CULTURA & SOCIETA'

IERI GIORNATA DELL’ASPERSIONE DELLE CENERI, OSSERVATO NELLE CHIESE ISOLANE IL SACRO RITO DEL PENTIMENTO: LA SOLENNITA’ DELLA CERIMONIA CON VESCOVO E CLERO ISOLANO RIMANE SOLO UN NOSTALGICO RICORDO DI FEDE

IL MERCOLEDI’ (PASSATO) DELLE CENERI – QUANDO IL VESCOVO di ISCHIA DEL TEMPO, LAGNESE, OGGI ALLA DIOCESI DI CASERTA. PRONUNCIO’ LE SEGUENTI STORICHE PAROLE : “FRATELLI AIUTATECI A VIVERE BENE, COME SACERDOTI, QUESTO TEMPO QUARESIMALE, CON LA VOSTRA PREGHIERA, CON IL VOSTRO ESEMPIO, CON LA VOSTRA TESTIMONIANZA, AIUTATECI A RENDERE PRESENTE COLUI CHE CI HA CHIAMATO ALLA NOSTRA MISSIONE SACERDOTALE, COLORO CHE SI CHINANO SULLE FERITE DEGLI UOMINI E DELLE DONNE PER DIRE LORO CONCRETAMENTE: IL SIGNORE NON SI È STANCATO DI NOI” - IERI NELLE CHIESE DELL’ISOLA COME NELLA CHIESA DELLO SPIRITO SANTO AD ISCHIA PONTE CHE IN PRATICA SOSTITUISCE LA CATTEDRALE CHIUSA, HA AVUTO LUOGO L’ASPERSIONE DELLE CENERI SUL CAPO CON LA PARTECIPAZIONE DI NUMEROSI FEDELI. IN PRATICA AVENDO IERI TUTTA L’ISOLA DETTO ADDIO AI BAGORDI DEL CARNEVALE, IL MERCOLEDÌ DELLE CENERI PORTA IL PERIODO DI DIGIUNO E PENITENZA E LA VIA CRUCIS CHE PRECEDE LA PASQUA.L MERCOLEDÌ DELLE CENERI PORTA IL PERIODO DI DIGIUNO E PENITENZA E LA VIA CRUCIS CHE PRECEDE LA PASQUA

La dinamica delle date liturgiche relative ad eventi celebrativi di fede popolare a volte si accavallono e coincidono a sorpresi . E‘ il caso della giornata delle Ceneri che è stata celebrata ieri nello stesso giorno in cui si è festeggiato San Valentino, esattamente un giorno dopo a quello dell’ultima d,i Carnevale. Quando la mattina del Mercoledì delle Ceneri il Vescovo di Ischia, da Parodi a Pagano, da Strofaldi a Lagnese, nella Cattedrale di Ischia Ponte, affollata di sacerdoti e parrocchiani, rinnovava il secolare rito dell’imposizione delle ceneri , una celebrazione di profonda suggestione e vivo trasporto spirituale con cui la Chiesa entra nel tempo liturgico della Quaresima.

La cerimonia, era molto attesa fra i fedeli della chiesa locale, perché oltre ad aprire il ciclo dei tanti riti che portano alla nuova Settimana Santa che incomincia lunedì 25 marzo e si conclude il giorno di Pasqua che quest’anno 2024 cade il 31 marzo prossimo, ossia fra 45 giorni, predispone l’animo di tutti all’avvicinarsi della buona stagione che abbiamo d’avanti. Sono ricordi piacevoli legati ad appuntamenti attesi che il cattolico cristiano ischitano vede progressivamente scomparire o ridimensionati a cui è tradizionalmente abituato e per giunta nella sede di sua abituale frequentazione. Ma il rito delle ceneri esiste e viene osservato regolarmente. Ieri nelle chiese dell’isola come nella chiesa dello Spirito Santo ad Ischia Ponte che in pratica sostituisce la Cattedrale chiusa, ha avuto luogo l’aspersione delle ceneri sul capo con la partecipazione di numerosi fedeli. In pratica avendo ieri tutta l’isola detto addio ai bagordi del Carnevale, il mercoledì delle ceneri porta il periodo di digiuno e penitenza e la Via Crucis che precede la Pasqua. In proposito le regole liturgiche parlano chiaro. Esse sono attese al varco dell’osservanza senza riserve per rimanere degni del Signore in questo tempo di quaresima e manifestarsi nel sacrificio della rinuncia con il digiuno di contorno il suo significato cattolico e cristiano. Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa sulle nostre teste, al quale noi ci sottomettiamo umilmente in risposta alla parola di Dio.

Al di là del senso che queste usanze hanno avuto nella storia delle religioni, il cristiano le adotta in continuità con le pratiche espiatorie dell’Antico Testamento, come un “simbolo austero” del nostro cammino spirituale, lungo tutta la Quaresima, e per riconoscere che il nostro corpo, formato dalla polvere, ritornerà tale, come un sacrificio reso al Dio della vita in unione con la morte del suo Figlio Unigenito. È per questo che il mercoledì delle Ceneri osservato ieri, così come il resto della Quaresima, non ha senso di per sé, ma ci riporta all’evento della Risurrezione di Gesù, che noi celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i nostri corpi saranno trasformati come il suo. Il mercoledì delle ceneri che sono state asperse ieri sul capo di tutti i presenti nelle chiese parrocchiali dell’isola, è stata anche l’occasione per ricordare le parole di insegnamento di Sant’Agostino: «Il cristiano anche negli altri tempi dell’anno deve essere fervoroso nelle preghiere, nei digiuni e nelle elemosine. Tuttavia questo tempo solenne deve stimolare anche coloro che negli altri giorni sono pigri in queste cose. Ma anche quelli che negli altri giorni sono solleciti nel fare queste opere buone, ora le debbono compiere con più fervore. La vita che trascorriamo in questo mondo è il tempo della nostra umiltà ed è simboleggiata da questi giorni nei quali il Cristo Signore, il quale ha sofferto morendo per noi una volta per sempre, sembra che ritorni ogni anno a soffrire. Infatti ciò che è stato fatto una sola volta per sempre, perché la nostra vita si rinnovasse, lo si celebra tutti gli anni per richiamarlo alla memoria.

Se pertanto dobbiamo essere umili di cuore con tutta la forza di una pietà assolutamente verace per tutto il tempo di questo nostro pellegrinaggio, durante il quale viviamo in mezzo a tentazioni: quanto più dobbiamo esserlo in questi giorni nei quali non solo, vivendo, stiamo trascorrendo questo tempo della nostra umiltà, ma lo simboleggiamo anche con un’apposita celebrazione? L’umiltà di Cristo ci ha insegnato ad essere umili: nella morte infatti si sottomise ai peccatori; la glorificazione di Cristo glorifica anche noi: con la risurrezione infatti ha preceduto i suoi fedeli. Se noi siamo morti con lui ‒ dice l’Apostolo ‒ vivremo pure con lui; se perseveriamo, regneremo anche insieme con lui”. Il Figlio di Dio digiunò, cacciò le tentazioni di Satana e subì la Passione e la Morte esclusivamente per noi. A noi resta il compito di vivere nella grazia di Dio, per sostituire le abitudini viziose, sorte con il peccato originale, con le virtù, che si acquisiscono e si coltivano grazie ai Sacramenti, alla preghiera, alle rinunce, ai fioretti, alle penitenze e alle buone opere. Non ci sono altri sistemi. Tuttavia, mancando la Fede autentica, la Quaresima non è più periodo essenziale per la vita del credente, bensì momento di laica solidarietà, che prende le distanze dalla carità evangelica; essa, infatti, non è più correlata alla Croce e si limita a divenire un mero esercizio sociale.

Fotoricerca e Scatti di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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