I “proiettili”, Luna Rossa e Napoli e Ischia che non aspettano più

DI GIOVANNANGELO DE ANGELIS
C’è un momento, nel primo mattino di luglio sul lungomare di Napoli, in cui la luce radente del Vesuvio taglia il Golfo in diagonale e il vento leggero da nord-est arriccia appena la superficie dell’acqua davanti a Castel dell’Ovo. È in quel momento, all’alba di luglio 2026, che lo scafo bianco e rosso di Luna Rossa ha posato i suoi foil su queste acque per la prima volta. La barca che il team chiama Silver Bullet — il proiettile d’argento — sta per arrivare, intanto la sorella minore ha già lasciato la Sardegna dietro le spalle. Ha già vinto la Regata Preliminare di Cagliari a maggio, con Peter Burling e Ruggero Tita a dominare la flotta in grande stile. E ora è qui, nel Golfo che sarà il teatro della sfida vera. Il primo allenamento al largo di Castel dell’Ovo è arrivato pochi giorni fa, con i due AC40 — gli stessi scafi con cui si è trionfato a Cagliari — che hanno solcato per la prima volta le acque della venue ufficiale. Max Sirena, Amministratore Delegato del team, non ha nascosto l’emozione: “Si tratta di un momento molto importante dal punto di vista sportivo e di forte significato simbolico. Navigare per la prima volta nelle acque di Napoli con i due AC40 a poco meno di un anno dall’inizio delle regate rappresenta una pietra miliare per il nostro team. Oltre a questo c’è anche l’aspetto psicologico: l’emozione di trovarci nella venue ufficiale dell’evento, il piacere di navigare nel golfo di Napoli e quello di respirare il calore di questa splendida città, sono indescrivibili”. Peter Burling, al timone, ha aggiunto: “Abbiamo ricevuto un’accoglienza straordinaria. Siamo davvero entusiasti di regatare per la prima volta a Napoli, un posto così bello. Non vediamo l’ora di iniziare a conoscere questo luogo”.


Nel frattempo, a Bagnoli, il mondo si sta riorganizzando attorno a questa sfida. Sul lungomare della colmata è in corso un sistema di cantieri molto complesso: ci sono giorni in cui lavorano contemporaneamente mille persone, e i team stanno iniziando a montare i propri hangar. Al centro di ogni struttura si trova l’hangar principale, pensato per il ricovero delle imbarcazioni e per tutte le operazioni di movimentazione, compresa la gestione dell’albero in carbonio e delle vele. Per le preregate di settembre, in ogni caso, i team faranno base all’isolotto di Nisida, di fronte a Bagnoli, in attesa di poter utilizzare pienamente l’area del villaggio che sarà completata in autunno. Un’isola che guarda un’altra isola, in un Golfo che si prepara a diventare il centro del mondo della vela. Le date sono fissate. Dal 24 al 27 settembre 2026 si disputerà nel Golfo di Napoli la Louis Vuitton 38ª America’s Cup Preliminary Regatta: giovedì 24 la giornata di prove ufficiali, venerdì e sabato fino a tre regate di flotta ciascuno, domenica le ultime due prove e il match race finale tra i due migliori team. Il Race Village sarà il cuore pulsante della manifestazione, dislocato lungo Rotonda Diaz, con dock-out show, presentazioni dei velisti e maxi schermi sull’acqua. L’ingresso è gratuito. E poi c’è il Golfo. E all’orizzonte del Golfo, inconfondibile nella foschia del pomeriggio, c’è Ischia. Per chi vive su quest’isola, per chi conosce ogni vento di queste acque — la tramontana che scende secca dai Campi Flegrei, il libeccio che arrotonda le onde sotto Punta Imperatore, le bonacce di agosto che sembrano voler fermare il tempo — non è più una questione di attesa. Le aree intorno al campo di regata nel Golfo di Napoli saranno aperte a yacht e piccole imbarcazioni. Chi ha una barca e conosce queste acque avrà il privilegio di trovarsi lì, in mezzo, mentre il futuro della vela mondiale si dispiega su acque familiari. Mancano settantasette giorni. Il vento del Golfo di Napoli sta già soffiando sulle vele di Luna Rossa. E da Ischia lo stiamo guardando fare. Adesso tocca a noi farci trovare pronti.
FOTO LUNA ROSSA




