CRONACAPRIMO PIANO

I rifiuti in terraferma con una nave del CISI

Dopo la denuncia del sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, appare giunta al punto di non ritorno la politica monopolistica del Co.Tra.Sir e le sue manchevolezze. E così…

L’ira funesta del sindaco di Casamcciola Terme, Giovan Battista Castagna, che si è scagliato in maniera furente contro il Co.Tra.Sir – consorzio che si occupa del trasporto via mare dei rifiuti in terraferma, quando la cosa gli riesce almeno negli ultimi tempi – è servita a muovere acque che sembravano oggettivamente troppo chete, considerato lo stato di cose al quale si stava assistendo da tempo.

Un consorzio che, una volta fatta “sintesi” e ripristinato il monopolio nel settore, aveva ed ha tuttora ingiustificatamente raddoppiato le tariffe per singola tratta, causando un aumento ingiustificato e verosimilmente non sopportabile dei costi alle aziende che svolgono il servizio nei Comuni dell’isola d’Ischia. A questo bisogna aggiungere il fatto che, nonostante tariffe così esorbitanti, si deve pure fare i conti con mezzi vetusti che non riescono a raggiungere la terraferma appena il mare non è “forza zero” e che secondo alcune indiscrezioni si muovono a fatica per oggettive carenze strutturali. La durissima missiva spedita da Castagna a Prefetto e Procura della Repubblica apre però uno squarcio anche perché il primo cittadino termale non soltanto è stanco di dover subire questo stato di cose, ma è ancor più adirato di doverle sopportare anche per gli altri Comuni isolani. La presenza costante e continua di camion della Nettezza Urbana extra casamicciolesi che a volte, a causa di partenze ritardate o soppresse, restano ore ed ore nell’area portuale, non è certo il più piacevole dei biglietti da visita. Ecco perché la decisione di emettere un’ordinanza sindacale e vietare il transito ai camion della monnezza, se le cose non dovessero cambiare, ha cambiato la prospettiva dalla quale adesso tutti i sindaci devono necessariamente guardare le cose. E la questione.

In un incontro i sindaci hanno ventilato l’ipotesi che il consorzio possa acquistare un mezzo di trasporto marittimo per svolgere il servizio senza dipendere più da terzi, ma c’è il nodo legato alla revoca della liquidazione dell’Evi. Ma Francesco Del Deo ha pronto anche il suggestivo “Piano B”

E allora ecco che nei prossimi giorni potrebbe esserci un nuovo summit tra i sindaci dell’isola d’Ischia per rimettere in piedi un progetto del quale peraltro si è parlato già un paio di settimane fa e che resta attualissimo. Un’idea di quelle “spiazzanti”, che avrebbe lo strabiliante effetto di riuscire a fare in modo di rendere i Comuni isolani padroni del proprio destino in questo particolare settore tagliando fuori definitivamente un monopolio che adesso ha davvero esagerato nello sfidare le leggi della logica e del buonsenso “strozzando” le municipalità e le aziende partecipate o private che svolgono il servizio di raccolta rifiuti. Il CISI sarebbe il soggetto incaricato di acquistare una nave traghetto che avrebbe lo specifico compito di trasportare i rsu in terraferma. Si tratta di un soggetto giuridico, consorzio tra i Comuni, che sarebbe anche strutturalmente attrezzatissimo alla bisogna ed a svolgere un ruolo del genere. Quando i primi cittadini ne hanno parlato, la soluzione non è stata assolutamente esclusa a priori, anzi è stata ritenuta decisamente praticabile come strada. Pur con tutte le precauzioni del caso, legate soprattutto alle tempistiche. Per poter procedere a un investimento del genere – e come anche un profano capirà certo non parliamo di quattro spiccioli – occorre però portare a compimento anche un’operazione di natura contabile finanziaria allo stato dell’arte non ancora perfezionata e ci riferiamo alla revoca dello stato di liquidazione in cui versa attualmente l’Evi. Operazione che, detto per inciso, dopo essere sembrata a un passo qualche mese fa allo stato dell’arte sembra essersi almeno temporaneamente “arenatas”: insomma, a meno che non lo sappiano i protagonisti della vita politica isolana e lo ritengano un “segreto” da custodire gelosamente, non ci sono certezze sui tempi in cui l’ente potrebbe uscire dalla liquidazione. E questo potrebbe rappresentare un ostacolo perché a meno che il Co.Tra.Sir non si riduca a più miti pretese, l’impressione è che bisogna mettere il piede sull’acceleratore per far calare il sipario su questa faccenda.

Ma attenzione perché negli ultimi giorni è rimbalzata con una certa insistenza una notizia dal versante foriano dell’isola. Il sindaco Francesco Del Deo, passato armatoriale tra l’altro anche all’Isola d’Elba – si sarebbe fatto venire la classica “pazza idea”. Il primo cittadino avrebbe chiesto informazioni ad alcuni funzionari comunali ed almeno ad un professionista esterno sulle procedure da mettere in atto per fare in modo che la nave tanto agognata – saltasse la questione CISI – possa essere acquistata direttamente dal Comune di Forio. Un’ipotesi, questa, che sia pure a bassa voce è “trapelata” anche nella mattinata di ieri all’esterno della Chiesa di Santa Maria Visitapoveri, dove era in programma un convegno al quale oltre a Francesco Del Deo hanno partecipato diversi esponenti dell’attuale amministrazione comunale. Resterebbe da capire, volendo dare per ipotizzabile uno scenario del genere, in che maniera poi dal Comune del Torrione riuscirebbero a coinvolgere eventualmente anche le altre cinque realtà locali presenti sul territorio. Ma questo, allo stato dell’arte, sembra più che altro un “piano B” che per adesso ha come elemento fondante soprattutto la suggestione. Volendo guardare ai prossimi giorni, evidentemente, è chiaro che ci si aspetta di capire quali risultanze avrà la nota firmata dal sindaco Giovan Battista Castagna e se la Prefettura chiamerà tutte le parti in causa attorno a un tavolo. Ci sono tante cose da chiarire, soprattutto il motivo delle tariffe marittime raddoppiate. E non vorremmo essere nei panni di chi dovrà dare una spiegazione. Servirà davvero un notevole sforzo di fantasia.

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Un commento

  1. Perché non si parla anche dell’ingiustificato aumento sul prezzo della benzina sull’isola rispetto a Napoli per colpa del trasporto marittimo

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