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Ignobile sfregio sulla tomba di Alfredo Francescon

La denuncia choc della madre del giovane che a 23 anni perse la vita sulla Superstrada nel marzo 2013: dalla cappella mortuaria rubato un joystick che il ragazzo usava per giocare a playstation e in un secondo momento una pianta. L’ombra di un “ladro seriale” nel cimitero di Piedimonte, non sarebbero casi isolati

Noi ischitani abbiamo tanti difetti, inutile negarcelo. Quello più grande, però, negli ultimi tempi sta diventando una sorta di malcelata saccenza. Siamo pronti a lamentarci del turismo di scarsa qualità che affolla l’isola in alta stagione e del contorno di microdelinquenza, ma spesso dimentichiamo di guardare a casa nostra. Dove certi fenomeni vergognosi, ormai, si verificano con una costanza preoccupante e ci stanno portando al livello del peggior hinterland partenopeo. Dopo la denuncia di una madre, dobbiamo purtroppo prendere atto che su questo lembo di terra, incredibile ma vero, non c’è più rispetto nemmeno per i defunti. La denuncia social di Francesca Di Meglio, genitrice del povero Alfredo Francescon (deceduto sulla Superstrada di Ischia ad appena 23 anni a causa di un incidente stradale il 10 marzo 2013) è di quelle che fa davvero accapponare la pelle e fa letteralmente venire i brividi.

La donna ha così raccontato quello che ha dovuto patire, parole durissime che vi riportiamo in maniera testuale: “Lunedì mattina di una settimana fa mi sono recata a Piedimonte, al cimitero dove riposano le spoglie di mio figlio Alfredo Francescon e con grossa amarezza ho constatato che avevano rubato nella cappella mortuaria il joystick che generosamente aveva donato Michele Buono, figlia di Rita e Antonio, in quanto era quello che usava abitualmente Alfredo quando giocavano a play station. Era stato lì otto anni e più. Sono tornata giovedì per portarvi dei meravigliosi gigli rosa a me donati dal generoso Luigi Scotti: era stata rubata anche la pianta che avevo comperato il 14 agosto. San Alfredo: penso a questo punto sia una madre… e mi fa letteralmente schifo”.

Un episodio che, lo ripetiamo, lascia davvero senza parole. Tra l’altro, la signora Di Meglio non racconta di un singolo episodio, ma di due furti che sarebbero stati perpetrati a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. E, al netto della casualità che rende tutto sempre possibile dal punto di vista statistico, appare davvero difficile immaginare che possa trattarsi di due “mani” diverse. Non crediamo che qui occorra invocare l’intervento delle forze dell’ordine, qualche indagine approfondita o cos’altro. Siamo davanti alla sottrazione di un oggetto che ha un valore economico nullo ma un valore affettivo che non ha prezzo, così come sottrarre una pianta da una cappella dove riposa un giovane figlio della nostra terra è quanto di più spregevole si possa portare a compimento. Ecco perché speriamo che il bastardo, la bastarda o i bastardi che hanno commesso un gesto del genere possano passarsi una mano sulla coscienza e rimettere tutto al loro posto. Il commento postato dalla signora Di Meglio è stato commentato da diversi internauti e le parole più ricorrenti, e non poteva essere altrimenti, sono state “schifo” e “vergogna”.

La vicenda, in ogni caso, presenta risvolti oltremodo inquietanti. Perché, stando alle notizie che arrivano da ambienti bene informati, il cimitero di Piedimonte sarebbe diventato vittima di una serie di furtarelli e questo farebbe pensare alla presenza di un “ladro seriale”. Al netto del gravissimo sfregio fatto ad un ragazzo e soprattutto alla sua mamma, si segnalano nella struttura baranese la scomparsa di lampade votive, vasi, fiori, piante ed altre suppellettili cimiteriali. Tutto troppo strano, all’apparenza ingiustificabile. Ma la certezza è che qualcuno gioca con la cosa più preziosa che possa esistere, la memoria dei propri cari. E chiunque sia, va preso e consegnato alla giustizia.

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