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IIS “C. Mennella”, blitz all’interno dell’ex-tribunale: «Troppe promesse vane, le istituzioni ci rispettino»

Gianluca Castagna | Ischia – Li avevamo lasciati con uno spiraglio che invogliava all’ottimismo e alla fiducia. L’impegno, da parte del sindaco di Ischia Enzo Ferrandino, a favorire un incontro risolutore con Città Metropolitana e Presidente del Tribunale per forzare la tempistica di insediamento negli spazi dell’ex Pretura, liberare l’ex Liceo Scotti, effettuare i lavori e darlo finalmente agli studenti dell’IIS “Cristofaro Mennella”. Da troppo tempo in cerca di una casa che dia concretezza e dignità al diritto allo studio.
La scuola diretta dalla Prof.ssa Giuseppina Di Guida non ha una sede unica da molti anni. Dopo il sisma del 21 agosto 2017 ha perso le due sedi di Casamicciola, ed è costretta ai doppi turni tra i plessi di via Lavitrano e via Matteo Verde a Forio. Con un laboratorio allestito a Ischia presso l’officina e deposito EAVbus. Una frammentazione che compromette sensibilmente il corretto svolgimento dell’attività didattica, ma soprattutto la serenità di una comunità tornata ad essere e sentirsi nomade, orfana di quei diritti allo studio e all’identità di Istituto che spettano a ogni studente di questo Paese.

Che avesse ancora una volta prevalso lo stallo si era capito quando, pochi giorni fa, è stata inviata una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella quale si chiedeva un intervento diretto per la risoluzione del problema. Oggi una decisione drastica degli studenti riporta quella comunità sotto i riflettori dell’opinione pubblica.
Questa mattina, infatti, il cantiere dell’ex Pretura si è svegliato con un blitz degli studenti del MAT, Indirizzo Manutenzione e Assistenza tecnica, nei locali destinati alle aule giudiziarie. Un sit-in per protestare contro l’inerzia e il disinteresse verso una casa che per gli studenti dell’IIS “C. Mennella” sembra non arrivare mai. Una quarantina di ragazzi, accompagnati dai docenti Maria Martino (docente di Macchine e Impianti), Patrizia Di Meglio (docente di Italiano e Storia), Roberto Di Iorio (docente di Laboratorio) sono infatti penetrati nella sede del vecchio Tribunale dal lato posteriore del cantiere, in prossimità dell’autorimessa Muscariello. Una volta all’interno, hanno fatto lezione proprio negli spazi dove dovrebbero trasferirsi gli uffici giudiziari attualmente ubicati in quella che è la destinazione assegnata al Mennella, cioè l’ex Liceo Scotti. Un trasferimento che dovrebbe seguire la chiusura dei lavori e la consegna dell’immobile al Tribunale.
Peccato che questi lavori sembrino non finire mai. Una volta l’amianto (che – ragionevolmente – prevede tempi di rimozione più lunghi), una volta l’ascensore, poi qualche rifinitura. Fatto sta che i tempi della consegna slittano sistematicamente di mese in mese. Del blitz mattutino si sono accorti presto anche gli operai e il capo-cantiere, i quali hanno avvisato il direttore dei lavori, il Comune e i Carabinieri.

«Siamo qui dalle 7» ci racconta la prof.ssa Martino. «I ragazzi hanno fatto un sopralluogo, accorgendosi che era possibile accedere all’interno dell’immobile attraverso una porta sul retro. Intorno alle 8 siamo entrati e ci siamo accomodati nell’antro del vecchio Tribunale, dove abbiamo fatto lezione. Visto che siamo senza casa, senza sede, senza aule, e visto che il Tribunale ha due sedi, una la sua (anche se non ancora utilizzabile) e una la nostra, ce ne dia almeno una. Gli operai si sono accorti subito della nostra presenza – continua l’insegnante – ci hanno invitato a uscire ma gli studenti hanno deciso di restare chiedendo l’intervento del sindaco, che ha mandato una sua delegazione».
Sul posto, poco prima delle 9,è arrivato infatti l’ing. Gaetano Grasso, Responsabile del Patrimonio Comunale, assieme alla Polizia municipale di Ischia. Un incontro con i ragazzi e i docenti avvenuto con toni sereni ma fermi, che hanno convinto la rappresentanza studentesca a uscire dai locali occupati. «I lavori stanno per concludersi» ha assicurato l’ing. Grasso agli studenti. «Avremmo dato un maggior impulso se ci fosse stato consegnato l’ascensore. Purtroppo arriverà solo il prossimo martedì 15 maggio. Quattro o cinque giorni per montarlo ed entro il 20 i lavori potranno dirsi conclusi. La consegna dell’immobile perciò è prevista entro il 31 maggio. Questi sono i tempi».
«E’ una decisione certamente forte, quella che abbiamo preso questa mattina», ammette Roberto Mattera, studente della IV A del MAT “C.Mennella”, «ma è una decisione sofferta che nasce da una lunga attesa che sembra non finire mai. Da tempo aspettiamo che il Tribunale si trasferisca nella sua nuova sede, ma c’è sempre qualcosa che si mette di traverso. Con questo gesto dimostrativo vogliamo dare un impulso alla tempistica. Ogni scadenza che ci hanno dato nel passato è stata puntualmente disattesa. Molti di noi – continua lo studente – dovranno sostenere presto gli esami, di maturità e di qualifica. I doppi turni non ci consentono di prepararci adeguatamente a queste prove, che per noi sono decisive. Le Istituzioni quindi devono comprendere le nostre difficoltà, devono farsene carico, non possono lasciarci in balia di una situazione che non possiamo più reggere. Troppe promesse si sono rivelate vane. Ora l’ing. Grasso ci ha assicurato che, entro il 15 maggio, arriverà l’ascensore per la nuova sede del Tribunale e che l’immobile sarà pronto per la fine del mese. Noi speriamo che questa sia la tempistica reale e definitiva, che il Presidente del Tribunale disponga quanto prima il trasferimento senza ulteriori ostacoli o attendismi. In caso contrario, ci troverete ancora qua, con altri gesti dimostrativi altrettanto forti».

Insomma, questo doppio trasloco deve avvenire in tempi ragionevoli e non biblici, soprattutto senza nascondersi troppo dietro il micidiale ginepraio della burocrazia. Solo attraverso una sede definitiva gli studenti, il personale scolastico e docente del “Cristofaro Mennella” potranno ottenere un’adeguata dignità scolastica.
«E’ dall’inizio di settembre che tutti i nostri ragazzi fanno i doppi turni» ci spiega la prof.ssa Martino. «Si sono fidati di quanto promesso dalle istituzioni: noi docenti abbiamo avuto diversi incontri con il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino e abbiamo creduto alle sue parole. I ragazzi e le ragazze del Mennella sono sempre entrati a scuola, anche in orari faticosi, difficili. Non hanno fatto mai uno sciopero, mai una manifestazione. Si sono fidati di quanto periodicamente gli veniva detto e assicurato, nel massimo rispetto delle istituzioni. Ora chiediamo con forza alle istituzioni, anche assumendoci tutta la responsabilità di questo gesto, di essere degne del rispetto che abbiamo avuto per loro. Di rispettare la scuola, ogni scuola, e di far capire quanto conta il “Cristofaro Mennella” e tutta la scuola isolana per questo territorio e per la nostra società».
All’interno di una situazione molto critica che ha investito l’Istituto Mennella dopo il terremoto, l’indirizzo MAT, Manutenzione e Assistenza Tecnica, è quello più colpito. «E’ cosi: mentre il Turistico ha mantenuto la sua sede in via Lavitrano e il Nautico è riuscito a recuperarne almeno una delle due, noi abbiamo perso l’unico plesso che avevamo, quella in Corso Garibaldi a Casamicciola. Privandoci soprattutto della parte laboratoriale per noi così importante. Devo dire che solo l’EAVbus ha compreso pienamente le nostre difficoltà facendosi carico di mettere a posto un locale dismesso e trasformarlo in laboratorio, consentendoci così sostenere l’esame di qualifica per il terzo anno. Dagli altri solo promesse. L’incontro con Tribunale e Città Metropolitana promesso dal sindaco Ferrandino? Nessun incontro, nessuna mediazione. Il Presidente del Tribunale ci ha risposto che non sa nulla, né sa dare tempi e modalità per il trasloco nella nuova sede quando sarà pronta».

Una mancanza di solerzia che non lascia presagire una celere risoluzione della vicenda. Non dimentichiamo che sulla sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli pende l’incertezza della chiusura. Perché attivarsi per un laborioso trasloco nella sede, pur nuova di zecca, quando nemmeno si è certi di rimanere a Ischia e – come temono in molti – destinati a finire in terraferma?
«E’ l’aspetto più problematico della vicenda» ammette la Dirigente Scolastica Giuseppina Di Guida che abbiamo raggiunto telefonicamente. «Ho atteso fiduciosa i tempi di un incontro con il Tribunale e la Città Metropolitana. Non è arrivato, così la settimana scorsa ho scritto al Presidente del Tribunale per riassumere la nostra situazione e chiedere un appuntamento. Mi ha risposto dopo nemmeno due giorni e mi ha ribadito che il Comune di Ischia non aveva attivato alcun atto propedeutico alla consegna dei locali. Quindi non c’era possibilità alcuna di prevedere la tempistica del trasferimento. E’ uno stop che non mi aspettavo, contavo su un’interlocuzione continua anche con il Tribunale per risolvere nel più breve tempo possibile un disagio che va avanti da troppo tempo». «I ragazzi hanno ragione» ha continuato la preside. «Sono allo stremo, lasciati nel limbo, e a fine anno scolastico non si vede ancora una spiraglio concreto. Temono di cominciare l’anno prossimo nelle medesime condizioni. La loro rabbia, la voglia di farsi riconoscere questo diritto, mi sembra pienamente legittima».

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Il clima di agitazione per reclamare una sede per il “C Mennella” rischia a questo punto di diventare permanente, cronico. Già oggi dovrebbero manifestare gli studenti del Nautico di fronte all’ex Liceo Scotti, oggi sede degli uffici giudiziari (unire le forze dei vari indirizzi in un’unica protesta, tuttavia, sarebbe più vantaggioso per tutti).
I docenti e i collaboratori della scuola hanno invece convocato un’assemblea sindacale RSU, che si terrà oggi in tarda mattinata nella sede di via Lavitrano a Forio, per denunciare le condizioni di stress psico-fisico in cui sono obbligati a lavorare, ma soprattutto i forti timori sulle conseguenze che questa situazione, se prolungata ancora, potrebbe avere sui posti di lavoro. Iniziare un nuovo anno scolastico proponendo ancora i doppi turni, impoverisce logistica e didattica; il rischio è una scuola con sempre meno alunni e meno professori.

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