutti i disagi per lo sradicamento del luogo di origine e dagli affetti familiari, presso strutture convenzionate della terraferma”. L’ultima chiosa, prima delle deduzioni finali, è riservata alla prevenzione ed a riguardo si legge che “il personale medico, veterinario e tecnico della prevenzione risulta gravemente insufficiente a garantire i servizi previsti per un territorio gravato altresì da un numero elevatissimo di strutture alberghiere e di ristorazione”.

LA RICHIESTA: ISCHIA SIA DICHIARATA ZONA DISAGIATA

Nella conclusione nella delibera si stabilisce “di rappresentare al Ministero della Salute, alla Regione Campania ed all’Asl Na 2 Nord, ciascuno per quanto di competenza, la necessità di intervenire nei modi e nelle forme che saranno valutate più opportune per risolvere le principali criticità riscontrate e adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire la tutela del diritto alla salute sull’isola d’Ischia; di rappresentare ai predetti enti la necessità di dichiarare l’isola d’Ischia ‘Zona Disagiata’ al fine di poter dare risposte straordinarie e tempestive alle emergenze evidenziate”. Il consiglio, inoltre, si serva di proporre azione in ogni sede come ente rappresentativo della comunità territoriale a tutela del diritto alla salute ed alla effettività dei servizi sanitari. L’ultima postilla è sicuramente la più interessante: al presidente del consiglio comunale Gianluca Trani è stato dato incarico

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