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I siti reali patrimonio dell’Unesco, ma manca Palazzo D’Avalos

Di Guglielmo Taliercio

PROCIDA – Lo scorso anno l’Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche Onlus, ha inviato un appello-proposta (che di seguito riportiamo) alla Commissione Italiana per l’UNESCO  per inserire le residenze borboniche nel Patrimonio dell’Umanità.
“Ill.mo Sig. Presidente Prof. Giovanni PUGLISI, l’Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche Onlus da quasi 10 anni è impegnata nella tutela e valorizzazione del circuito storico dei siti borbonici di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, attraverso attività di tipo culturale, sociale ed istituzionale e in collaborazione con cittadini, enti ed organizzazioni. Diversi sono i riconoscimenti e gli encomi che in più occasioni la nostra Onlus ha ricevuto, tra cui, più volte, quelli della Presidenza della Repubblica, del Senato e della Camera.
A partire dall’anno scorso l’Associazione ha anche istituito un Premio che si propone di sostenere il percorso di studi di giovani meridionali e promuovere l’identità del Sud Italia nel suo insieme a partire dai complessi monumentali e ambientali borbonici.
Lo scorso anno, inoltre, abbiamo contribuito alla definizione di specifici atti normativi del Governo Letta/Bray a favore delle residenze borboniche, inseriti nel provvedimento legislativo “Valore Cultura”, che attende ora l’applicazione dal nuovo Governo Renzi/Franceschini.
Con il fine principale, dunque, ma non esclusivo, di far conoscere al mondo intero nel suo insieme lo straordinario unicum storico, culturale e paesaggistico del sistema dei Siti Reali e delle Residenze Borboniche di Napoli e del Sud Italia, con la presente Le trasmettiamo, ai sensi della procedura di candidatura nazionale (del 6.05.2011), la proposta di candidatura del Sistema delle Residenze Borboniche tra i siti della Lista del Patrimonio Mondiale culturale e naturale dell’UNESCO.
In particolare, come indicato nel documento allegato, riteniamo che si possa considerare tale candidatura come un ampliamento del riconoscimento già attributo nel 1997 al sito UNESCO casertano (Reggia/Acquedotto/San Leucio) verso le altre Residenze Borboniche del Sud, frutto del comune progetto che ispirò la corte borbonica tra Settecento e primo Ottocento.
Disponibili per ulteriori approfondimenti, restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro.

sistema delle residenze borboniche, patrimonio dell’umanità (proposta-elenco cronologico): Palazzo Reale di Napoli; Reggia di Capodimonte; Reggia di Portici; Reggia di Caserta; Real Albergo dei Poveri; Reggia di Persano; Acquedotto Carolino; Reggia di Quisisana; Belvedere di San Leucio; Casina al Fusaro; Reggia di Carditello; Real Villa della Favorita; Palazzina Cinese; Palazzo Reale di Ficuzza”.

Sin qui la lettera dell’Associazione anche se, scorrendo l’elenco riportato, tra gli altri, si nota l’assenza del Palazzo d’Avalos di Procida ed è ovvio che nasca la domanda: perché?

 

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