POLITICAPRIMO PIANO

I nuovi intrecci della politica isolana

Ecco come le sei amministrazioni e i protagonisti hanno indirizzato il loro voto alle recenti elezioni europee: ne escono indicazioni utili per rapporti di forza ed alleanze consolidate, appena iniziate e in chiave futura. Ma è chiaro che c’è chi esce vincitore e chi ridimensionato: abbiamo provato a fare il punto della situazione, ecco cosa ne scaturisce

Il voto europeo è andato in archivio e a distanza di ormai una settimana dal responso delle urne ci si può anche soffermare su un’analisi magari più lucida e approfondita di quello che è stato il termometro delle urne su scala locale. Partendo da un presupposto, che è quello del risultato conseguito dal sindaco di Casamicciola ed eurodeputato uscente Giosi Ferrandino che nella lista di Azione non è riuscito a conservare il seggio a Strasburgo. Colpa del partito di Calenda che non ha raggiunto la fatidica soglia del 4%, vero, ma è altrettanto indubbio che pure se quella soglia fosse stata raggiunta e superata, il primo cittadino termale sarebbe in ogni caso rimasto fuori dai giochi essendo arrivato secondo nella circoscrizione meridionale dietro Maurizio Pittella. La prima analisi non può che partire proprio da Ferrandino e dal suo risultato “double face”. L’ingegnere ha collezionato in sei Regioni italiane poco più di 21.000 voti, un terzo dei quali (7.100) conquistati sulla sola isola d’Ischia: quanto basta per farsi due conti e ragionare sul fatto che evidentemente al di là del mare è venuto meno qualcosa, anzi forse più di qualcosa. Ma anche per avere il quadro e la percezione netta che su scala isolana gli altri sindaci, quelli che per intenderci avevano idee diverse sul sostegno da garantire alle europee, non si sono messi di traverso né tantomeno hanno messo i bastoni tra le ruote al collega casamicciolese. Insomma, nessuna azione di disturbo né tantomeno entrate a gamba tesa, che certo avrebbero almeno sulla carta potuto rendere la vita più difficile a Giosi. Ma il responso delle urne potrebbe tornare utile anche a ridefinire una mappatura nuova e diversa della geipolitica isolana, anche nei singoli Comuni. Un’analisi che parte proprio analizzando “chi ha votato chi” per farsi un quadro esaustivo ed esauriente della situazione.

LE DIVISIONI FORIANE E LA SORPRESA DEL DEO

Il nostro viaggio parte da Forio, un Comune che in questo momento è alle prese con un azzeramento della giunta, un sindaco che non si è trovato con i conti nel momento in cui ha dato le indicazioni di voto ai suoi ed una serie di inchieste tra abusi edilizi e presunti (a questo punto nemmeno tanto) casi di incompatibilità ed ineleggibilità. E che l’amministrazione guidata da Stani Verde sia abbastanza eterogenea è confermato anche da come si sono mossi i protagonisti della vita politica all’ombra del Torrione. Gran parte della maggioranza era schierata con Fratelli d’Italia ma il candidato sponsorizzato da Verde ed abbinato a diverse quote rosa sparse tra i consiglieri non avrebbe ottenuto il risultato auspicato o che pare fosse stato promesso al coordinatore provinciale Michele Schiano di Visconti e questo avrebbe acuito frizioni interne già consolidate forse – secondo alcuni – accelerando anche il processo di azzeramento degli incarichi agli assessori. Davide Laezza e Nicola Monti invece hanno sostenuto il candidato del Pd, Lello Topo, risultato poi eletto, mentre Angela Albano e Michele Calise pare avessero promesso sostegno a Giosi Ferrandino prima di un improvviso dietro front perché – pare – richiamati all’ordine. Non è un caso che entrambi non fossero presenti alla manifestazione di chiusura della campagna elettorale che si è svolta presso la Torre di Michelangelo. A proposito, a Cartaromana c’era un’altra assenza illustre, quella dell’ex sindaco foriano Francesco Del Deo: quest’ultimo ha sposato la causa di Fratelli d’Italia sponsorizzando Ventola e seguendo le indicazioni della corrente che fa capo a Raffaele Fitto. Insomma, primo cittadino e leader della minoranza riuniti sotto la stessa bandiera, un certo effetto lo fa. Fedeli alla causa giosiana infine sono stati Mimmo Loffredo, Mario Savio, Franco Castagliuolo e Nino Savio.

BARANO E LACCO AMENO, TUTTO COME DA COPIONE

Tutto scontato invece in quel di Barano, dove il sindaco Dionigi Gaudioso, saldamente ancorato al tavolo del primo cittadino di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi, ha garantito il suo sostegno al Partito Democratico puntando tutte le sue fiches su De Caro, con l’obiettivo di dare un segnale importante al partito. Missione compiuta, con una candidatura che di fatto – come in molti altri casi – ha danneggiato e sottratto “ossigeno” (alias consensi) a Giosi Ferrandino che in assenza avrebbe potuto racimolare diverse preferenze in più. Ma la situazione nel Comune collinare rimane cristallizzata con Gaudioso che di fatto continua ad essere dominus incontrastato.

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A Lacco Ameno i numeri dicono che effettivamente il sostegno di Giacomo Pascale a favore del collega Ferrandino c’è stato, anche se non manca chi sostiene che tanto il primo cittadino quanto alcuni consiglieri della sua maggioranza si siano mossi ma senza pigiare più di tanto il piede sull’acceleratore. Voci di corridoio parlavano di un appoggio anche di Giacinto Calise, trasmigrato tra le fila della minoranza, ma c’è chi sostiene che l’impegno dello stimato pediatra sia stato decisamente al di sotto delle aspettative se non addirittura irrilevante.

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IL “DUELLO RUSTICANO” A ISCHIA

Particolarmente interessante ed intrigante la situazione di Ischia, dove di fatto l’amministrazione ha viaggiato su due direttrici. Una buona fetta, capitanata dal presidente del consiglio comunale Gianluca Trani, ha spinto su Giosi Ferrandino – e facendolo anche spingendo i motori al massimo, come testimonia il risultato portato a casa – ma non è mancato anche chi ha sposato la causa del Pd e dell’onnipresente Lello Topo: tra questi il sindaco Enzo Ferrandino e poi Luigi Di Vaia, Antonello Sorrentino, Ciro Ferrandino, Agostino Mazzella, Giovanni Sorrentino, la cugina Anna Ferrandino e a quanto é dato sapere Antonio Bambiniello che il Sindaco è riuscito a “cooptare” e arruolare tra i donatori di consensi per Lello Topo. Attenzione, l’assenza in questo elenco di Alessandro Migliaccio non è affatto una dimenticanza del cronista: quest’ultimo ha sposato la causa giosiana strizzando in parte l’occhio anche a Italia Viva su input dell’avvocato Tuccillo. Ma Ischia in queste europee è stato davvero un universo variegato e tutto da scoprire: Pasquale Balestriere (orfano di Marianna Boccanfuso la cui sorella Chiara é stata nel frattempo nominata da Giosi Ferrandino comandante della polizia municipale di Casamicciola e dunque non ha potuto che manifestare la sua riconoscenza) e Ida De Maio hanno invece giocato le loro carte su Fratelli d’Italia: avrebbe dovuto seguirli anche Antonio Mazzella, prima che il professionista tornasse all’ovile di Enzo Ferrandino come una buona pecorella smarrita. A quest’ultimo gruppetto si aggiungono Paolo Ferrandino, Ottorino Mattera e Luca Spignese. Fino alla vigilia del voto c’era chi giurava che Enzo Ferrandino non si sarebbe dato da fare per il collega di Casamicciola ed omonimo anche perché l’assessore regionale Lucia Fortini aveva dato le sue indicazioni chiare ed inequivocabili su Lello Topo, certa di avere un ascendente soprattutto per il grosso credito maturato per i finanziamenti arrivati per l’edilizia scolastica. Ebbene Enzo ha fatto il suo ma gli va riconosciuto di non avere ostacolato assolutamente Giosi, non intervenendo e frapponendo ostacoli nemmeno dove aveva facoltà o possibilità di farlo. E forse, sostiene qualcuno, riservando anche qualche “cadeau” all’ormai ex europarlamentare. Insomma, un comportamento ineccepibile ed all’insegna del politically correct.

SERRARA E CARUSO “DIVISO” TRA I DUE FERRANDINO

A Serrara Fontana il vicesindaco Rosario Caruso, indiscusso deus ex machina dell’amministrazione comunale guidata da Irene Iacono ha giurato fedeltà a Giosi Ferrandino con un endorsement non da poco a più riprese nel corso della recente campagna elettorale per le europee: il minimo sindacale, dirà qualcuno, visto gli incarichi ricevuti anche se molti sostengono che l’ingegnere abbia tenuto le marce basse. Perché? Semplice, per non andare a cozzare contro Enzo Ferrandino, che sta sempre pensando di nominarlo responsabile del Paesaggio al Comune di Ischia dove comunque ha già intanto lasciato il segno da professionista. Chi invece si è data da fare per la causa dell’ex eurodeputato è stata Tilde Trofa.

E A CASAMICCIOLA C’E’ UN UOMO SOLO AL COMANDO

Se proprio Giosi Ferrandino deve trovare una consolazione dalle recenti consultazioni elettorali, beh questa arriva senza dubbio dalla sua Casamicciola. Nella cittadina termale il sindaco ha conquistato oltre 2.200 voti e lui stesso aveva più volte dichiarato che non bisognava scendere sotto i 1.700-1800 per poter parlare di una buona performance: il risultato, insomma, è stato raggiunto. Ma il dato più emblematico è rappresentato dal fatto che in questo momento storico su suolo casamicciolese Giosi sembra davvero non avere rivali. Tutti i consiglieri di maggioranza hanno tirato la carretta, anche la stessa Annalisa Iaccarino che pure in ordine di tempo era l’ultima ad essere entrata in amministrazione. Il resto è davvero fuffa. Peppe Silvitelli ha cercato fino alla fine di approdare alla corte di Ferrandino, poi quando ha capito che non era aria (il veto posto da Ignazio Barbieri in tal senso era un muro invalicabile, al netto delle considerazioni fatte dallo stesso primo cittadino) ha cercato la prova di muscoli con Fratelli d’Italia con il suo cavallo, l’onnipresente Ventola, che si è fermato a meno di 100 preferenze. Così come assolutamente impalpabili sono state le performances di Forza Italia e Lega, che pure hanno a Casamicciola i loro coordinatori isolani, ossia Giovan Battista Castagna e Vitale Pitone. La morale è una, sola e chiara: nella cittadina termale c’è un uomo solo al comando, almeno per adesso.

I NUOVI RAPPORTI DI FORZA, GLI INTRECCI, LE ALLEANZE

Fin qui la mappatura del recente voto europeo, ma alla luce di quanto esposto come cambiano gli equilibri nella geopolitica ischitana in termini di rapporti di forza, intrecci ed alleanze? Il Comune d’Ischia, ad una prima occhiata, si è posto in una posizione chiara, quella della vicinanza all’assessore Lucia Fortini che significa assumere una collocazione netta e indiscutibile. Sulla carta esce bene Forio, che se non altro rafforza l’asse con alcuni altri sindaci dopo che pareva dovesse essere relegato in una condizione di “splendido isolamento”. Ma senza dubbio il dato elettorale rafforza e cristallizza la posizione del primo cittadino baranese Dionigi Gaudioso, che non è più soltanto un “figlio d’arte” della politica locale ma anzi è proiettato verso scenari importanti nel panorama regionale, essendo divenuto in poco tempo uomo di fiducia ed uno dei punti di riferimento dell’armata guidata dal consigliere regionale Massimiliano Manfredi (cognome con cui evidentemente lega per davvero, ndr): non solo, il suo candidato ha sfondato la soglia delle 400.000 preferenze, e scusate se è poco. In Città Metropolitana la sua delega alla Viabilità gli ha creato notevole visibilità su scala campana oltre ad una fitta e significativa rete di contatti. Tutto sommato è lecito sostenere che si rafforza l’asse tra Pascale e Giosi Ferrandino (che approfitta anche dell’appuntamento elettorale per avvicinare la sua amministrazione a quella di Serrara Fontana), mentre l’altro Ferrandino, Enzo, con le sue scelte di campo si allontana ancor di più da Barano.

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