LE OPINIONI

I ricordi dell’ex sindaco di Ischia Peppe Brandi: «Una volta ci si accontentava di poco, ora si cerca il superfluo»

Molto significative sono state le parole di Peppe Brandi, ex sindaco di Ischia: «Io sono nato negli anni ’40 del secolo scorso e chiaramente le condizioni di vita dell’epoca erano completamente diverse da quelle di oggi. Quando ero bambino c’era il Dopoguerra e il mio ricordo del Natale è veramente struggente. Ci si accontentava di noci, nocciole, fichi secchi e altre prelibatezze di questo tipo perché non c’erano grosse possibilità economiche, anzi. Non c’era Babbo Natale perché nella mentalità e nella cultura di quel tempo non esisteva ancora e poi non c’erano tutti quei beni materiali e i regali che oggi, invece, caratterizzano questa festività. La vita era difficile e bisognava fare i conti con le macerie causate dal secondo conflitto mondiale». Ha continuato, riportando alla mente altri ricordi che oggi dovrebbero farci riflettere: «Il sanguinaccio e il miele del Testaccio erano altre leccornie di cui si godeva a Natale e, in generale, ci si accontentava di quello che c’era. Era indubbiamente una festività povera, ma si era feliciperché si viveva in modo autentico il senso del Natale. Il sacerdote dell’epoca guidava i nostri passi nell’azione cattolica e nel sagrato della chiesa si stava tutti insieme per rimarcare l’importanza di questa giornata. Si viveva un Natale ricco di valori, ma povero di regali». Ha concluso facendo un confronto con i giorni nostri: «Noi vivevamo in povertà, ma in letizia ed eravamo davvero contenti quando arrivava il 25 dicembre perché era una grande festa da vivere in compagnia di amici e parenti. Ci si voleva molto bene, c’era un clima familiare tra tutti e i valori dell’amicizia e dell’amore erano tangibili. Oggi purtroppo il Natale è una festività consumistica in cuiil denaro e il materialismo sono i principali aspetti a cui si guarda. I ragazzi hanno tutto, ma non so se sono davvero felici come lo eravamo noi».

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