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CRONACA

I sindaci strizzano l’occhio all’aumento della tassa di soggiorno

L'eventuale rincaro del balzello non sarebbe scartato a priori. Tra chi ritiene che l’imposta vada bene così com’è e chi apre le porte alla possibilità di aumento, ecco cosa pensano i primi cittadini isolani e non solo

In questi giorni l’argomento infiamma la discussione tra gli addetti ai lavori del settore turistico. Si parla di tassa di soggiorno e c’è l’idea di aumentarla. In alcune città si pensa addirittura di raddoppiarla, si tratta di quelle mete che possono contare su un numero di presenze turistiche sul territorio 20 volte superiore rispetto al numero di residenti. I Comuni che attraggono numeri importanti nel campo del turismo potrebbero così ottenere la possibilità di aumentare la tassa di soggiorno, con un duplice vantaggio, diminuire il numero di turisti dalle possibilità economiche esigue che quindi subirebbero un forte disincentivo ad alloggiare in luoghi che richiedono tasse di soggiorno molto alte, in più la possibilità di vedere entrare nelle casse del Comune una quantità di denaro utile alle mille necessità che ogni amministrazione deve fronteggiare.

Un aumento comunque non obbligatorio. Rimarrebbe una facoltà di scelta concessa a ogni singolo primo cittadino. E a Ischia? Come si comporterebbero i primi cittadini dell’isola se potessero aumentare la soglia della tassa di soggiorno? Rischierebbero l’impopolarità di aumentare il balzello che in teoria servirebbe a finanziare attività legate necessariamente al mondo del turismo, o lascerebbero la tariffa immutata, così da non rischiare di deteriorare il flusso turistico verso le ambite mete ischitane?

Per Rosario Caruso, primo cittadino di Serrara Fontana, la discussione è vuota di contenuti effettivi.” In questi giorni la possibilità di aumentare la tassa di soggiorno non è stata mai dibattuta, non era all’ordine del giorno e non è nemmeno nelle idee future. Francamente ritengo che si stia parlando di un argomento che non ha alcun fondamento. La tassa di soggiorno attuale è sufficiente. Non c’è alcun bisogno di aumentare l’onere per i nostri ospiti e soprattutto, ripeto, non c’è alcuna discussione in atto che potrebbe portare verso questo paventato aumento”.

“Non posso che tirare un sospiro di sollievo nel constatare che l’aumento della tassa di soggiorno non riguarderà la nostra isola – commenta Luca D’Ambra presidente di Federalberghi Ischia.- Pensare di far pagare anche 10 euro al giorno a persona agli ospiti che scelgono la nostra isola significherebbe un rincaro di anche 40 euro al giorno a famiglia per chi decide di pernottare a Ischia. Ciò ci obbligherebbe a investire molto di più nella promozione del territorio per convincere i turisti a sceglierci nonostante l’aumento della tassa. Sarebbe un vero disastro conclude Luca D’Ambra”.

Meno drastico Giovan Battista Castagna, primo cittadino di Casamicciola Terme. “Non dobbiamo demonizzare la tassa di soggiorno. Consente ai comuni di poter fare affidamento su un tesoretto utile per migliorare e abbellire il territorio. Soldi che possiamo investire nel verde, nel rifacimento delle strade e in tutti quegli interventi che aiutano a tenere il territorio sempre pulito e accogliente. Detto ciò – aggiunge Castagna – non sono contrario a un eventuale aumento della tassa di soggiorno. Alla luce del cambiamento delle abitudini dei nostri ospiti, che ormai pernottano sull’isola per pochi giorni, un piccolo aumento sulla tassa non andrebbe a pesare molto sulla spesa totale della vacanza. Ma al di là di tutto ogni ragionamento nel nostro comune, vessato dal terremoto, va necessariamente subordinato proprio alle conseguenze del sisma sulla nostra economia turistica”. Aumentare la tassa? Risulterebbe inevitabile se dal Governo dovessero venire meno finanziamenti vitali per il bilancio al territorio. Questo il pensiero di Enzo Ferrandino, primo cittadino di Ischia che ricorda quanto siano fondamentali quei soldi provenienti dai flussi turistici per sopperire alle mancanze che spesso preoccupano i bilanci del comune, ad esempio degli introiti delle tasse sulla spazzatura che spesso arrivano in ritardo nelle casse del comune a causa delle difficoltà di alcuni alberghi. “Certo – ha aggiunto il primo cittadino – bisognerebbe valutare quanto un aumento della tassa di soggiorno influirebbe sui flussi turistici, ma nel corso degli ultimi anni – conclude il sindaco di Ischia – non abbiamo notato significative oscillazioni al ribasso riconducibili all’istituzione della tassa di soggiorno.’

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